
A colpo d’occhio, innanzitutto: la cura dei disegni era evidente, bucava il foglio da quanta vitalità sprizzava il tratto di Stefano Turconi. L’artista aveva già dimostrato in svariate occasioni la propria bravura (un esempio su tutti: Cowboy blues), ma l’impegno riversato nelle tavole di quella storia aveva qualcosa in più, che si riscontrava soprattutto nella resa di Pippo e Minni e nell’ambientazione, l’America degli anni ’20.
Gli sfondi sono ricchi di dettagli, nulla è lasciato al caso e ogni singolo scorcio di paesaggio che si intravede nelle vignette ha un suo perché: serve a caratterizzare quella zona della città o quella sensazione che si dovrebbe respirare in quel dato luogo e in quel dato momento. Il tutto è figlio di un lungo lavoro di ricerca e documentazione, iniziato dal disegnatore tempo addietro per la serie a fumetti Wondercity.

La componente grafica, si scopre leggendo quella storia e anche le successive, è il giusto tappeto su cui si svolge la trama elaborata da Teresa Radice. La sensibilità della sceneggiatrice l’ha infatti portata a scavare nell’animo di Pippo, andando oltre certi stereotipi su cui troppo spesso autori del passato si sono adagiati. Il personaggio è infatti molto più complesso e stratificato di quanto non si possa credere, e in questa serie si riesce ad epurarlo dall’“equivoco della stupidità” in cui sarebbe facile 
La Radice decide così di unire questa sua concezione del personaggio, gli studi grafici di Turconi e varie altre influenze per scrivere una serie di storie in cui Pippo si ritrova ad essere il cronista di punta del quotidiano The Morning Blot, presieduto da un signorile e distinto alter ego di Macchia Nera di nome 
Se c’è una critica che si può muovere ai primi episodi di Pippo Reporter è quella di ricorrere ripetutamente a questo schema che, per quanto interessante e fonte di gag divertenti, applicato in 3-4 storie consecutive rischia di risultare un po’ ripetitivo, pur declinato in situazioni e contesti diversi. Tale struttura sopravvivrà anche negli episodi successivi, ma ne verrà smorzata l’importanza privilegiando la componente del viaggio e di avventure slegate dai traffici illeciti di Blackspot, che invece nelle prime storie sono il motore e l’elemento principale della trama. Già il quarto episodio, infatti, inizia a discostarsi leggermente da quel mood.
In ogni caso, ciò non impedisce ai racconti di essere decisamente godibili: il ricorso ad uno schema del genere permette di conoscere meglio il protagonista, le sue caratteristiche, il contesto in cui si muove e i comprimari che lo attorniano. Pippo e Minni come 
Nel cast poi troviamo anche il sindaco Horace Horse, un Orazio in tutto il suo splendore dentuto che lo riporta all’aspetto delle prime apparizioni animate e delle strisce anni ’30 disegnate da Floyd Gottfredson, e Claire Le Belle, una chiaroveggente che ha ben poco di soprannaturale ma che riesce sempre a dare il consiglio giusto ai protagonisti per aiutarli nei loro problemi.


Resta il dubbio sul perché inserire anche la quarta storia, che teoricamente sarebbe la prima della “seconda stagione”, ma la scelta non pone problemi alla fruizione della serie dato che gli episodi sono comunque autonomi: probabilmente la distribuzione delle storie dipenderà dal numero di volumi previsti per completare la ristampa.
L’albo si presenta curato come i due precedenti: nelle prime pagine troviamo un’interessante intervista ai due autori, che parlano della genesi della serie, delle influenze, delle ispirazioni e degli obiettivi che si ponevano realizzando Pippo Reporter. Dalle parole dei coniugi Turconi emerge un grande amore per i personaggi Disney e una concezione chiara in testa di questo tipo di fumetto e dei suoi punti forti: c’è consapevolezza dei mezzi a disposizione e dell’arte del racconto.
Non mancano infine alcuni bei bozzetti e studi di vignette, che insieme al fumetto completano un tomo utile per conoscere uno dei migliori esponenti del buon fumetto Disney degli ultimi anni.
Abbiamo parlato di:
Definitive Collection #3: Pippo Reporter #1
Teresa Radice, Stefano Turconi
Disney/Panini Comics, febbraio 2015
130 pagine, colori, brossurato – € 3,90
ISSN: 9 772384 993902 50003
