21 In your face

Ghizzone, Ciarletti, Bruschi e Mancini di in Your Face Comics a Lo Spazio Audace di Lucca Comics 2025

A Lucca Comics abbiamo intervistato Michele Ghizzone, Viola Ciarletti, Samuele Bruschi e Nico Mancini, fra gli autori di “Mr. Loop Marmor Lunensis” di In Your Face Comix.
Leggi in 9 minuti

Michele Ghizzone, Viola Ciarletti, Samuele Bruschi e Nico Mancini sono stati ospiti di Lo Spazio Audace – Vignette e caffè a Lucca Comics & Games 2025 per parlare di Mr. Loop Marmor Lunensis, seriale di In Your Face Comix creato da Alberto Lavoradori e Mauro Cicarè.

21 In your face

Viola, Michele, Samuele, Nico, benvenuti! Siamo al terzo capitolo di Mr. Loop. Come siete stati coinvolti nel progetto e come è stato lavorare tutti insieme?
Michele Ghizzone: Siamo stati coinvolti principalmente grazie a Mauro Cicarè che è stato il nostro professore e, per me, lo è tuttora visto che mi sta seguendo nella tesi all’Accademia delle Belle Arti di Macerata. Quindi il nostro professore ci ha fatto da intermediario e poi abbiamo conosciuto Alberto Lavoradori ed è stato molto divertente e stimolante lavorare con loro!
Viola Ciarletti: Come diceva Michele il coinvolgimento è arrivato attraverso una serie di workshop in Accademia. Ci hanno visti, hanno detto “ah ok, questi sono bravi, facciamogli fare qualcosa” e ci hanno coinvolto nel progetto di Mr. Loop, a cui Alberto teneva un sacco. Aveva voglia di fare un personaggio un po’ più indipendente e lavorare insieme, al di là del fatto che già con Mauro Cicarè, altro disegnatore espertissimo è stato divertentissimo, abbiamo un rapporto quasi da bottega d’artista perché comunque al biennio di fumetto a Macerata, essendo molto recente, eravamo in tre. E poi per me è stato molto bello avere l’opportunità, rispetto ad altri progetti dove magari sono da sola, di seguire questo con amici. Abbiamo fatto l’Accademia insieme per cinque anni e ora presentare questo fumetto assieme è molto molto bello e una splendida opportunità.
Samuele Bruschi: Io sono la new entry del volume. I miei soci qui con me erano già presenti nel volume precedente, il secondo, mentre io sono stato aggiunto per quest’anno e come diceva Viola il bello è proprio che noi comunque siamo un gruppo di amici che lavorano allo stesso personaggio. Una bella cosa, una bella esperienza.
Nico Mancini: C’è poco da aggiungere, ci siamo conosciuti tutti in Accademia, il team si è formato lì e abbiamo iniziato come gruppo di amici. Poi è arrivato questo upgrade grazie alle opportunità che ci hanno dato in Accademia, che però sono arrivate perché siamo un bel team di persone affiatate, che sanno lavorare e hanno voglia di lavorare. Una bella cosa.

Mr. Loop Marmor Lunensis 600x859

Prima di entrare nel merito di Mr. Loop, c’è da dire che collaborate con dei maestri, perché Lavoradori e Cicarè hanno comunque un’esperienza importante dal punto di vista diciamo autoriale, uno stile molto marcato e hanno ideato il personaggio con un primo volume interamente realizzato da loro. Da parte volta sentite questa sensazione di prendere parte a questo percorso e condividerlo con loro no?
Nico: Sì, c’è stato di sicuro all’inizio un periodo di stasi e di analisi dove abbiamo dovuto capire il personaggio e il lavoro fatto da questi due grandi autori, che sono parte della storia del fumetto italiano. Dal punto di vista invece più tecnico, di creazione del personaggio, della genesi personale che ognuno di noi ha avuto, fortunatamente Cicarè ci ha lasciato tantissimo spazio, non ci ha messo paletti e quindi è stato molto naturale.
Samuele: Sì, ognuno ha avuto la possibilità di interpretare il personaggio anche con il proprio stile e siamo stati anche incoraggiati in questo, per cercare di dare una pluralità di modi di fare il personaggio e di come rappresentarlo graficamente. Loro su questo sono stati anche molto precisi nel cercare di indirizzare le storie che Alberto faceva, a seconda di quello che era un po’ il gusto e il modo di fare fumetti di ognuno.
Viola: Questa cosa dell’identità in realtà è molto interessante. Io in particolare vengo da una tradizione in cui utilizzo molto il bianco e la matita, che è una tecnica molto più delicata rispetto a quella che utilizzava Mauro. E c’è stata la storia del primo volume a cui ho partecipato, in cui io in realtà ho fatto otto pagine delle dodici previste e, dopo averle consegnate, Alberto mi chiama e mi dice “Viola, questa non sei tu”. L’identità del personaggio era talmente forte che io avevo provato a rispettarla e invece Lavoradori ha sottolineato che non era ciò che volevano. Loro vogliono che il personaggio abbia diverse identità. Nel senso, è giusto che la sceneggiatura sia solo una, però è molto importante che le storie siano marcatamente nostre dal punto di vista grafico. Quindi ho dovuto rifare le otto tavole all’improvviso, che da una parte è stato bello perché sono stata incoraggiata a fare quello che ho sempre fatto. Però all’inizio, per me, è stato comunque complicato approcciarmi all’identità del personaggio perché se tu sei sei condizionata dal fatto che c’è stato un autore molto importante prima di te, su quello stesso personaggio, il primo istinto è cercare di catturare quel mood. Invece ho sbagliato e adesso invece si vede tantissimo che le mie storie sono quelle più piene di bianco.
Michele: Anche nel mio caso il volume precedente a questo è stato molto più difficile da interpretare. Ho sbagliato tanto e solo con le indicazioni di Mauro e di Alberto sono riuscito ad arrivare al risultato finale. In questo secondo lavoro è stato molto più facile dare un’identità al personaggio e far prendere forma alla sceneggiatura di Lavoradori.

