Il ritorno di Corto Maltese: Sotto il sole di mezzanotte

"Sotto il sole di mezzanotte" di Juan Díaz Canales e Rubén Pellejero riporta su carta Corto Maltese, indimenticato personaggio di Hugo Pratt.
Articolo aggiornato il 24/08/2017

«Avete mai notato che Pratt non disegna mai gli occhi di ? Per questo motivo ho deciso di non dare seguito alla proposta del mio amico Hugo di realizzare un nuovo fumetto sull’avventuriero di La Valletta»

Il ritorno di Corto Maltese: Sotto il sole di mezzanotte

Così si espresse Milo Manara durante un incontro col pubblico ad Etnacomics nel 2014 alludendo alla grande maestria del suo amico Pratt nel dare espressività allo sguardo del celebre marinaio, uno sguardo che il lettore delle sue avventure difficilmente incrocia.

Nato dalla fantasia di , Corto Maltese è un pirata nato a La Valletta da un marinaio inglese ed una gitana di Siviglia, un avventuriero che ha inciso sulla propria mano sinistra la linea che i cartomanti chiamano della fortuna, volendo così affermare di essere unico artefice della propria sorte.

Se gli occhi di Corto Maltese sembrano spesso chiusi, ciò non comporta infatti che non vedano bene, ma al contrario spesso meglio e più lontano di altri osservatori. Il sole di mezzanotte del resto mostra la realtà sotto una luce diversa a chi riesce a abituarvi gli occhi e a avere una prospettiva sgombra dai pregiudizi sugli uomini, le donne e le loro vicende.

Il nuovo Corto Maltese

La nuova storia di Corto Maltese segue dunque il solco già tracciato da Pratt e noto ai suoi fedeli lettori, un solco circolare, dal momento che spesso gli eventi portano il marinaio maltese molto lontano dalla sua meta o addirittura alla scoperta che una meta non esiste.

La nuova avventura di Corto Maltese, la prima non realizzata da Pratt, ha luogo nel 1915, in Alaska, dove appunto in estate il sole non tramonta mai, alla ricerca di un tesoro promessogli da un amico, lo scrittore Jack London, che gli chiede al tempo stesso di salvare una sua vecchia fiamma.

Juan Díaz Canales torna dunque indietro di 10 anni rispetto a Mu, ultimo volume realizzato da Pratt, e ambienta le nuove vicende del pirata di La Valletta appena dopo quelle narrate in Una ballata del mare salato. La storia, ambientata in terre mai toccate prima da Corto, lascia nell’ombra la sorte occorsa al pirata maltese durante la guerra spagnola, cui fa riferimento Cush ne Gli Scorpioni del Deserto, ultima impresa ad essere inserita da Pratt nella biografia del suo avventuriero maltese. Se inediti sono dunque i personaggi incontrati, gli Inuit, i feniani americani, e le ambientazioni, le terre ghiacciate del Canada e le gelide onde del Pacifico settentrionale, immutati sono gli ingredienti classici delle avventure di Corto Maltese.

Forzature e pregi nel recupero del personaggio

Un confronto, inevitabile, con le storie di Pratt rivela che Sotto il sole di mezzanotte perde rispetto alla produzione precedente l‘atmosfera onirica caratteristica di alcune vicende di Corto Maltese, se si pensa per esempio all’incontro con il cavaliere Klingsor nel volume Rose Alchemiche o alle due lune che compaiono nel cielo di Tango, esplicita allusione al tema del doppio che ne anima la trama. Nella nuova avventura del pirata di malta non manca un sogno, all’inizio della storia, ma esso risulta completamente sganciato dal tessuto narrativo e desta l’impressione di essere stato aggiunto forzatamente per recuperare tutti gli elementi inseriti solitamente, ma non necessariamente, da Pratt nelle vicende in cui racconta le gesta del suo marinaio.

Il ritorno di Corto Maltese: Sotto il sole di mezzanotte

Il riferimento al sogno, pur se ricorrente nelle avventure del pirata maltese, non è infatti onnipresente nelle storie di Pratt, manca per esempio nell’esordio Una ballata del mare salato, ma quando fa parte di una storia di Corto maltese ne diventa elemento portante e l’autore vi insiste al punto da creare un’atmosfera coinvolgente e irresistibile.

