Pinky marziano evidenza

Quel marziano di Pinky

23 Aprile 2021
Per festeggiare il primo volo di Ingenuity su Marte ribaltiamo un po' il punto di vista nel nuovo mashup Pinky-astronomia!

Ho iniziato questa serie all’incirca settimanale con una pagina tratta dalla serie Ufo del Pinky di Massimo Mattioli. E oggi ritorniamo a Ufo con la prima autoconclusiva, dedicata a Marte.
In questi giorni il Pianeta Rosso è tornato sulla bocca di tutti grazie al primo volo di Ingenuity, l’elicotterino dal design leonardesco che la NASA ha inviato su Marte insieme con Perseverance. L’importanza di questo primo volo è legata soprattutto al fatto che non era per nulla scontato che Ingenuity fosse in grado di alzarsi. D’altra parte siamo a diversi milioni di chilometri dalla Terra e non sarebbe stato possibile andare su Marte per sistemarlo. Il risultato, però, è stato più che soddisfacente e allora ho deciso di celebrarlo con questo particolare mashup. Rispetto alla pagina originale, infatti, ho cambiato l’ambientazione della storia, spostandola dalla Terra a Marte. Ho, infatti, ricolorato (in maniera non proprio perfetta) la pelle di tutti i terrestri nella storiella di Mattioli con il classico color verde che generalmente associamo agli alieni in generale e ai marziani in particolare.
La generica associazione degli omini verdi (little green men) con gli extraterrestri, in particolare proprio con i marziani, risale al 1908 sulle pagine del Daily Kennebec Journal. L’associazione tra gli omini verdi e i marziani ci mise un po’ a entrare nella cultura collettiva, ma ebbe la sua grande diffusione a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta del XX secolo. In questo senso è interessante osservare come il Chicago Tribune (che già nel 1923 aveva pubblicato un romanzo a puntate in cui alcuni malati mentali vedevano omini verdi e parlavano con i marziani) nel 1960 accreditò all’astronomo Otto Struve l’origine del termine.

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Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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