Ho iniziato questa serie all’incirca settimanale con una pagina tratta dalla serie Ufo del Pinky di Massimo Mattioli. E oggi ritorniamo a Ufo con la prima autoconclusiva, dedicata a Marte.
In questi giorni il Pianeta Rosso è tornato sulla bocca di tutti grazie al primo volo di Ingenuity, l’elicotterino dal design leonardesco che la NASA ha inviato su Marte insieme con Perseverance. L’importanza di questo primo volo è legata soprattutto al fatto che non era per nulla scontato che Ingenuity fosse in grado di alzarsi. D’altra parte siamo a diversi milioni di chilometri dalla Terra e non sarebbe stato possibile andare su Marte per sistemarlo. Il risultato, però, è stato più che soddisfacente e allora ho deciso di celebrarlo con questo particolare mashup. Rispetto alla pagina originale, infatti, ho cambiato l’ambientazione della storia, spostandola dalla Terra a Marte. Ho, infatti, ricolorato (in maniera non proprio perfetta) la pelle di tutti i terrestri nella storiella di Mattioli con il classico color verde che generalmente associamo agli alieni in generale e ai marziani in particolare.
La generica associazione degli omini verdi (little green men) con gli extraterrestri, in particolare proprio con i marziani, risale al 1908 sulle pagine del Daily Kennebec Journal. L’associazione tra gli omini verdi e i marziani ci mise un po’ a entrare nella cultura collettiva, ma ebbe la sua grande diffusione a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta del XX secolo. In questo senso è interessante osservare come il Chicago Tribune (che già nel 1923 aveva pubblicato un romanzo a puntate in cui alcuni malati mentali vedevano omini verdi e parlavano con i marziani) nel 1960 accreditò all’astronomo Otto Struve l’origine del termine.
Quel marziano di Pinky
Per festeggiare il primo volo di Ingenuity su Marte ribaltiamo un po' il punto di vista nel nuovo mashup Pinky-astronomia!