Quanto all’opportunità di riprendere il ciclo delle vicende del celebre marinaio e di ambientare la nuova storia ignorando la continuità cronologica basti ricordare che lo stesso Pratt si era detto favorevole ad un proseguimento delle avventure del suo personaggio più famoso e che lui stesso si accingeva a realizzare un nuovo volume in cui si parlava dell’adolescenza del personaggio e di cui sono rimasti alcuni studi preparatori.
Il lettore ritrova invece le lotte irredentiste, il fascino delle donne, il miraggio di tesori inesistenti, irraggiungibili come quelli delle sette città d’oro, o troppo pericolosi, al punto che lo stesso pirata esclama: “Tesori? Antichi Amori? Va a finire che ha ragione Ras… stiamo diventando patetici in un modo ridicolo”.

Al richiamo irresistibile dell’avventura Corto Maltese tuttavia non sa resistere anche se sempre senza prendere parte per alcuno o per schierarsi, se costretto, dalla parte del più debole, anche se è stato potente fino a poco prima.

Questo atteggiamento di Corto Maltese, calato nelle ambientazioni dell’America settentrionale, infonde nel lettore italiano il ricordo di un altro celebre personaggio, Ken Parker, che si è mosso negli stessi luoghi e che condivide con il pirata l’aria nostalgica e la prontezza nel prendere decisioni difficili, e apparentemente sbagliate, quando sono imposte dal caso.
Proprio la coincidenza dei luoghi teatro dell’azione di questo volume e alcuni aspetti romantici dei caratteri del marinaio di La Valletta e dello scorridore dei boschi di Berardi e Milazzo a volte fa quasi intravedere dietro un cespuglio l’ombra di un lungo fucile, anche se i due personaggi sono vissuti in periodi leggermente differenti.

La fedeltà e il rispetto delle scelte grafiche originali

La nuova avventura di Corto Maltese è disegnata nel pieno rispetto delle scelte grafiche di Pratt circa la struttura delle tavole divise in quattro strisce e l’uso del colore. Mutati i panorami, l’atmosfera rimane comunque inconfondibile e inalterata, come la falcata veloce del pirata e i suoi famosi occhi, pur se trapela talora un tratto diverso che infrange l’illusione di leggere di nuovo un albo di Pratt.

Il ritorno di Corto Maltese: Sotto il sole di mezzanotteNel creare il nuovo Corto Maltese ha mantenuto infatti le caratteristiche essenziali dello stile di Pratt, la fluidità e la spontaneità del tratto e un sapiente gioco di sintesi delle linee che suggeriscono e non impongono al lettore le espressioni dei personaggi e i profili delle ambientazioni.
In particolare per quanto riguarda i mutevoli aspetti del viso di Corto Maltese proprio il rispetto del minimalismo grafico ha consentito di mantenere l’aria vaga e sognatrice del pirata maltese, che sarebbe stata invece tradita da un eccesso di dettagli.

I panorami invece, pur rispettando lo stile originario, sono più vividi e verosimili, anche se non realistici e proprio l’immersione del celebre marinaio in ambienti rinnovati genera questo particolare effetto di straniamento nel lettore.
Nel volume compaiono inoltre, anche a volte solo in citazione, i più importanti personaggi delle storie precedenti in modo da realizzare un’operazione, complessivamente riuscita, di recupero dei fili narrativi rimasti purtroppo interrotti.

Permane alla fine la sensazione piacevole di aver incontrato nuovamente un vecchio compagno d’avventure che non vedevamo da molto, il cui spirito e il cui inafferrabile sguardo è rimasto inalterato. Viene quasi da pensare che il pirata di Malta non abbia guardato affatto il tracciato della linea della sua mano, lasciando lo spazio alla sorpresa per sé, per il lettore, e per chi, armato di rasoio, o di penna e pennello, ha ridato vita alle sue storie.

Abbiamo parlato di:
Sotto il sole di mezzanotte
Juan Díaz Canales, Rubén Pellejero
Traduzione di Francesco Satta
, 2015
112 pagine, cartonato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788817083034

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