Paranoid Boyd prosegue tenendo il piede sull’acceleratore e senza lesinare elementi orrorifici e al limite del disturbante. Leggendo il numero precedente 1 era impossibile non indugiare sugli echi lovecraftiani, sulle esperienze visionarie del protagonista William Boyd e sulla sua prospettiva che rende il mondo un covo di paranoie continue. In questo secondo albo Andrea Cavaletto preferisce invece espandere il contesto narrativo, concentrandosi sulla descrizione dei personaggi di contorno. Viene messa parecchia altra carne al fuoco e, anche se diversi tasselli della trama paiono ancora indefiniti, quel che si intravede è globalmente più bilanciato e interessante. Una lettura coinvolgente che lascia il terribile dubbio che i mostri non siano solo frutto delle visioni del protagonista quanto piuttosto orrori quotidiani, come la terribile malattia di una figlia.
Più che la sceneggiatura, compattata in un numero di pagine forse troppo esiguo, colpiscono positivamente i disegni. Nel primo episodio Matteo Pirocco cura molto i dettagli, mostrando uno stile che ricorda in parte quello di Matteo Mosca. A seguire Enrico Carnevale fa un lavoro meno descrittivo e più orientato al contrasto dei chiaroscuri. Saggiamente, nei momenti di maggior pathos, Carnevale deforma le prospettive, rendendo visivamente una realtà incerta, difficile da concepire, in cui le convinzioni vengono a mancare e rimane solo l’orrore, così vicino e palpabile da rendere inutile ogni tentativo di esorcizzarlo.
Abbiamo parlato di:
Paranoid Boyd #2
Andrea Cavaletto, Matteo Pirocco, Enrico Carnevale
Edizioni Inkiostro, gennaio 2016
32 pagine, spillato, bianco e nero – 4,00 €
Nato a Martina Franca nel 1984, Legge fumetti praticamente da sempre. Con il tempo si appassiona alla Nona arte come mezzo espressivo. Insieme ad altri amici fonda a inizio 2012 il blog de Gli Audaci.
Collabora con Lo Spazio Bianco dal 2011, ne è redattore dal 2015 e ha contribuito all'ideazione e al coordinamento degli Speciali tematici dedicati a Martin Mystère, Marvel Now!, Batman, Orfani: da Ringo al Nuovo Mondo, Nathan Never e Dylan Dog.
Continua ad accatastare pile di fumetti.