Cartoomics 2018: rapido excursus della fiera milanese

Cartoomics 2018: rapido excursus della fiera milanese
Lo Spazio Bianco era presente a Cartoomics 2018, la fiera del fumetto milanese allestita a Rho Fiera Milano dal 9 all’11 marzo. Ecco alcune considerazioni e cronache dai redattori che vi hanno partecipato.

, la fiera del fumetto che si svolge tutti gli anni a Milano nel mese di marzo, ha festeggiato nel 2018 i suoi 25 anni di vita.
Per l’occasione si è ingrandita e ha aggiunto un intero padiglione al suo solito spazio espositivo, arrivando così a coprire tre grandi aree all’interno del polo di Rho Fiera Milano.
Lo Spazio Bianco era presente, come media partner ufficiale della manifestazione, nelle persone dei sottoscritti Andrea Bramini, Simone Brusca, Gianluigi Filippelli e Amedeo Scalese, e con qualche incursione “informale” da parte di Michele Garofoli e Giuseppe Lamola.

Cartoomics 2018: rapido excursus della fiera milanese_Cronache
Dalla pagina Facebook di Cartoomics. © degli aventi diritto

Nel complesso Cartoomics 2018 può dirsi un evento riuscito, non solo sotto il profilo delle presenze (circa 96.000 ingressi) ma anche per quanto riguarda la fattura della fiera.

L’area centrale, e cuore pulsante di Cartoomics, era dedicata ai fumetti, con gli stand delle case editrici che hanno partecipato come espositori e delle fumetterie private. Il pregio di questo ambito fieristico si è riscontrato nell’ordine con cui erano gestiti gli spazi, con zone dedicate alle signing sessions per quanto riguarda le realtà di maggiore richiamo (Bonelli e Panini) e con una significativa area rivolta al collezionismo.
La pecca è stata invece nell’assenza di alcuni editori non certo secondari nel panorama nazionale, come Becco Giallo o Rizzoli Lizard, segno che Cartoomics non ha ancora il richiamo necessario a “muovere” un maggior numero di case editrici, nonostante la crescita degli ultimi anni, sottolineata dalla presenza per il secondo anno consecutivo di Bao Publishing.

Per il resto gli ospiti non sono mancati, con grandi nomi come i due premiati ufficialmente dall’organizzazione (Bruno Bozzetto e Altan) e con autori di spicco portati dalle singole case editrici. È un peccato che in questi casi si sia trattato per la quasi totalità di fumettisti italiani, mentre probabilmente coinvolgere artisti esteri avrebbe dato ulteriore lustro alla manifestazione. Anche quando qualche nome di richiamo era presente in fiera (come la “Young Gun” Javier Garron quest’anno) si trattava infatti di ospiti invitati direttamente dagli editori, e anche da questo punto di vista, come ulteriore spunto per la crescita già in atto della fiera, si auspica uno sforzo maggiore da parte degli organizzatori.

Sotto il profilo dell’autoproduzione non sono mancate piacevoli conferme e interessanti novità. Tra le prime si annoverano il collettivo Attaccapanni Press, gli autori di Balthazar l’Implacabile, Cristiana Fumagalli di Arte Sghimbescia, di cui pubblicheremo presto un’intervista, e gli autori di Western Glory. Fra le nuove presenze si segnalano in particolare le divertenti pubblicazioni di Olimpo, Gioie e Disagi, i curati albi di Cthulhu Chronicles e Damage Comix, le affascinanti creature di Gata Cornia, i manga Yaoi di Kyodai Manga, Trampland di N.R.D., e ancora le interessanti opere di TransHuman, Last Bacchae e Squilibrio Comics.

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Dalla pagina Facebook di Cartoomics. © degli aventi diritto

C’era abbondanza di eventi, presentazioni e conferenze in ambienti riservati, però, non sempre ad hoc: le Agorà 1 e 2 purtroppo hanno sofferto anche quest’anno il loro scarso spazio (soprattutto per gli spettatori che avessero voluto assistere a quanto vi si svolgeva) e il loro posizionamento nel bel mezzo della fiera, che da un lato permetteva di attirare l’attenzione anche di chi “passava di lì per caso” tra un acquisto e l’altro, e dall’altro penalizzava la qualità e la fruizione degli incontri.

