Poco più di un anno fa circolò una strana richiesta: spiegare la fisica di Casper. Come tutti i fantasmi, anche il personaggio creato da Seymour Reit e Joe Oriolo è in grado di attraversare i muri, di fluttuare, di comunicare con i vivi e di… afferrare oggetti!
Il punto, in effetti, è proprio questo: con quale criterio a volte un oggetto solido attraversa Casper e altro volte no? La risposta, evidentemente, la fornisce il Fantasma, ovvero l’antagonista che affronta i nostri minuscoli supereroi Marvel in Ant-Man and the Wasp.
Il Fantasma, infatti, acquisisce la capacità di rendersi invisibile e di attraversare i muri grazie a un incidente occorso durante un esperimento quantistico avvenuto nel laboratorio del padre quando era una bambina. In questo modo l’intero corpo di Ava Starr sussiste in uno stato quantistico che è la sovrapposizione di innumerevoli stati elementari. E poiché ogni stato quantistico singolarmente ha una sua probabilità non nulla di non essere rilevato da un fotone o di poter attraversare un muro, anche la sovrapposizione degli stati di Ava Starr possiede una probabilità non nulla di entrambe le caratteristiche. A essere pignoli ognuno di noi possiede la stessa caratteristica, ma siamo visibili quando la luce ci colpisce e non ci riesce di attraversare un muro perché il nostro stato totale non è una sovrapposizione ma una media degli stati quantistici elementari di cui siamo composti.
In effetti, alla luce dell’esperimento di suicidio quantistico proposto da Max Tegmark per verificare l’esistenza di mondi paralleli, si può facilmente concludere che il Fantasma cinematografico è la conferma che il Marvel Cinematic Universe è in realtà un multiverso.
Il Regno Quantistico
Lo so, ufficialmente è il Reame Quantico, ma personalmente trovo la traduzione pessima, per cui Regno Quantistico! Traduzioni a parte, come ricorda Carlo Coratelli, nella scena dopo i titoli di coda, prima che Scott Lang ritorni nel microcosmo, Janet Van Dyne lo avvisa di stare attento ai vortici temporali. Peccato che a livello microscopio il tempo non è una grandezza fisica fondamentale, quindi è un po’ difficile che il prode Ant-Man possa anche solo incontrare un vortice temporale (certo, ad essere pignoli persino mantenere intatte le sue facoltà mentali è altamente improbabile, se consideriamo il rimpicciolimento dovuto a un’eliminazione di atomi, ma questa, in effetti, è un’altra storia!).