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L’Ultimo Giorno di Howard Phillips Lovecraft, tra biografie e riflessioni

18 Luglio 2025
Romuald Giulivo e Jakub Rebelka raccontano di Lovecraft e della sua opera attraverso il suo ultimo giorno di vita.
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Howard Phillips Lovecraft è uno dei padri della letteratura horror, la sua cosmologia fatta di antiche entità galattiche dai nomi impronunciabili ha affascinato e influenzato autori, registi, game designer e, ovviamente, numerosi autori di fumetto.

Sono diverse le biografie a lui dedicate, alcune anche a fumetti, come l’affascinante Lovecraft, graphic novel scritta da Hans RodionoffKeith Giffen e illustrata da Enrique Breccia, pubblicata nel 2004 dalla linea Vertigo e recentemente ristampata da Rizzoli Lizard. La peculiarità di quel fumetto è di mescolare proprio gli elementi orrorifici dell’autore di Providence con elementi della sua stessa biografia, ipotizzando che fossero reali. 

L’ultimo Giorno di Howard Phillips Lovecraft, scritto da Romuald Giulivo e illustrato da Jakub Rebelka, a un primo impatto lascia pensare di trovarsi davanti a una operazione simile. L’opera racconta esattamente quanto esprime il suo titolo: l’ultimo giorno di vita di Lovecraft, che nelle sue ultime ore si trova in un letto d’ospedale, vittima di un cancro intestinale in fase terminale. L’autore del fumetto prende l’abbrivio dal Diario di morte, testo che lo stesso Lovecraft ha stilato nel corso della sua condizione e degenza ospedaliera. Diversi personaggi fanno visita allo scrittore, chiamato lui stesso a viaggiare, in un lungo bilancio surreale dal sapore di un perverso “Canto di Natale” in una costruzione onirica, metaforica e fortemente metanarrativa.

I visitatori arrivano dalla sua vita reale, come la moglie o il mago Houdini per cui ha scritto un’opera o colleghi – fa capolino “l’amico di penna” Robert E. Howard, il creatore di Conan il barbaro, suoi personaggi – dai suoi testi, come Randolph Carter e i suoi stessi dei astrali, ma comprendono anche personaggi che all’epoca erano là da venire ma che hanno raccolto il testimone da lui lasciato per dargli nuove forme e nuove vite; non è difficile ad esempio riconoscere quando appaiono Stephen (King), Alan (Moore) e Neil (Gaiman).

Tempo, spazio e diverse leggi fisiche perdono di linearità e significato, proprio come capita in molte opere del solitario di Providence. Il viaggio di Giulivo e Rebelka è una lunga riflessione sia sulla natura e sulle origini del materiale narrativo creato da Lovecraft, sia sull’impatto che i suoi racconti e romanzi hanno avuto sulla narrazione fino ai giorni nostri, ben distante da un’idea meramente celebrativa: il fumetto racconta bene la misoginia, il razzismo e numerose altre ombre di un autore e di un essere umano fragile e tutt’altro che perfetto o persino piacevole.

Rebelka affronta questa storia con uno stile pittorico denso che alterna freddi toni tra il bluastro e il viola, per evocare una sorta di acido effetto seppia per le sequenze in ospedale, a rossi intensi, lisergici e dirompenti per i viaggi fuori dal reale. Piani e prospettive adottate dall’autore sono un altro elemento utile a trasportare il lettore nelle distorsioni percettive che fanno parte di ambienti e situazioni tratteggiate da Lovecraft nei suoi racconti.

Qualcosa nella scelta dei colori e nell’approccio alle deformazioni ricorda ed evoca proprio alcuni lavori di Alberto Breccia (padre di Enrique, disegnatore della biografia orrorifica prima citata), come ad esempio in alcuni lavori della raccolta Incubi (in cui è presente l’adattamento di un racconto di Lovecraft).
Nonostante le componenti più oniriche, la gabbia si mantiene su una costruzione di vignette ortogonali: varia il numero di vignette per pagina (difficilmente oltre le otto) e ci sono diverse splash page. Ogni tanto, in forma di cesura tra una sequenza e l’altra, ci sono alcune lettere e stralci dello stesso Lovecraft, il cui testo simula la scrittura a mano.

Un volume sicuramente destinato agli appassionati delle opere di Lovecraft, ma anche un interessante viaggio per districarsi nel complesso labirinto dove si stratificano e si ingarbugliano l’essere umano e le opere, senza la pretesa di consegnare risposte ma solo di stimolare riflessioni. A corredo del libro un corposo e interessante sketchbook di Rebelka.

Abbiamo parlato di:
L’ultimo giorno di Howard Phillips Lovecraft
Romuald Giulivo, Jakub Rebelka
Traduzione di Chiara Balestri
saldaPress, 2025
144 pagine, cartonato, colori – 24,00 €
ISBN: 9791254614334

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

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