Revival: il fondamentalismo ai tempi degli zombies

Revival: il fondamentalismo ai tempi degli zombies
Tim Seeley e Mike Norton realizzano un quinto capitolo di Revival dove la situazione della cittadina dei ritornanti giunge al punto di rottura.

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Revival di e sviluppa un grande classico della tradizione horror statunitense: la comunità idilliaca di una piccola cittadina sconvolta da un evento sovrannaturale che la isola ancor più dal resto del mondo, avviando al suo interno meccanismi distruttivi che ne cancellano l’apparente patina di serenità.

Esempi recenti possono essere una serie tv come Jericho (2006), dove la cittadina restava isolata per lo scoppio della terza guerra mondiale, o The Dome (2009), romanzo di Stephen King, dove era l’apparire improvviso di una gigantesca cupola a segregare gli abitanti dal resto del mondo; oppure, nel tema specifico dei ritornanti, serial come Les Revenants (2012) o Resurrection (2014).

Invece, la popolazione di Rothschild viene sconvolta dalla resurrezione (Revival, appunto) di alcuni suoi abitanti defunti, cosa che fa subito circondare la città dalla guardia nazionale, per evitare una crisi epocale con implicazioni anche religiose.
Il ritorno dei morti sulla terra è infatti l’avvio dell’apocalisse, prendendo alla lettera la Bibbia, il momento in cui tutti tornano per essere sottoposti al Giudizio Universale.

E infatti il Revival del titolo pare riferirsi sì al rivivere dei morti, ma anche al “cristianesimo revival”, quello dei cristiani “rinati in Cristo” con la conversione a una fede fondamentalista dal consueto protestantesimo blando della maggioranza. Le posizioni religiose dei personaggi sono interrogate dal manifestarsi concreto dell’evento sovrannaturale per eccellenza(non manca nemmeno un agente FBI islamico, inviato sul posto a indagare).

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Dopo le alterne e intricate vicende dei primi capitoli (vedi qui, qui e qui), nel quinto albo le contraddizioni della cittadina di Rothschild e della famiglia dello sceriffo Cypress, al centro dell’opera, sono pronte a esplodere (due nomi, tra l’altro, parlanti: i Rothschild sono la famiglia dei banchieri accusati dal complottismo di estrema destra di voler controllare il mondo, Cypress rimanda alla pianta tipica dei cimiteri). L’albo si conclude così con un definitivo deflagrare della crisi, dopo un crescendo drammatico.

Se da un lato il fumetto ha fin qui esaminato aspetti interessanti e inquietanti della nuova società dopo l’arrivo dei risorti, questo ha prodotto anche una certa lentezza narrativa che, complice la complessità delle varie trame e sottotrame, risulta un po’ faticosa da seguire nel lungo periodo.

Positivo invece il dosaggio cauto dello splatter, che diventa così più efficace quando viene introdotto in scena, non come pura ultraviolenza ma per marcare meglio lo “shock culturale” causato dalla presenza dei risorti.

Il disegno di Mike Norton è preciso, pulito ma anche un po’ impersonale e asettico, e se da un lato serve bene la narrazione con la sua chiarezza visuale, dall’altro risulta talvolta meno d’impatto soprattutto nelle scene ad effetto. Abbastanza efficace invece l’impostazione delle tavole, con un impianto squadrato composto in modo piuttosto vario, prevalentemente con una contrapposizione, nella stessa tavola, di vignette marcatamente verticali e orizzontali. Presenti anche varie splash page, a rimarcare i momenti clou della narrazione.

Nel complesso, dunque, una storia in grado di intrattenere, un horror poco urlato ma sottilmente inquietante, se si riesce ad appassionarsi alle complesse vicende di un fitto gruppo di personaggi tridimensionali e complessi, e a una cupa riflessione sulla religione al tempo degli zombie.

Abbiamo parlato di:
Revival vol. 5 – In acque oscure
Tim Seeley, Mike Norton
Traduzione di Marilisa Pollastro
Saldapress, 2017
128 pagine, brossurato, colori – 14,90 €
ISBN: 9788869192388

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