Il “Sergente Immortale” affronta i contrasti della società statunitense

Il “Sergente Immortale” affronta i contrasti della società statunitense

Dopo 15 anni da "I kill giants", Kelly e Niimura si riuniscono per raccontare il rapporto tra un padre e un figlio in cui si specchiano i contrasti della società statunitense.

SergenteimmortalecoverIl sergente James Sargent sta per andare in pensione, una sorte che forse reputa peggiore della morte. Uomo “di altri tempi”, una scusa per lui per essere razzista, omofobo e politicamente scorretto, da anni vive da solo: la ex-moglie ha una nuova compagna, il figlio vive con la famiglia a qualche stato di distanza. Ma è proprio la festa di pensionamento, che coincide con il compleanno del figlio, a riportare insieme tutti quanti.
E da qui parte un’avventura on-the-road, uno sgangherato viaggio padre-figlio per un‘ultima missione, la fine di una caccia all’uomo durata una vita e che su quella vita ha influito in maniera determinante: la ricerca di un padre che ha assassinato la sua bambina proprio il giorno del compleanno del figlio di Sargent, Michael.

In Sergente Immortale, nuova opera del pluripremiato duo Joe Kelly e Ken Niimura (autori di uno dei più importanti long seller del nuovo millennio, l’apprezzatissimo I Kill Giants), lo sceneggiatore parte da un episodio autobiografico  il rapporto difficoltoso con un  padre poliziotto dal carattere difficile, con cui ha stretto un rapporto solo in età avanzata  per costruire una storia che parla di rapporti famigliari ma anche della società contemporanea, dei suoi conflitti e delle sue contraddizioni. Contraddizioni che sono esemplificate ed estremizzate dal contrasto a tratti drammatico, a tratti comico, tra Sargent, esempio plastico di un’America razzista, omofoba e profondamente intollerante, e per di più un poliziotto, e il figlio Michael, rappresentante, con la sua famiglia, del progressismo più strenuo, a volte vittima della sua ingenuità. A questo si aggiunge la moglie di James Sargent, Rhoda, lesbica e pacifista, e la moglie del figlio, la pragmatica e diretta Valencia.

Le interazioni tra di loro rispecchiano quelle tra mondi contigui, ma che spesso non si parlano, più volentieri si urlano addosso: proprio l’esagerazione con cui Kelly dipinge queste relazioni permette di cogliere aspetti a volte assurdi, a volte illuminanti delle interconnessioni che permeano la società statunitense (e più in generale occidentale). E se può sembrare che questa esagerazione porti a semplificare temi complessi, dal razzismo alla grave crisi della polizia statunitense, dall’incomunicabilità intergenerazionale all’omofobia, l’evoluzione e la stratificazione dei personaggi, in particolare del protagonista, portano il lettore ad avvicinarsi a lui: ben lungi dal volerlo giustificare nonostante l’evoluzione che lo porta a una parziale redenzione, Kelly crea un personaggio complesso, sfaccettato, tridimensionale, bigotto ma dal cuore fondamentalmente buono, insopportabile e odioso ma anche a suo modo premuroso, e lo consegna al lettore lasciando a lui il compito di comprenderlo e di trarre le proprie conclusioni.

Sergente Immortale 1
Oltre alla forte valenza “politica”, la storia è anche un racconto intimo e delicato, tra un inseguimento e l’altro, della ricostruzione di un rapporto tra padre e figlio, un confronto che li avvicina, che fa capire loro sbagli e ragioni che si nascondono dietro alcuni comportamenti, non dettati da cattiveria ma da una vita non semplice, in cui il dolore si annida nei non detti.

Ken Niimura riesce a catturare sia i momenti di scontro più fiammeggiante, grazie al contrasto tra caratterizzazioni grafiche – sopra le righe quella del sergente (bocca e lineamenti aguzzi, occhi dallo sguardo ferino) e più morbida quella del figlio (grossi occhiali tondi, capelli voluminosi, linee tenui)- sia i momenti più intimi e intensi, grazie a pochi semplici tratti, con la gestione delle ombre che oscurano uno sguardo, o l’inclinazione di una testa che spiega più di mille parole un senso di atterrimento: la padronanza nel rappresentare microespressioni e gestualità minime è totale. E questa sensibilità dell’artista colpisce ancora di più perché si alterna con grande sapienza al ritmo vorticoso che caratterizza la storia.

Infatti, sopra a tutto quanto detto fino ad adesso, Sergente Immortale colpisce per il suo essere un racconto autobiografico-sociale narrato come una divertente, sgangherata e vivacissima avventura on the road, ricca di inseguimenti, scene d’azione e momenti di pura comicità slapstick: la bravura di Kelly e Niimura è proprio quella di parlare di tematiche delicate e dolorose con uno stile leggero e dinamico. In particolare, l’arte di Niimura attinge a piene mani dal cinetismo inesauribile del manga: rispetto a I Kill Giants lo stile del disegnatore si fa qui ancora più leggero e stilizzato, tutto proiettato verso la velocità del segno e della narrazione più che verso le anatomie e i volumi. Le linee cinetiche abbondano, così come l’utilizzo di splash e doppie splash page, inquadrature sbilenche, campi larghi che si stringono all’improvviso su un particolare, per poi riesplodere in pagine dal ritmo vorticoso. Ancora una volta, è soprattutto la caratterizzazione grafica del protagonista a restituire la cifra del fumetto, con sguardi in primo piano e gestualità che si ispirano a western e polizieschi reinterpretandoli in chiave manga ipercinetico. Le inquadrature da sotto che ne distorcono le proporzioni, i passaggi in cui maneggia la pistola resi con il dinamismo di un film animato d’azione preso di peso da Cartoon Network, gli inseguimenti in cui l’automobile sembra assume le fattezze del suo volto: ogni cosa è filtrata in chiave del vulcanico Jim Sargent, creando momenti di grande ilarità e di grande dinamismo.

Sergente Immortale 2

Sergente Immortale è un racconto stratificato come il suo personaggio: un’avventura di grande intrattenimento, una storia intima e toccante, una riflessione sui nostri tempi che parla un linguaggio non retorico, che forse a volte indulge in piccole semplificazioni, me che è onesto e cerca un confronto aperto. Magari rischioso, ma forse l’unico possibile in questi tempi in cui solo lo scontro sembra possibile. Un confronto che deve essere anche ascolto, come quello che serve a un padre e un figlio per potersi conoscere e riconoscere.

Abbiamo parlato di:
Sergente Immortale
Joe Kelly, Ken Niimura
Traduzione di Michele Foschini
Bao Publishing, 2023
408 pagine, cartonato, bianco e nero – 24,00 
ISBN: 9788832739343

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