Demokratia 5: crisi postdemocratica nell’era prerobotica

Demokratia 5: crisi postdemocratica nell’era prerobotica
Le inquietudini di Motoro Mase proiettano una luce sinistra sull’arretratezza dei sistemi politici del terzo millennio.

Mei Tokunaga è un androide costruito per realizzare un elaborato esperimento sociale e digitale: verificare la possibilità di creare un essere che concentri la saggezza umana di un campione casuale della popolazione che decide democraticamente le azioni del robot tramite votazioni effettuate sulla rete.

Il capitolo conclusivo della serie di è basato su un efficace struttura che descrive il fallimento del progetto “Demokratia” con un ritmo che, inizialmente lento, diviene sempre più incalzante e angoscioso.

Le persone che manovrano l’androide perdono infatti progressivamente e inesorabilmente il controllo di Mei a causa di un gruppo di votanti che vuole realizzare un attentato nucleare per creare una nuova società. Soltanto il ripensamento di uno degli attentatori permette di evitare la catastrofe e sventare il piano del loro leader: un’intelligenza artificiale che si cela sotto le mentite spoglie di un essere umano.

Nonostante il finale della serie possa risultare banale, a una seconda e attenta lettura il manga di Motoro Mase rivela riflessioni approfondite sui meccanismi sociopolitici contemporanei.

Il primo aspetto della società digitale sottoposto alla critica dell’autore è la presunta integrazione permessa agli utenti dai social network, la trama di Demokratia lascia invece emergere la crescente esasperazione degli emarginati che, spogliati della loro umanità, regrediscono fino ai più disperati istinti omicidi e autodistruttivi.

Il secondo livello della riflessione del mangaka si concentra sugli effetti più ampi della ghettizzazione delle persone meno fortunate e della loro manipolazione: l’intolleranza e il razzismo, valvole di sfogo della frustrazione individuale, sono usati per guidare le scelte e il voto di un’ampia parte della popolazione. Incapaci di selezionare obiettivamente le informazioni necessarie a un giudizio bilanciato della realtà, le persone estromesse dal benessere economico prestano fede e alimentano le teorie distorte a cui preferiscono credere.

L’ultimo e più sepolto elemento di analisi è la capacità di un’intelligenza artificiale, non necessariamente molto sofisticata, di interpretare confusamente i valori umani della popolazione media, dando prova sia di grandi dimostrazioni di umanità, quanto di poter raccogliere e dare luogo alle teorie politiche assolutistiche più feroci e spietate che la storia ricordi.

Non è un caso dunque che proprio la decisione di applicare il principio cardine della democrazia, cioè la facoltà di cambiare e promuovere una propria idea, si riveli la via di fuga per scongiurare la catastrofe finale, grazie alla ribellione di un votante all’olocausto deciso da un essere artificiale.

Viene legittimata alla luce di queste considerazioni anche la scelta di escludere dall’economia narrativa del manga qualunque allusione al comportamento e alle reazioni di chi è all’esterno del progetto “Demokratia” e quella di circoscrivere la serie a un numero di episodi inferiore rispetto a quelli di Ikigami, precedente opera dell’autore.

L’esclusione del panorama umano che non partecipa all’esperimento digitale di Demokratia sottrae al lettore l’orizzonte della realtà esterna e ne aumenta la percezione del rischio dei fenomeni virali, privi di controllo.

Non è un caso infatti che i fattori che contribuiscono alla risoluzione finale siano le indagini della polizia e i piccoli ricatti di una ragazza che scopre la vera identità di uno degli ingegneri, due legami, uno istituzionale ed uno privato, che strappano la comunità on-line e il suo creatore dal loro volontario isolamento.

L’immersione del lettore nell’esperimento sociopolitico immaginato da Motoro Mase è totale e completa e consegna lo spettatore al ruolo di impotente osservatore di un diabolico meccanismo digitalizzato che, almeno finora, non sembra inarrestabile ma denuncia al tempo stesso tutti i limiti e le arretratezze della democrazia di fronte ai profondi cambiamenti culturali del terzo millennio.

Abbiamo parlato di:
Demokratia #5
Motoro Mase
Traduzione di Ernesto Cellie e Chieko Toba
, Giugno 2017
240 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,50 €
ISBN: 9788891265302

 

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