Mr. Loop è un “ciclico” stecchito da 300 anni che combatte contro i demoni e contro la corruzione degli uomini. Qual è l’aspetto che vi ha colpito di più di questo personaggio e come lo avete reso vostro e peculiare?
Michele: Per la rappresentazione del personaggio mi sono ispirato molto sia al lavoro di Cicarè che al lavoro di altri artisti. Non ho dato molte peculiarità perché mi sembrava già molto convincete e non avevo bisogno di aggiungere qualcosa di speciale.
Viola: La cosa che mi ha colpito i più di Mr. Loop è che riprende da una parte una tradizione molto italiana, quasi bonelliana, di questi personaggi che tornano di storia in storia. Un personaggio con caratteristiche molto semplici che però poi sfocia nell’assurdità delle sceneggiature di Lavoradori. Si parte da una cosa semplicissima ma ogni volta ogni volta che devo descrivere la storia mi trovo quasi in difficoltà. Ad esempio c’è un detective che non può morire e che muore in ogni storia combattendo contro i demoni. Però in realtà dietro c’è una mitologia, una serie di mitologie super varie, una serie di scontri politici… oggettivamente è riprendere quella che è una tradizione estremamente italiana e portarla all’estremo e secondo me questa è una cosa interessantissima Due cose dal punto di vista grafico: sicuramente il mio è il Mr. Loop un po’ meno mostruoso, sembra proprio semplicemente un cadavere molto secco, è il più scheletrico; e poi io avevo scelto un cappellino un po’ più piccolo ma Cicarè ci teneva tantissimo all’outfit. Tu potevi cambiare completamente l’aspetto del personaggio ma non il cappello e la giacca e infatti mi disse “Viola, guarda, il cappello da postino evitiamolo” e quindi ho rimesso il cappello originale.
Samuele: Sì è vero, anche io quando mi so approcciato per la prima volta a Mr. loop dal punto di vista grafico ho dovuto studiarmelo parecchio per riuscire a entrare nel personaggio. Ad esempio come riferimenti ho preso Humphrey Bogart e i suoi impermeabili, perché Mr. Loop ha questo mega giaccone lungo. A Cicarè questa cosa era piaciuta, aveva trovato il riferimento simpatico anche se apparentemente poteva non c’entrare nulla. Mi ero quindi ricercato questo immaginario visivo a cui attingere per la creazione del personaggio. Poi Mr. Loop, come dicevano gli altri, è un soggetto molto particolare e inizialmente disegnare uno scheletro con il cappello era un po’ fuori dalla mia comfort zone, ma è stato divertente mettersi in gioco.
Nico: Più ho disegnato Mr. Loop, più mi sono affezionato a lui. La cosa che più mi ha colpito è come mi ricorda per tanti versi la comicità della slapstick, perché è un personaggio che per risolvere i problemi muore. Lui sa che dovrà risolvere i problemi in questo modo, quindi spesso e volentieri lo vedi che si organizza per farsi esplodere o altro ed è una cosa che mi fa sempre ridere, anche se magari Lavoradori non la intende in maniera comica. Quindi è un lato nascosto involontario che ho apprezzato tantissimo. Per quanto riguarda l’aspetto grafico, questa è una domanda a cui amo rispondere perché sono un grandissimo fan di Colombo. È una serie che amo quindi mi sono ispirato tantissimo al tenente Colombo tanto che, a volte, mi capita di poter inserire anche qualcuna delle sue posizioni iconiche, tipo come si mette le mani davanti alla bocca quando pensa, o il fatto che è sempre tutto storto.

