Black (Queer) Comics Matter: al Bingo Love vince l’amore

Black (Queer) Comics Matter: al Bingo Love vince l’amore
Franklin e St-Onge scrivono uno young adult dall'impianto fiabesco con elementi interessanti, che sa essere inclusiva, universale e senza tempo, come l’amore.

bingoloveimagePaterson, New Jersey, 1963. Una domenica che si preannuncia normale per Hazel Johnson: prima messa, poi bingo con la nonna, poi casa e pranzo. E invece quel 10 febbraio è una domenica diversa: nella vita di Hazel entra Mari McCray. E nulla sarà come prima, perché spesso l’amore non si annuncia, ma si insinua nel profondo con terribile prepotenza.

Questo lo spunto di Bingo Love, realizzato da Tee Franklin e Jenn St-Onge. La coppia di autrici sa bene come costruire storie romance dedicate ai più giovani che mettano al centro temi di inclusività e diversità, attingendo anche alla propria esperienza quotidiana: Tee Franklin è, secondo la stessa definizione sul suo sito, una donna nera, queer e disabile, autrice di storie che fanno parte di antologie pluripremiate (Tear in Love is Love, realizzata per ricavare fondi per le vittime della sparatoria di Orlando, e A’ Blazin in Elements Anthology); Jenn St-Onge è un’artista queer che ha lavorato per IDW, , e altri. Lanciato dalle due autrici come progetto Kickstarter (che ha raggiunto quota 60mila dollari) e distribuito poi come TPB da Image Comics, Bingo Love ha raggiunto un vasto pubblico e vinto anche alcuni premi, oltre a essere candidato ai GLAAD Awards (premi assegnati dalla Gay & Lesbian Alliance Against Defamation alle persone e alle produzioni dell’intrattenimento, per il loro contribuito nel dare un’immagine più accurata della comunità LGBT).

Franklin e St-Onge costruiscono una storia d’amore dalla trama lineare, potremmo dire una fiaba moderna, un classico youn gadult espressivo e accattivante, dallo stile particolarmente cartoon, fatto di forme morbide e colori sgargianti (ad opera di Joy San). Il lavoro delle due autrici è quindi dedicato soprattutto a un pubblico più giovane, nonostante la storia (narrata in flashback) copra un tempo molto lungo e affronti tematiche particolarmente adulte (soprattutto nel finale): la parte più riuscita è sicuramente quella iniziale, dove si mostrano i primi passi dell’amore di Hazel e Mari, il riconoscimento di quel sentimento dolce e travolgente che le trasforma e che riesce a coinvolgere il lettore grazie alla sua universalità. La rottura tra le due, imposta da una società non ancora pronta a un amore omosessuale, è resa con dramma e anche con buona ricostruzione dell’epoca in cui è ambientata: nonostante i disegni a volte poco adatti a situazioni più tese ed espressive, il momento del distacco ha un forte impatto visivo ed emotivo, in cui anche il tratto voluttuoso e tenero di St-Onge si tinge di tristezza e sgomento.
Meno riuscita risulta la parte centrale, in cui si procede a tappe forzate verso la parte finale del volume la quale, rifacendosi all’episodio intitolato San Junipero della serie Mirror, riunisce le due protagoniste ormai adulte con un climax dolceamaro che riesce a essere struggente ma non patetico, racchiudendo in sé il senso del loro cammino.

Il punto forte del fumetto è tutto nelle due protagoniste, in particolare Hazel: tutto in loro è profondamente umano, le loro forze e le loro debolezze, le loro piccole ipocrisie e il loro coraggio finale; la contestualizzazione della loro vicenda è emblema delle discriminazioni e delle sofferenze di una parte di popolazione (non solo omosessuale) che per tanto tempo ha dovuto negare sé stessa agli altri, arrivando a non riconoscersi allo specchio, e al tempo stesso può essere letta da tutti come un monito a non negare mai la propria natura e i propri sogni, ma a lottare per viverli appieno. Il tratto levigato e dolce di Jenn St-Onge accarezza le due figure, accompagnandole nelle varie fasi della vita con piccoli cambiamenti che le rendono sempre riconoscibili: nonostante uno stile poco particolareggiato e teso alla pulizia e brillantezza, l’attenzione riposta nei dettagli fisici e nelle espressioni delle protagoniste supporta abbastanza bene il lavoro della sceneggiatrice, raggiungendo i risultati migliori nelle scene romantiche in cui si percepisce vividamente l’attrazione e la passione delle due ragazze.

BingoLove2Il punto critico dell’intero volume risiede, come accennato sopra, nel ritmo e nella struttura della vicenda: tra una parte iniziale e una finale ben approfondite, soprattutto dal punto di vista delle emozioni, si intercala una parte centrale frettolosa e poco attenta agli altri personaggi, in particolare la famiglia di Hazel. Questo fa sì che ogni confronto tra loro e la protagonista venga depotenziato, facendo perdere così sia spinta drammatica che possibilità di approfondimento su molteplici temi (lo scontro di valori di una famiglia afro-americana medioborghese, la percezione dell’omosessualità in queste comunità, il conflitto generazionale). In particolare, il trattamento riservato a James, marito di Hazel, è particolarmente infelice: introdotto con estrema velocità, parla solo quando sfoga la sua rabbia nell’apprendere che sua moglie ama un’altra donna, per poi farsi da parte per far procedere la storia delle due protagoniste. Mai un momento ci si sofferma su di lui, sulle sue sensazioni e anche sui suoi segreti, qui appena accennati e il cui disvelamento è delegato a uno spin-off pubblicato come webcomic: una scelta che sottolinea l’impianto fiabesco del racconto, ma che fa perdere un’occasione per aggiungere un po’ di profondità alla storia.

Bingo Love non è quindi un fumetto sempre convincente e forse non sempre calibrato per il pubblico per il quale è stato pensato. Riesce però ad aprire una strada nuova, qualche anno fa nemmeno pensabile: creare un fumetto appetibile soprattutto per un pubblico giovane che sappia parlare di amore omosessuale con cognizione di causa ma anche con sentimento, che possa scegliere di essere una favola più che un racconto di denuncia senza perdere la sua forza simbolica e che possa avere protagonisti neri appartenenti a una famiglia piccolo borghese (recuperando un contesto di serie televisive di fine anni ’80 e inizio ’90, ma spogliandolo di elementi comici o esagerati). Un fumetto che sappia parlare a un pubblico nuovo, con storie nuove che, venendo raccontate sempre più spesso, possano smettere di essere “diverse” e diventare patrimonio comune di tutti.

Abbiamo parlato di:
Bingo Love
Tee Franklin, Jenn St. Onge e Joy San
Image Comics, febbraio 2018
88 pagine, brossurato, a colori – 9,99 $
ISBN: 978-1534307506

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