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I Thunderbolts e il nuovo status quo degli Avengers

12 Maggio 2025
Una rapida analisi sul successo di Thunderbolts* e sul futuro del MCU.
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Thunderbolts

L’ottimo riscontro di critica e botteghino di Thunderbolts* ha spinto i Marvel Studios a giocare immediatamente la carta promozionale inerente l’asterisco e la svolta narrativa finale presente all’interno della pellicola, elemento questo che ha l’obiettivo di sortire un duplice effetto.

Il primo è quello di mantenere alta l’attenzione sul lungometraggio da parte del pubblico, proprio in un momento in cui il box office americano è rinvigorito dagli incassi di altre pellicole quali I Peccatori e Minecraft, mentre il secondo ha un fine molto più interno al Marvel Cinematic Universeovvero quello di accentuare il legame con Avengers: Doomsday e creare domande inerenti lo status quo del gruppo di eroi più potenti della Terra.
Come noto, gli interpreti di Thunderbolts* sono già stati annunciati nel cast del prossimo film degli Avengers che ci catapulterà ufficialmente nella nuova saga, difatti già iniziata grazie alla seconda scena post-credits presente nel film di Jake Schreier. Ma sarà interessante vedere quale sarà l’interazione tra questi “Nuovi Avengers” e la formazione capitanata, ma ancora sconosciuta, da Sam Wilson (Anthony Mackie).
La sequenza dopo i titoli ha già anticipato che i rapporti iniziali non sono proprio idilliaci, sottolineando come ci sia un problema inerente il copyright del nome, e questo tanto basta a solleticare la curiosità del pubblico su quello che verrà.

Come ha evidenziato Richard Newby in una interessante disamina pubblicata nei giorni scorsi su The Hollywood Reporteri Marvel Studios con Thunderbolts* stanno spingendo gli spettatori fuori da quella comfort zone che li aveva visti osservare gli eventi del dopo Avengers: Endgame con scarso interesse, scuotendo finalmente la situazione e dando un nuovo impulso narrativo al MCU, soprattutto per le tematiche affrontate all’interno della pellicola, e lasciandosi alle spalle quelle aspettative da “Suicide Squad della Marvel” che  avevano circondato il progetto fin dall’annuncio della sua realizzazione.

È sorprendente vedere un film dell’MCU affrontare questi temi in un modo che risulti onesto per ogni personaggio. Sì, abbiamo visto analizzato a dovere il dolore, e la Fase 4 in particolare ruota attorno al dolore. E l’MCU non manca di analisi psicologiche, con Black Panther (2018), WandaVision (2021) e Loki (2021) come esempi chiave. Ma Thunderbolts* è più tagliente di quanto visto in precedenza. Il film costringe i personaggi a confrontarsi con la loro vergogna, la mancanza di un sistema di credenze e una morale errata. La via più facile sarebbe costruire il film attorno a chi morirà e come. L’annuncio della ripresa degli attori di Thunderbolts* in Avengers: Doomsday è stato accusato di aver rovinato il destino dei personaggi e di aver eliminato l’entusiasmante minaccia della morte. Ma Thunderbolts* non si basa sul conteggio dei cadaveri e su come i personaggi muoiono, ma su come riescono a sopravvivere quando la sopravvivenza è in fondo alla lista delle loro priorità.

D’altronde era lecito aspettarsi che i Marvel Studios non avrebbero ripercorso la stessa strada fatta dalla concorrenza. Valentina Allegra De Fontaine (Julia Louis Dreyfus) non è Amanda Waller e, nonostante l’iniziale tentativo (fallito) di sfruttare i protagonisti per i suoi scopi, i ruoli sono ribaltati fin dall’inizio: è Valentina a dovere sfuggire alle indagini di una commissione parlamentare, ed è lei l’obiettivo primario del neonato gruppo, una volta che questi si sono alleati. È vero, il personaggio “sopravvive” grazie allo scaltro utilizzo dei mass media nell’annunciare i nuovi Avengers, ma le parole sussurrate da Yelena Belova (Florence Pugh) al suo orecchio mettono in chiaro su quale china il personaggio è chiamato a muoversi nel prossimo futuro.   

Se  il surreale e lunghissimo annuncio del cast di Avengers: Doomsday, che ha visto la partecipazione di una moltitudine di fan nell’osservare per ore vari nomi su una sedia, è stato la conferma che i Marvel Studios sono ancora capaci di mantenere l’hype, il film sulla squadra di antieroi capitanata da Yelena è riuscito a fornire una motivazione in più sul perché il pubblico dovrà vedere il nuovo film sui Vendicatori, e quella motivazione sono proprio i Thunderbolts.

Carlo Coratelli

Carlo Coratelli

Venezia, (1979). Nel 1999 inizia a collaborare con alcuni siti e riviste specializzate in fumetti e cinema (altra sua grande passione) tra le quali sono da citare Altrimondi e Cut-Up. Nel 2000 inizia a scrivere per Comicus.it per il quale cura per una decina di anni la rubrica Movie Comics. Nello stesso periodo conosce Davide Zamberlan con cui crea la striscia umoristica "ESU", pubblicata su Cartaigienicaweb e Cronaca di Topolinia. Dopo la chiusura della strip, crea nel 2009 "Frank Carter - Avventure di una spia per caso", disegnata da Fortunato Latella. Appassionato di supereroi (l'Uomo Ragno soprattutto) e strisce sindacate americane (Dick Tracy e Alley Oop su tutte), vive a Bologna dal 2006.

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