Stefano Martinuz immagina “Lo Spazio Bianco”

Cos’è “lo spazio bianco”? Com'è possibile riempirlo? La risposta a queste domande è affidata in questa puntata a Stefano Martinuz.

Quale concetto migliore per esaltare l’inventiva di un artista? Quale tema più liberamente interpretabile dello spazio bianco può esistere, a parte forse il suo opposto, l’oscurità?

Per questo abbiamo dato vita a uno spazio dove gli autori possano dare forma alle proprie idee e interpretazioni e, allo stesso tempo, a una piccola celebrazione del nostro sito, che intorno al concetto di “spazio bianco” è nato e che vedeva nel contorno vuoto delle vignette un non-luogo “dove i fumetti sono tutti uguali”.

Ospite di questa puntata è Stefano Martinuz con la sua illustrazione “Footsteps”. Buona visione.

Footsteps

Stefano Martinuz immagina "Lo Spazio Bianco"

Stefano Martinuz

Nato in un piccolo quartiere bresciano nel 1996, decide, conclusi gli studi scolastici, di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, fumetto e illustrazione. Nel mentre cerca di capire cosa voglia fare nella sua vita e lavora al suo primo fumetto autoprodotto “Dr. Markman” con Damiano Perrone. Realizza il suo primo albo illustrato “Rebirth” uscito a Lucca 2016 e sta attualmente lavorando al secondo volume previsto per Lucca 2017. E’ Membro del collettivo “Rêverie Studio” con il quale ha prodotto e realizzato a diversi albi di beneficenza tra cui “Folkfools”, “Tiny Tasty Toast of Terrors” e “Costellarium”. Collabora a diverse antologie a fumetti tra cui “Ave” di Attaccapanni press e lavora come concept artist e character designer per il GDR “Multiverse Ballad” edito da Origami Edizioni.  Sogna di fare fumetti belli e di lavorare un giorno nel ramo dell’animazione del visual development.

La sua pagina Facebook: Mart-art

Stefano Martinuz immagina "Lo Spazio Bianco"

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