Il Mantello di Carta: dal libro al set

Dal un libro a fumetti di Carlo Lucarelli per la fondazione Maruzza Lefebvre D'Ovidio Onlus verrà tratto un cortometraggio.

Comunicato Stampa

Il Mantello di Carta: dal libro al setPORDENONE“Il mantello di Carta” è il progetto di sensibilizzazione sulle patologie rare e incurabili che colpiscono ogni anno da 12.000 a 30.000 bambini, nato su ideazione della Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio Onlus – da oltre 15 anni impegnata nelle cure palliative pediatriche in Italia – con l’Associazione Maruzza del Friuli Venezia Giulia, presentato nell’ultima edizione di Pordenonelegge. Testimonial del progetto al festival è stato con un racconto inedito accompagnato da illustrazioni di maestri del fumetto contemporaneo (da , a , , , fino a , ) tutti impegnati per la difesa dei bambini gravemente malati e la diffusione dell’importanza delle cure palliative a loro dedicate.

Dopo il successo del libro realizzato lo scorso settembre, Il mantello di carta diviene adesso un cortometraggio: i promotori della Fondazione Maruzza  – coordinata in Friuli Venezia Giulia da Omar Leonehanno voluto restituire anche per immagini lo spessore e la bellezza del racconto di Lucarelli, così da renderlo fruibile ad un numero ancora più ampio di persone.

La sceneggiatura tratta dal libro di Lucarelli è firmata a sei mani dal noto fumettista disegnatore e filmmaker pordenonese Giulio De Vita con Pasqualino Suppa – insieme firmano anche la regia – e Omar Leone che partecipa anche alla produzione insieme alla casa di produzione indipendente Eufrasia.

Protagonista del cortometraggio la nota attrice di teatro, cinema e televisione, oltre che scrittrice, Sara D’Amario, che ricordiamo al cinema per pellicole come Caos calmo, Il cosmo sul comò, La banda dei Babbi Natale, con Aldo Giovanni e Giacomo, e sul piccolo schermo per serie di grande successo quali Cento Vetrine e Distretto di Polizia. Risale al 2009, inoltre, il suo esordio come scrittrice con il romanzo Nitro (ed. BaldiniCastoldi Dalai). Accanto all’attrice, nel ruolo della figlia, la piccola Giovanna Zambon Bertoja.
Le riprese sono iniziate lunedì 11 maggio a Pordenone vedono l’interazione tra immagini reali e disegni realizzati specificatamente per questo film dall’illustratore friulano Ugo Furlan. 
«In una società moderna e avanzata come la nostra è difficile pensare che esistano bambini talmente gravi che la medicina non riesce in alcun modo a guarirli – spiega Omar Leone. Fare qualcosa per loro non è sempre facile. Proprio dal desiderio di aiutare questi bambini è nato “Il Mantello di Carta”: a pordenonelegge con il libro di Lucarelli e un percorso espositivo ricco di tavole originali regalate da firme prestigiose del mondo del fumetto, e adesso con questo ulteriore sviluppo che trasforma il racconto scritto in un’intensa storia per immagini».
 
In Italia, sono da 12.000 a 30.000 i minori (0-17 anni) gravemente malati che avrebbero bisogno di cure palliative specialistiche: Questi piccoli pazienti trascorrono troppo tempo nei reparti ospedalieri, anche quando sarebbe possibile un’assistenza a domicilio o in strutture residenziali dedicate (hospice pediatrici), che migliorerebbero notevolmente la qualità della loro vita e delle famiglie. Le cure palliative rappresentano la risposta più adeguata ai principali bisogni del bambino malato non solo facendo fronte alle esigenze cliniche fondamentali ma tenendo anche ben presenti le necessità di carattere spirituale, psicologico, organizzativo e sociale di tutta la famiglia. L’etimologia della parola “palliativo” deriva da “pallium”: mantello, che cinge il corpo di chi lo indossa, così come le cure palliative proteggono e abbracciano il malato dando risposte adeguate a tutti i suoi bisogni. La carta invece rappresenta la materia dalla quale tutte le opere artistiche hanno origine, il simbolo di una speranza per affrontare strategicamente il domani.

Info stampa: ufficiostampa@volpesain.com – cell 3922067895 – 3356023988

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