Gli errori di Hellboy, la guerra Disney/Netflix

Gli errori di Hellboy, la guerra Disney/Netflix
In questa puntata natalizia di Nuvole di Celluloide andiamo ad analizzare il trailer del reboot di Hellboy, a scoprire le prime avvisaglie della guerra Disney/Netflix, a dare un'occhiata al merchandise di "Alita: Battle Angel", oltre a qualche news dal mondo dell'animazione.

La diffusione nei giorni scorsi del primo trailer del reboot di Hellboy ha squarciato il velo su uno dei film più attesi del 2019, ma ha anche fatto intravedere le prime pecche di una campagna promozionale partita nella maniera sbagliata fin dal primo istante.
Forse anche a causa di una diffusione anticipata, visto che il filmato era apparso online in una versione leak almeno un giorno prima rispetto a quello previsto, la Millenium Films ha giocato male, e anche bruciato, la prima carta da presentare al grande pubblico con un teaser che contiene al suo interno numerosi errori.
Non è solo il tono che appare fin dai primi fotogrammi alquanto sbagliato, ma anche la totale assenza di un focus sulla trama della pellicola che, stranamente, pare essere accennata solamente all’inizio e alla fine, con l’introduzione della villain interpretata da . Nel mezzo, si è scelto di presentare Hellboy (David Harbour) con un tono alquanto scanzonato, forse nel tentativo di volere a tutti i costi mostrare al pubblico qualcosa di differente dai film diretti da Guillermo Del Toro e interpretati da Ron Perlman.

Da questo punto di vista l’intento della Millenium Films non è di per sé sbagliato, in quanto è ovvio che la major voglia in qualche modo cercare di non farsi sovrastare dall’ombra del franchise precedente, che nel tempo si è ritagliato uno zoccolo duro di appassionati che, per anni, ha sperato in un terzo e conclusivo capitolo mai concretizzatosi. E’ questo un concetto che avevamo anticipato sulla rubrica qualche mese fa.
Il problema resta come la major abbia scelto di evidenziare questa differenza, giocando forse troppo sul fattore umorismo e dimenticando il resto, ovvero una vera e propria introduzione narrativa fatta anche per un pubblico che può non conoscere perfettamente il personaggio creato da .

Ma più di ogni altra cosa, è anche l’atmosfera che, alla fine, risente dei toni del trailer e, a pagarne le conseguenze, è prima di tutto il regista , che pare cadere vittima di una CGI appena abbozzata e di un protagonista, David Harbour, che se nel materiale promozionale fin qui visto sembrava convincere appieno, dal vivo non sortisce lo stesso risultato anche dal punto di vista del trucco prostetico.
Da qui ad aprile, la Millenium Films dovrà fortemente correggere il tiro, perché il rischio è quello di cadere vittima non solo delle aspettative dei fan, ma anche della pesante eredità lasciata dalle due pellicole di Del Toro.

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e Disney

L’inaspettata e improvvisa cancellazione di Marvel’s Daredevil dopo tre stagioni ha aperto di fatto, secondo molti analisti, una sorta di guerra non dichiarata tra i colossi Netflix e Disney, ormai pronti a sfidarsi sul terreno dello streaming.
In un articolo pubblicato nei giorni scorsi su The Hollywood Reporter e firmato da Paul Bond, sono stati affrontati alcuni aspetti che porteranno nel 2019 a un vero e proprio confronto, di cui la serie interpretata da Charlie Cox è stata praticamente una delle prime, inconsapevoli vittime.
Nei giorni scorsi, il network di streaming ha dato il benvenuto a Channing Dungey, fino a qualche settimana fa presidente della rete americana ABC (come noto controllata dalla Walt Disney Company), che a Netflix ricoprirà il ruolo di supervisore di gran parte delle sceneggiature originali del network. L’arrivo della Dungey a Netflix supporta ancora di più la sensazione che, ormai, tra la rete streaming e la Disney la relazione sia sul punto di concludersi definitivamente, e che molto probabilmente Marvel’s The Punisher e Marvel’s Jessica Jones seguiranno la stessa sorte delle altre serie targate Marvel.

Con il lancio di Disney+, che potrebbe anche includere la possibilità che Marvel’s Daredevil, Marvel’s Luke Cage resuscitino in qualche modo, Netflix sta ormai guardando ad altri contenuti e in questo senso vanno indirizzati accordi recenti del valore tra i 30 e i 50 milioni di dollari con , oltre all’acquisto dei diritti dell’Extreme Universe di .

