Lee Falk e Phil Davis – Mandrake

Lee Falk e Phil Davis – Mandrake
Il mago più famoso della storia dei comics che con le sue magie ed illusioni fece innamorare registi come Fellini, Kubrik e Resnais e continua a incantare ancora oggi i lettori di comics.
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Garzanti, 1972 (USA, the Magician, 1934)

“…Nessuno, ha mai raggiunto la “magia” (è il caso di dirlo) di Mandrake…”
(Dall’introduzione di Ida Omboni)

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e Phil Davis

Credo che la bravissima Ida Omboni avesse proprio ragione, con questa sua affermazione che chiude la sua introduzione a uno dei personaggi più famosi della storia dei comics e non solo. Obiettivamente sono davvero pochi quelli che non conoscono questo mago con cilindro e mantellina rossa, vera icona degli illusionisti di tutto il mondo. Ricordo che durante la mia adolescenza (vi parlo della metà degli anni ’80), prima ancora di conoscere i fumetti e intento in giochi dove si dava prova del proprio valore, una delle espressioni più comuni, mie e dei miei compagni di gioco, era una cosa tipo: “… E chi sono: Mandrake?”, a riprova del fatto che questo personaggio era davvero magico, inossidabile dal tempo che passa.

E tutt’oggi il suo mito continua a riecheggiare in tutto il mondo; certo tante cose sono cambiate nel frattempo, i suoi creatori sono passati a miglior vita da un pezzo, ma altri autori continuano a tramandare le avventure di questo personaggio che sembra essere davvero immortale.

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Mandrake insieme al suo fido servitore Lothar.

Quando Lee Falk, sceneggiatore, e Phil Davis, affermato pittore, s’incontrarono e decisero di dare vita a un personaggio dotato di poteri sbalorditivi, certo non s’immaginavano di sfornare un simile successo. Soprattutto viste le prime avventure, alquanto sperimentali e un po’ rozze, dotate di un disegno che certamente peccava in piattezza; Mandrake appariva come un mago dotato di poteri sovrannaturali, una sorta d’essere invincibile, ma ben presto gli autori riuscirono a delinearne con bravura sia la forma che la personalità, rendendolo un comune mortale, un maestro dell’ipnotismo e dell’illusionismo dotato di acuta intelligenza e senso dell’ironia.

Ogni suo gesto sembra incredibile davanti ai nostri occhi: nel bellissimo episodio “Il paese dei Fachiri” il nostro tramuta in oro tutto quello che il nobile Jehol Kahn tocca perché per lui l’unica cosa che conta è la ricchezza; ma la sua euforia iniziale si trasforma ben presto in strazio visto che non può più bere o mangiare nulla. Un lezione perfetta per una delle morali più vecchie del mondo: il denaro non è tutto. E davanti a tanta magia Mandrake dà quasi sempre una risposta vaga: “Non succede niente! È solo frutto della sua immaginazione!” dice il mago che non ricorre mai alla forza bruta in quanto non amante della violenza; se c’è da menare qualcuno, allora interviene il suo fedele servitore, Lothar, un gigantesco nero di origine nubiana che possiede la forza di dieci uomini messi insieme.

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Una bella striscia disegnata da Phil Davis tratta dalla prima avventura domenicale di Mandrake.

E’ questa la coppia di cui si “servono” Falk e Davis per creare delle storie in cui davvero non vi è limite alla fantasia. Basterebbe leggere il primo episodio che dà il via alle tavole domenicali “Il regno degli assassini” dove i due autori costruiscono un buon plot con un cattivo di nome Bull Ganton che ha creato un’organizzazione che raggruppa i malfattori di tutto il mondo; ma è anche l’episodio dove compare uno dei personaggi femminili più belli disegnati da Phil Davis, ovvero Reetha, che occasionalmente si trasforma in una pantera.

In verità le storie racchiuse in questo bel volume edito da Garzanti solo un piccolo incipit per intraprendere un viaggio fatto di tantissime avventure nei posti più strani e impensabili (Italia e Spazio cosmico compresi), con personaggi talvolta indimenticabili e storie piene di magia e sorpresa, che hanno incantato i lettori di mezzo mondo e suscitato l’ammirazione di illustri personaggi; Sergio Bonelli mi disse che adorava rileggere le avventure di Mandrake e registi del calibro di Federico Fellini e Alain Resnais erano grandi ammiratori dei disegni di Phil Davis.

Per usare ancora le parole di Ida Omboni: “È dimostrato che dopo aver letto le avventure di Mandrake, sia pure con occhio critico e cinico, si rimane per un’oretta ben disposti e sorridenti…”
Come non credere a una simile affermazione? Sarebbe come dubitare del grande fascino che l’epoca d’oro del fumetto americano tutt’oggi continua ad avere su di noi.

Un’epoca piena di magia. Proprio come quella dell’indimenticabile Mandrake.

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Un gesto di Mandrake e l’illusione diventa realtà.

Curiosità

Lee Falk e Phil Davis disegnarono le avventure di Madrake fino alla morte di Davis, avvenuta per un infarto nel 1964. A quest’ultimo succedette l’artista Fred Fredericks (ma sembra che alcune storie prima dell’arrivo di Fredericks furono disegnate dalla moglie di Davis, Martha) che disegnò su testi di Falk fino alla scomparsa di quest’ultimo avvenuta nel 1999. Da quel momento Fredericks curò anche le storie (non conosco l’eventuale apporto di altri autori non accreditati) fino al 2014, anno in cui ha annunciato il suo ritiro.

Per il volto del mago, Davis si rifece a quello di Lee Falk. Lo stesso Falk fu autore anche dei primissimi disegni di Mandrake prima di passare il testimone a Phil Davis.
Il nome Lothar venne scelto da Falk in omaggio a un suo amico tedesco.
Sono vari gli omaggi cinematografici dedicati al mago; val la pena ricordare quella fatta da Stanley Kubrik nel suo “Dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba”, in cui un grande Peter Sellers interpreta il personaggio di Lionel Mandrake.
Pare che anche Fellini fosse interessato a realizzare un film sul mitico mago ma il progetto non decollò mai.

Degna di nota la divertentissima parodia di Jacovitti, Mandrago il mago in cui Lothar diventa Pappotar.

Edizione consigliata

Diciamo che il volume della Garzanti rappresenta tutt’ora la migliore raccolta delle prime e inimitabili avventure del mago più famoso del mondo.
L’edizione consigliata è buona: grande formato orizzontale, cartonata e con una bella introduzione di Ida Omboni che ha curato anche la traduzione. La qualità della stampa non è strepitosa e non valorizza a fondo il segno di Phil Davis ma credo non si potesse chiedere di meglio all’inizio degli anni ’70.
Le storie contenute nel volume sono: Il regno degli assassini, Il paese dei fachiri, Il popolo mignon e Il circo che rappresentano le prime storie realizzate dalla coppia Falk-Davis sotto forma di tavole domenicali tra il 1935 e il 1936; A Hollywood e La casa stregata uscirono come strisce giornaliere nel 1938.

Altre edizioni

Le ultime due storie di Mandrake presenti nel volume consigliato furono pubblicate in un volume dalla casa editrice Comic Art nella collana New Comics Now – Gold Vintage n. 118.
La storia il Paese dei Fachiri fu racchiusa nel volume contenitore I magnifici eroi del fumetto pubblicato da Sansoni Editore nel 1970.
Val la pena segnalare anche le ultime edizioni dedicate a Mandrake realizzare da Mondadori ed Editoriale Cosmo.

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