A questo c’è da aggiungere che la posizione dell’Agorà 4, vicino al palco dei concerti, rendeva di non semplice fruizione gli eventi lì organizzati: ad esempio, come raccolto dalle voci nella fiera, uno degli eventi dedicati ad Altan è stato “disturbato” proprio da un concerto, iniziato nel corso della conferenza, lasciando nel complesso la sensazione che l’organizzazione delle varie sezioni della fiera sia stata gestita in maniera indipendente l’una dall’altra senza una vera e propria visione d’insieme.

Come inviati del sito siamo rimasti in particolar modo nell’area stampa, per realizzare diverse interviste e qualche reportage che in questi giorni state vedendo pubblicati sul sito.
A tal proposito vogliamo spendere due parole su questo ambiente: uno spazio ben gestito e ottimale per svolgere con maggior calma le interviste, anche se non adeguatamente protetto dai disturbi acustici della fiera, aspetto questo sicuramente migliorabile. Speriamo che il piccolo accorgimento del “chiudere” parte superiore e ingresso dell’area possa essere approntato per l’edizione 2019, o quantomeno che si pensi a una collocazione più felice della sala, al riparo da rumori che rendano difficile lo svolgimento delle interviste.

Cartoomics 2018: rapido excursus della fiera milanese_Cronache
Dalla pagina Facebook di Cartoomics. © degli aventi diritto

L’organizzazione generale della fiera ha goduto dell’inedito terzo padiglione a disposizione perché ha potuto suddividere, senza ghettizzare, le tre anime della fiera: fumetto, cosplay/giochi e area ricreativa.

La parte ludica era attrezzata con diversi spazi per i giochi da tavolo e per i videogiochi, e ambiti come l’area fantasy (quest’anno con una particolare attenzione a Harry Potter per i vent’anni della saga), fantascientifica (con la sempre importante presenza di Star Wars) e lo stand dell’organizzazione Gotham Shadows hanno contribuito a dare colore alla manifestazione, insieme a elementi caratteristici e piacevolmente nerd come la DeLorean da Ritorno al futuro o il TARDIS di Doctor Who. Tutta l’area prevedeva numerosi momenti di intrattenimento anche per gli ospiti più piccoli, che oltre a disporre delle solite aree gioco, potevano venire facilmente coinvolti dagli allestitori a partecipare a spettacoli e giochi a tema.

Delle mostre allestite durante la manifestazione ricordiamo quella dal titolo “Il fumetto è arte?”, messa a punto dai tipi di Little Nemo Torino e dedicata al sempre interessante confronto tra arte mainstream e fumetto, e quella su Diabolik, della quale abbiamo realizzato un breve servizio video:

Cartoomics si riconferma una fiera di buon livello ma che, come evidenziavamo già l’anno scorso, non ha ancora fatto il salto di qualità necessario affinché si possa collocarla sullo stesso livello di altre manifestazioni similari. Il che, per una città come Milano, suona certamente strano.

Dopo il passaggio da FieraMilanoCity a Rho Fiera, dà l’impressione di aver saputo sfruttare degnamente tale location solo da quest’anno, riuscendo a “riempire” bene gli spazi a disposizione, allargandosi e gestendo i tre padiglioni con sufficiente sinergia.

Rimane un evento che si può vivere appieno anche in un solo giorno dei tre complessivi, ma che offre comunque approfondimenti e attività che permettono di frequentare la fiera anche nella sua interezza. Un’ambivalenza interessante che costituisce una realtà sempre piacevole, ma non mancano i margini di miglioramento, non solo nella gestione logistica ma anche nell’offerta e nella capacità di saper intercettare anche l’attenzione di alcuni importanti attori del settore.

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