Ma chi potrebbe vincere questa guerra? Secondo THR, mentre Netflix ha un enorme vantaggio nell’avere occupato per primo un certo segmento di mercato (quello che in gergo viene chiamato “First Mover” – ndr) rispetto a Disney+, dal punto di vista economico la favorita è la Disney, che può facilmente realizzare la totalità dei suoi show streaming da personaggi già in suo possesso, mentre Netflix spende selvaggiamente per popolare fondamentalmente la propria piattaforma.

Alcuni analisti citati dalla rivista di spettacolo hanno calcolato che Netflix spenderà 11,9 miliardi di dollari nel 2019 e 14,5 miliardi nel 2020. Ma l’aumento del 22% annuo sarà facilmente gestibile perché Netflix aggiunge più di 25 milioni di abbonati in tutto il mondo ogni anno, per ulteriori 3 miliardi di entrate all’anno.
Una sfida quindi apertissima, che nel 2019 vedrà confermare, per quanto riguarda i contenuti tratti da fumetti, in quale direzione andranno le due società, ormai dirette su strade sempre più separate.

Twentieth Century Fox Consumer Products ha diffuso nei giorni scorsi dettagli su una significativa campagna di merchandise per Alita: Battle Angel, che prevede la partecipazione di licenziatari come Funko, Loot Crate e Weta Workshop.
Funko ha già diffuso una linea di action figure Alita Pop!, mentre Hot Toys e Weta Workshop lanceranno miniature di Alita in scala 1:6 complete di mani intercambiabili e la spada di Alita, a cui si affiancheranno per Weta le Alita Mini Epics basate su Alita, Dr. Ido e il malvagio Zapan.
Presto disponibile per il pre-ordine, sarà la statua Alita Berserker di Prime 1 Studio, disponibile nelle versioni deluxe e regolare, con una funzione di illuminazione in entrambe. Rubio’s Costume ha invece annunciato una serie di abiti cosplay, Titan una serie di libri tra cui il romanzo prequel Alita: Battle Angel – Iron City e il libro Alita: Battle Angel – The Art and Making of the Movie.
Loot Crate lancerà invece una serie di articoli entro gennaio e febbraio, tra cui action figure, spille e capi di abbigliamento.

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Moonburg

La società di intrattenimento per bambini Moonbug Entertainment ha raccolto 145 milioni di dollari in finanziamenti per acquisire e distribuire programmi per bambini.
Questi finanziamenti, guidati dalla società The Raine Group, segue l’acquisizione della giovane azienda Little Baby Bum, un canale YouTube creato dai coniugi britannici Derek Holder e Cannis Holder che nel Regno Unito ha accumulato 17 milioni di follower con la sua collezione di video animati in 3D riguardanti filastrocche tradizionali e composizioni originali per i più piccoli.

Ci sono così tanti creativi brillanti in tutto il mondo che sviluppano contenuti di qualità che i bambini amano – ha detto il co-fondatore e CEO di Moonbug, René Rechtman – C’è così tanto potenziale per sviluppare ulteriormente questi franchise.

Rechtman, che recentemente ha lavorato presso la Walt Disney Co., e il co-fondatore di Moonbug John Robson, che ha ricoperto ruoli esecutivi presso la Paramount Pictures, hanno in programma di costruire un portfolio di proprietà multimediali focalizzate sui bambini che li aiutino a sviluppare abilità nella vita di tutti i giorni.
L’ambizione di costruire la prossima generazione di contenuti per bambini ha ottenuto il sostegno di un gruppo di finanziatori, tra cui Felix Capital, Fertitta Capital e altri. Raine, una banca di New York focalizzata sui media, tecnologia e telecomunicazioni, ha investito 100 milioni di dollari, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal.

Cinebrevi

Il veterano della pubblicità di Walt Disney Animation Garth Burkhard sarà il nuovo vice-presidente per la pubblicità di Sony Pictures Animation. Burkhard si unisce alla Sony dopo aver trascorso 10 anni alla Walt Disnet, cinque dei quali alla WDA, dove ha lavorato a campagne promozionali per titoli che includono vincitori di Oscar quali Frozen, Big Hero 6 e Zootopia. Alla Sony, Burkhard lavorerà a stretto contatto con la vice-presidente del marketing Becky Chaires, concentrandosi su campagne pubblicitarie e social media per tutti i titoli della major.

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