Nel segno dei supereroi: intervista a Mahmud Asrar

Nel segno dei supereroi: intervista a Mahmud Asrar
Abbiamo intervistato il disegnatore Mahmud Asrar, superstar del fumetto statunitense e disegnatore di tutti i più importanti supereroi di Marvel e DC. Uno sguardo al passato, al presente e al prossimo futuro.

Dynamo5_Interviste Nato in Turchia da genitori pakistani e austriaci, oggi residente a Vienna, Mahmud Asrar è uno dei più attivi e costanti disegnatori del fumetto statunitense. Dopo il suo esordio nel 2007 sulla serie Image Dinamo 5 (Jay Faerber ai testi), la sua carriera ha incrociato i più importanti superereoi Marvel e DC, nonché alcuni dei più grandi sceneggiatori del panorama statunitense, da Mark Waid a Brian Michael Bendis. Attualmente è al lavoro su Red, che vede il ritorno dell’originale Jean Grey come leader di un gruppo mutante. Lo abbiamo intervistato sul suo passato, presente e futuro.

Benvenuto Mahmud, e grazie per questa intervista. Prima di tutto, parliamo della tua carriera, che negli ultimi anni ti ha portato ai primi posti nel comicdom americano. Quando hai deciso di diventare un fumettista? Come sei arrivato al mondo dei fumetti americani?
Sono cresciuto con i fumetti. Anzi, da che mi ricordo, i fumetti li ho sempre guardati. Sono stato fortunato ad avere accesso a diversi generi, ma erano gli albi di supereroi americani a catturare maggiormente la mia attenzione. In più, mi piaceva disegnare e la gente mi diceva che ero bravo, quindi ho continuato a farlo. Quando ho capito che avrei potuto essere un fumettista e guadagnarmi da vivere così, mi sono messo davvero in gioco. Ho iniziato a condividere i miei lavori online, finendo a fare lavoretti qua e là; tutto ciò mi ha portato poco a poco a lavori di maggiore importanza, finché sono arrivato dove sono oggi.

Il tuo primo lavoro importante è stato Dynamo 5, serie Image regolare co-creata con Jay Faerber. Che cosa ricordi di quella esperienza? Com’è stato creare un cast di personaggi, addirittura un intero universo?
È stato incredibile, il mio primo vero lavoro da professionista. Lì ho sentito di essere diventato un fumettista serio. Ma è stata anche un’esperienza formativa: ho imparato molte cose, da come creare dal nulla un universo fumettistico a come essere un artista coerente, il tutto cercando di capire come funzionano le cose sul piano commerciale.

All_New_X-Men_Interviste Dopo questi primi lavori auto-prodotti, sei entrato nell’orbita delle “Big Two” Marvel e DC Comics, per le quali hai disegnato un gran numero di supereroi. Qual è il tuo supereroe preferito e quale personaggio ti piace maggiormente disegnare?
È sempre difficile rispondere a questa domanda perché, anche se ho dei preferiti, il mio affetto nei confronti dei personaggi può cambiare. Mi sono accorto che finiscono per piacermi personaggi di cui inizialmente non mi importa molto, ma che poi conosco sempre di più. E poi c’è l’altra faccia della medaglia: ci si può anche stancare di certi personaggi dopo averli disegnati troppo. Tra i miei personaggi preferiti ci sono Jean Grey, Storm e Wolverine. Ma non posso non metterci anche Hellboy, Batman e Tom Strong.

Sei un artista tenace, capace di lavorare ogni mese a una velocità costante, nonostante i ritmi di lavoro frenetici del comicdom statunistense. Hai delle tecniche particolari per mantenere risultati tanto eccellenti nonostante i tempi strettissimi?
Secondo me la sopravvivenza in questo ambiente dipende da alcuni fattori, tra cui l’essere professionali. E io cerco di esserlo. Sono anche abbastanza veloce, e credo che il mio stile in generale mi permetta di essere puntuale nelle consegne. Però devo ammettere che sto rallentando i ritmi di anno in anno. Mi pare di metterci più impegno e cura adesso.

Hai lavorato con molti autori, editori e personaggi, facendoti una certa esperienza. Se avessi la possibilità di condensare tutto in una serie di tua invenzione o in un personaggio a cui tieni particolarmente, che cosa sceglieresti?
Sono molto appassionato di fantascienza, specie quella che ha a che fare con la realtà o la scienza vera e propria, più che il fantasy. È da tanto che faccio fumetti supereroici, quindi, se avessi la possibilità, mi piacerebbe fare qualcos’altro. Idealmente, vorrei tornare a scrivere i miei lavori e produrre un’opera tutta mia. Se tutto va bene, quel giorno non è troppo lontano.

X-men_Red_Interviste Vorrei farti una domanda più personale. Sei nato in Turchia da genitori di nazionalità diverse, pakistana e austriaca, e ora lavori negli Stati Uniti. Soprattutto negli ultimi tempi, il fumetto mainstream ha sollevato questioni relative alla diversità (etnica, religiosa, sessuale), alternando esempi positivi (come Ms. Marvel, Black Panther, Faith o Superb) ad alcuni più controversi. Pensi che il mondo del fumetto stia facendo abbastanza per diffondere idee di integrazione e tolleranza attraverso le sue narrazioni, o sei dell’opinione che autori ed editori dovrebbero fare di più in questo senso?
I fumetti, per me, sono un’arte, e come tale credo dovrebbero esprimersi chiaramente sul mondo e sullo stato delle cose. Non è necessariamente un dovere, ma secondo me gli artisti dovrebbero puntare a migliorare il mondo e dare il buon esempio. Ecco perché penso che i fumetti dovrebbero farsi sentire, quando è il caso. Però so che le grandi aziende sono in un certo modo responsabili di molte cose, e questo significa che un sacco di gente e di denaro sono coinvolti. Quindi, quando le cose diventano commerciali, bisogna fare dei compromessi o agire con moderazione. Alla fine della fiera, però, credo che gli artisti debbano affrontare i problemi sociali, facendo domande e portando la gente a interrogarsi.

Chiudiamo la nostra intervista con una domanda su X-Men Red, che è iniziato a febbraio e ha visto il ritorno della classica Jean Grey, una degli X-Man più amati e attesi. Sei più spaventato o emozionato all’idea di lavorare con lei, e che cosa ci puoi anticipare della storia che tu e Tom Taylor racconterete nella serie?
Non potrei essere più emozionato! Adoro Jean Grey ed è incredibile tornare a lavorare su un fumetto in cui lei è la leader di un nuovo gruppo di X-Men. Prima che il primo numero uscisse, eravamo molto scettici e avevamo dei dubbi. Ma una volta che è uscito, abbiamo avuto un responso quasi unanimemente positivo. È veramente un grande piacere lavorare con Tom Taylor e ricordare alla gente l’essenza degli X-Men.

Grazie mille Mahmud e buon lavoro!

Intervista realizzata via e-mail il 15-16 marzo 2018
Traduzione dall’inglese di Sara Dellavalle

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