La truffa vol #1: ridere amaramente della corruzione

La truffa vol #1: ridere amaramente della corruzione
La serie Image di Nick Spencer e Steve Lieber "La truffa" è una black comedy sboccata e violenta nella quale l’amoralità è tratto comune di ogni personaggio. Perdenti, egoisti e corrotti: non si salva nessuno.

Se una qualità va riconosciuta a è senza dubbio l’eclettismo narrativo. Sceneggiatore politicamente impegnato (attivista iscritto al partito democratico statunitense), è stato autore di una delle gestioni più dibattute ma allo stesso tempo più solide e convincenti delle testate dedicate a (Steve Roger e Sam Wilson); conclusasi con il crossover Secret Empire, da questa saga è venuta fuori l’attuale incarnazione dell’universo Marvel, Legacy.

Precedentemente al ciclo di Cap, con un registro completamente diverso – divertente, da commedia, a tratti esilarante – sempre in aveva dato vita alla sorprendente I Superiori nemici di e a una acclamata run su che aveva rilanciato il personaggio in concomitanza dell’uscita della pellicola cinematografica.

La truffa (The Fix in originale) – serie del 2016 attualmente in corso di pubblicazione in USA e della quale presenta in Italia i primi quattro numeri raccolti in un volume della collana 100%HD –  per toni si avvicina molto a quelli usati da Spencer su e sui Superiori Nemici di .

Di quest’ultima ricrea anche il team artistico visto che ai disegni troviamo Steve Lieber come era avvenuto per i diciassette numeri della testata Marvel.
Come in quella serie, i protagonisti de La truffa sono dei criminali “piccoli piccoli”, due sfigati e corrotti poliziotti californiani, Marc e Roy, due pesci piccoli il cui unico obiettivo è il proprio tornaconto personale e il quotidiano tentativo di diventare ricchi.

Questi primi quattro numeri più che per mettere in movimento la trama – che ha un inaspettato e imprevedibile cliffhanger giusto nell’ultima pagina del volume – servono per settare il registro narrativo della serie attraverso la presentazione dei personaggi – protagonisti, comprimari e comparse – che avviene nel corso dei vari episodi che si susseguono l’uno all’altro.

A fare da sfondo c’è una diffusa violenza di matrice tarantiniana – sopra le righe e in certi frangenti assurda – che Spencer unisce a un linguaggio sboccato e oltraggioso e a situazioni talvolta al limite dello sgradevole. Lo sceneggiatore però fa tutto questo usando con efficacia un tono da black comedy, un’ironia che spesso volge in comicità per smorzare la cattiveria di alcune situazioni trasformandole quasi in gag: è una mossa valida, che giova alla narrazione senza disorientare il lettore.

La corruzione morale, l’egoismo e il cinismo sono tratti caratteriali che riguardano tutti i personaggi, nessuno escluso, completamente colpevoli dei guai a cui vanno incontro e delle situazioni in cui si mettono. Questa bassezza non viene però resa da Spencer con sguardo accusatorio o moraleggiante, anzi. A partire dai due protagonisti, tutti sono dei perdenti in questa storia – chi più chi meno – e alla loro piccolezza, alla loro mancanza di epicità o eroismo il lettore non può che sorridere e sentirsi vicino.

Se le didascalie e i dialoghi, secchi, esilaranti e a volte surreali, sono tra gli elementi di sceneggiatura meglio riusciti della storia, bisogna riconoscere a Steve Lieber la capacità di essere un’ottima sponda per Spencer sul versante grafico. Il disegnatore si concentra sulla mimica, le espressioni facciali e la recitazione dei personaggi e gioca con gli sguardi e i movimenti dei corpi per far percepire al lettore il contrasto tra messa in scena comica e drammaticità delle situazioni che sovente lo sceneggiatore si diverte a intavolare.

Allo stesso modo, alcune trovate visuali di Lieber – il taglio delle inquadrature, il gioco con la struttura e la griglia delle tavole – risultano efficaci tanto per i momenti di azione quanto per le sequenze di dialogo.
I colori di Ryan Hill sono il giusto completamento di tutto l’affiatato team artistico, muovendosi tra un cromatismo realistico e uno più legato ai sentimenti e alle sensazioni messe in campo dai personaggi.

Se la decompressione a livello di trama può essere vista come l’unico elemento di criticità di questi primi quattro numeri de La truffa, Spencer con la sorprendente pagina finale che annuncia una svolta imprevista, pare volere dire al lettore di non dare per scontato il tono della serie o i suoi sviluppi, suggerendo che quello che ha letto in questo primo arco narrativo, Dove osano i beagle, è giusto un antipasto di una vicenda che potrebbe farsi grossa e soprattutto pericolosa, senza – ci auguriamo – rinunciare al registro sopra le righe e alla verve comica.

Abbiamo parlato di:
La truffa Vol #1 – Dove osano i beagle
Nick Spencer, Steve Lieber, Ryan Hill
Traduzione di
Panini Comics, 2017
128 pagine, cartonato, colori – 14,00 €
ISBN: 9788891230232

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