Alice in Wonderland: una Wonderland senza sorprese

ReNoir ripropone l'Alice più celebre raccontata da David Chauvel, in un Paese dove le vere Meraviglie sono le illustrazioni di Xavier Collette.

Alice in Wonderland: una Wonderland senza sorpreseLa rocambolesca rincorsa al coniglio bianco non ha certo bisogno di presentazioni.

Narrata, illustrata, trasposta sullo schermo, cantata in versi e soggetta a ogni sorta di interpretazione, Alice nel Paese delle Meraviglie è a pieno titolo un classico intramontabile dell’immaginario collettivo, prima ancora che della letteratura. Non si contano gli adattamenti e le citazioni al celebre romanzo di Charles Lutwidge Dodgson, in arte Lewis Carroll, da quel lontano 1865.

A distanza di un secolo e mezzo, tocca adesso a David Chauvel e Xavier Collette cimentarsi con una delle opere più stravaganti e visionarie del XIX secolo. Chauvel, del resto, non teme il confronto con i mostri sacri. L’autore che ha vinto il premio Gran Guinigi come miglior sceneggiatore, con il graphic novel Octave, ha curato anche l’adattamento de Il Mago di Oz (2012), disegnato da Enrique Fernández, e del Pinocchio di Collodi (2016), con le tavole di Tim McBurnie.

Stavolta ad affiancarlo c’è il tratto rotondo e raffinato di Xavier Collette, talentuoso artista belga, amante delle ambientazioni fantasy e fantastiche. Il risultato è un grahic novel denso ed evocativo, pubblicato per la prima volta da Comics nel 2012.

Alice in Wonderland: una Wonderland senza sorpreseDal punto di vista narrativo, la trama è fedele a quella del romanzo. Dall’inseguimento del coniglio bianco alla predilezione della Regina di Cuori per le teste mozzate, passando per gli oggetti che ingrandiscono e rimpiccioliscono Alice e tutta la galleria degli strampalati personaggi del Mondo delle Meraviglie, Chauvel riporta un racconto che scorre rapido e tumultuoso di avventura in avventura.
La quadriglia impossibile degli animali sulla spiaggia, l’incontro fumoso con il Brucaliffo e il fare enigmatico del sornione Stregatto introducono il confronto con la Contessa e il tè infinito alla tavola del Leprotto e del Cappellaio Matto, per culminare nella partita di criquet giocata impugnando malcapitati fenicotteri rosa.

Un lavoro di sintesi non facile, affidato ai tratti salienti dei dialoghi che richiamano lo stile dell’opera originale, in bilico tra paradosso, non-sense e giochi di parole. A far da filo conduttore, i dubbi e i soliloqui della piccola Alice, alle prese con una realtà che muta rapidamente quanto il suo corpo.

Alice in Wonderland: una Wonderland senza sorpreseL’impianto trova espressione nelle eleganti tavole di Collette. Con linee morbide e sinuose e una predilezione per i toni cupi, il disegnatore belga dà vita a illustrazioni fortemente suggestive, accurate nei dettagli e nella resa delle creature che Alice incontra sul suo cammino. Un’atmosfera da fiaba nera dove i colori giocano un ruolo fondamentale. Dal blu notturno della spiaggia al verde acido dell’erba, passando per il rosa onirico che avvolge il Brucaliffo e il rossore sanguigno che circonda la Regina di Cuori, la tavolozza di Collette ricrea un pervasivo senso di inquietudine, a evocare la natura allegorica e sottilmente traumatica del viaggio della protagonista.

Ogni situazione si ammanta di una precisa scelta coloristica, ma sempre caratterizzata da toni prevalentemente freddi e minacciati dall’oscurità. Una scelta che lascia emergere il lato più angoscioso dell’esperienza, che l’immaginario post-Disney aveva in gran parte edulcorato. L’apparato visivo è dunque potente ed evocativo, con un uso originale della pagina. Talvolta la griglia emula e amplifica l’azione, come nella resa della caduta di Alice nella tana, in una sequenza di cornici sempre più piccole, a comporre un imbuto. A campi lunghi e prospettive plongée si alternano dettagli e primissimi piani.

La novità dell’interpretazione estetica non trova però un corrispettivo nella scrittura. La fedeltà alla storia originale è anche il limite di questo graphic novel, che niente aggiunge narrativamente all’arcinota avventura di Alice.

Semmai, toglie qualcosa: l’eversività del romanzo di origine, satirico verso la società vittoriana e parodistico nei confronti di motivetti, concetti e luoghi comuni cari alla cultura del tempo, perde inevitabilmente forza per il lettore contemporaneo. Né viene qui sostituita da alcun tentativo di riattualizzazione.

A fine lettura, si ha l’impressione di aver assistito all’eccellente messa in scena di una storia che non ha più sorprese da offrire.

Abbiamo parlato di:
Alice nel paese delle meraviglie
David Chauvel, Xavier Collette
Traduzione di Pier Luigi Gaspa
ReNoir, ottobre 2012
72 pagine, brossurato, colori – 12,90 €
ISBN: 9788865670552

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