21 In your face

Il volume presenta molti stili diversi e ognuno di voi ha dato il proprio contributo. È quasi una rivista antologica. Il discorso della varietà sicuramente è un punto di forza ma potrebbe rischiare di essere un pericolo per chi cerca magari la riconoscibilità o l’uniformità stilistica. Quali sono, secondo voi, i pregi e i difetti di questo tipo di pubblicazione?
Nico: Penso che le antologie siano sempre un genere non dico difficile da leggere però molto particolare. Parliamo di opere dove tanti stili diversi convergono e per un possibile lettore potrebbe essere, a primo acchito, una barriera da superare. Però, proprio perché ha questa forma da antologia, dall’altro lato Mr. Loop ha la possibilità di affacciarsi a una miriade di storie completamente diverse l’una dall’altra, anche se è scritta da una sola persona. E, come abbiamo detto, Lavoradori si adatta al disegnatore quando si parla di sceneggiatura, che è una cosa molto rara.  Quindi sì, è vero che potrebbe essere un problema all’inizio, ma alla prima lettura si capisce subito come il lavoro fatto su questo fumetto sia un lavoro di fino.
Samuele: I personaggi seriali come Mr. Loop sono abituati a essere lavorati da diverse mani, da diversi disegnatori. Qui, al posto che in albi separati, è come se fosse tutto quanto condensato in un unico volume, all’interno del quale si alternano diversi stili di disegno. Noi speriamo che sia un arricchimento.
Viola: Io, in realtà, questa cosa qui di avere un segno diverso per ogni storia la vedo come una scelta estremamente vincente e come una scelta che anche autori monografici stanno facendo nei propri volumi. Per esempio l’altro giorno, con un anno preciso di ritardo, ho letto l’antologia di Bianca Bagnarelli, Animali domestici, e anche se lei è sola fa scelte stilistiche diverse per ogni storia. Credo sia una cosa che ultimamente fanno in molti proprio perché è una scelta vincente. Nel nostro caso abbiamo varietà stilistiche estreme e secondo me rende la cosa ancora più interessante e anche più facile da leggere, perché sei veramente curioso di vedere come Mr. Loop sarà interpretato nella storia successiva.
Michele: Io mi trovo molto d’accordo con quello che ha detto Nico, riguardo all’accessibilità. Però, d’altronde, Mr. Loop muore in ogni storia e quindi alla fine, se ci pensiamo, ha anche senso che ogni volta lo stile e l’interpretazione siano diverse. Dà ricchezza alla storia, in toto.

Grazie per la disponibilità!

21 IYFC Sketch

Intervista realizzata il 2 novembre 2025 a Lucca Comics & Games.

Biografie

Viola Ciarletti
Fumettista e illustratrice umbra, classe ’99. Oltre ad aver vinto diversi premi nel campo del fumetto (Millennium Award 2023, NarrAzioni 2024) ed essere stata selezionata per altri (Premio Nuvola 2024 e 2025 e Fantastica Kowloon 2024), ha iniziato a pubblicare le sue storie con diverse case editrici (Roud Robin Editrice e Rider Comics). Esplora anche il mondo dell’illustrazione grazie al progetto Morkthulu, un gioco da tavolo indipendente in cui figura tra i quattro autori.

Michele Ghizzone
Videogiocatore seriale, divoratore di fumetti, ha 26 anni e vive e lavora a Macerata. Ha frequentato il corso di fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Macerata e si sta specializzando in Linguaggi e arte del fumetto. Fra concorsi e pubblicazioni sta muovendo i primi passi nel mondo del fumetto. Ha partecipato alla realizzazione di Mr. Loop Type per la casa editrice In Your Face Comix.

Samuele Bruschi
Nato ad Anconanel 2000. Laureato in Arte del Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Nel 2022 viene selezionato tra gli autori marchigiani per la mostra collettiva Yag/garage Italia, presso la galleria Yag/garage di Pescara. Nel 2024 collabora con This Is Not A Love Song al progetto Art for Palestine. Nello stesso anno con Elena Zallocco dà vita al progetto Cantieri Floreali che unisce fotografia e illustrazione.

Nico Mancini
Classe ’97, è un disegnatore e autore di fumetti. Ha partecipato e vinto il primo premio all’edizione del 2023 della Short Comic Marathon di Trieste e pubblicato nel 2024 per l’antologia Senza Pace per Coltello Comics. Nello stesso anno partecipa a Mr. Loop Type per la casa editrice In Your face Comix.

Giovanni Dacò

Giovanni Dacò

Da molti anni legge fumetti. Per pagarseli ha fatto anche il giornalista, il giardiniere, l’addetto stampa, il muratore, il direttore di riviste, l’agricoltore, lo scrittore.

Giuseppe Lamola

Giuseppe Lamola

Nato a Martina Franca nel 1984, Legge fumetti praticamente da sempre. Con il tempo si appassiona alla Nona arte come mezzo espressivo. Insieme ad altri amici fonda a inizio 2012 il blog de Gli Audaci.
Collabora con Lo Spazio Bianco dal 2011, ne è redattore dal 2015 e ha contribuito all'ideazione e al coordinamento degli Speciali tematici dedicati a Martin MystèreMarvel Now!, BatmanOrfani: da Ringo al Nuovo Mondo, Nathan Never e Dylan Dog.
Continua ad accatastare pile di fumetti.

Commenta:

Your email address will not be published.