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Topolino #3397: Neve su Topolinia

4 Gennaio 2021
L’ultimo numero di Topolino, che di fatto chiude la stagione delle feste (il prossimo uscirà con l’Epifania, ma non conterrà alcun riferimento alla Befana), presenta solo due storie relative ai festeggiamenti di fine anno, Pippo e il manuale del perfetto capodanno, una insta story di Roberto Gagnor ed Emmanuale Baccinelli, e La neve “dispersiva” di Marco Bosco e Carlo Limido. In effetti quest’ultima storia, di cui mi andrò ad occupare nelle prossime righe, non è esplicitamente legata alle feste, ma l’atmosfera natalizia la pervade grazie alla presenza del fenomeno atmosferico simbolo di questo periodo: la neve. Bloccando la città, la

L’ultimo numero di Topolino, che di fatto chiude la stagione delle feste (il prossimo uscirà con l’Epifania, ma non conterrà alcun riferimento alla Befana), presenta solo due storie relative ai festeggiamenti di fine anno, Pippo e il manuale del perfetto capodanno, una insta story di Roberto Gagnor ed Emmanuale Baccinelli, e La neve “dispersiva” di Marco Bosco e Carlo Limido.
In effetti quest’ultima storia, di cui mi andrò ad occupare nelle prossime righe, non è esplicitamente legata alle feste, ma l’atmosfera natalizia la pervade grazie alla presenza del fenomeno atmosferico simbolo di questo periodo: la neve.

Bloccando la città, la neve ci obbliga a fermarci, a prenderci una pausa dagli impegni! E rilassandoci, godendoci lo spettacolo della natura, recuperiamo forze e serenità!

topolino3397-motoslitta_pippo

E’ quanto afferma Topolino nel corso della storia di Bosco, una strana indagine natalizia alla ricerca di chi o cosa causa una momentanea amnesia ad alcuni topolinesi, che finiscono per perdersi e dimenticare il proprio ruolo nella vita quotidiana per alcune ore.
Coprotagonista della storia è, come spesso accade, anche Pippo, con l’ennesimo trabiccolo di un suo bis-bis: una sorta di slitta a vapore, unico veicolo in grado di muoversi abbastanza velocemente sulle strade innevate della città.
Non mi voglio, però occupare del relax, ma dell’aria fresca e pura che arriva subito dopo una nevicata. Anche in città. Questa freschezza è dovuta alla combinazione tra le temperature basse (ma non troppo) e la formazione dei cristalli di neve. Questi si formano in atmosfera a partire dal vapore acqueo o dal congelamento di gocce superfredde. Durante il processo di formazione, i cristalli possono catturare all’interno i gas che compongono l’atmosfera. Questo effetto, combinato con il fenomeno noto come pompa del vento, può provocare un parziale se non quasi totale ricambio dell’aria in superficie, motivo per cui l’aria risulta alla fine realmente più fresca e pura del solito!

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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