Chi è Mikaël Ross?

Nel 2012 effettua una residenza d’artista ad Angouleme. Sempre nel 2012 inizia ad esporre i suoi lavori in vari festival (Comic Salon Erlangen, Comic Festival di Amburgo, Festival internazionale della letteratura di Berlino). Nel corso degli anni ha vinto numerose borse di studio, tra cui la prima borsa di studio per artisti della città di Berlino nel 2018. Nello stesso anno realizza Imparare a cadere, sua prima graphic novel da autore unico pubblicato per avant-verlag e in italia da Bao Publishing. L’opera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui una prestigiosa nomination al Deutschen Jugendliteraturpreis.

Neuerkerode, la via della cedevolezza

Secondo la lezione del judo, la “via della cedevolezza” insegna a chi lo pratica a cadere senza farsi male. Questo è quello che spiega l’insegnante dell’arte marziale che fa lezione ad alcuni membri della comunità e , praticamente, riassume l’essenza di tutta l’opera. Noel non può evitare di avere a che fare con le delusioni d’amore, con il lutto, con l’abbandono, ma piano piano può assorbire e metabolizzare ciò che gli accade e rialzarsi. Neuerkerode in questo senso è il luogo in cui i membri della comunità possono interagire tra di loro e con gli altri: affrontare il dolore, superare le difficoltà di condizioni non facili e in questo trovare le proprie soddisfazioni e una via personale alla felicità.
Le tavole di Ross traducono nel disegno quella che è la disabilità mentale, con i suoi momenti di dolore e ma anche con gli inaspettati punti di forza, riuscendo così ad annullare ogni diffidenza e distanza. L’autore è particolarmente bravo a caratterizzare i personaggi, evitando di guardarli con occhi pietosi e riportando sia gli alti che i bassi di ognuno di loro, tratteggiando piccoli particolari che li rendono subito riconoscibili: il lettore è portato a immedesimarsi, a empatizzare nei momenti di difficoltà, a vivere i loro sforzi, sentendo proprie le debolezze di Noel, le ossessioni di Valentin, la tristezza di Alice, ma anche i momenti di stanchezza e di fastidio di Robert, operatore del centro.
La narrazione si mantiene in equilibrio tra momenti divertenti e teneri (i siparietti tra Noel e Valentin, o le loro interazioni con Robert, strappano più di una risata) e momenti estremamente toccanti (lo smarrimento di Noel di fronte al malore della madre, gli scatti di rabbia di Alice seguiti da momenti di grande fragilità). Particolarmente degno di nota, in questo senso, è l’inserimento del flashback sul nazismo attraverso lo sguardo singolare di Irma; poche intensissime pagine sono sufficienti a denunciare il massacro compiuto ai danni dei disabili mentali, tra le prime vittime delle violenze naziste, e a dare al lavoro di Neuerkerode un respiro storico e quasi eroico, quello di un luogo dove il supporto quotidiano ai più deboli diventa atto umano che si oppone alla barbarie e che ridà dignità all’essere umano.
Sapiente è anche l’uso del colore, alternato con una forte presenza del bianco, che diventa elemento narrativo fondamentale: si veda l’uso del rosso che rappresenta la concitazione di un concerto rock a cui si mescola la rabbiosa gelosia di Noel, o il blu scuro che rappresentano la solitudine e la paura del ragazzo subito dopo l’incidente alla madre, fino al verde dei capelli di Alice, unica tonalità che risalta sul bianco e nero della pagina, simbolo della speranza reale che dalle cadute ci si può sempre rialzare.
Impara a cadere è un’opera che coinvolge, che mostra come la via dell’evoluzione e del cambiamento sia difficile per tutti, ma in particolare per alcuni, cosa che non li rende estranei o distanti, ma in qualche modo ancora più profondamente umani e vicini.
Abbiamo parlato di:
Imparare a Cadere
Mikaël Ross
Traduzione di Giordana Rossetti
Bao Publishing, 2020
128 pagine, cartonato, a colori – 19,00 €
ISBN: 9788832734058

