Cominciamo, per una volta, dal giudizio finale: Marvel Universe vs The Punisher è un buon prodotto d’intrattenimento, ben scritto e meglio disegnato, ma nulla di più. Una piacevole lettura che forse non piacerà ai puristi del Punisher, a causa dell’ambientazione “alternativa” (la miniserie è un Whati If), ma questo non è – sia detto con affetto per i fan – determinante. Lo sceneggiatore Jonathan Maberry si ispira ai Marvel Zombi per creare una realtà divergente da quella della classica Terra-616, in cui una misteriosa epidemia ha trasformato gran parte degli esseri umani in cannibali dementi. Chiaramente chi è dotato di superpoteri ha avuto la meglio, finendo per dominare New York (del resto del mondo non ci è dato sapere con esattezza, come consuetudine di molta fiction statunitense). Il “nostro” Frank Castle rimane, ironia della sorte, l’ultimo baluardo dell’umanità; da sterminatore di criminali si tramuta in killer di cannibali. La caratterizzazione del personaggio offerta non diverge particolarmente da quella tradizionale ma, pur non brillando per originalità, è riuscita perché offre una psicologia semplice ma convincente. Esemplare la battuta in cui Castle spiega che non gli interessa salvare nessuno: vuole solo punire. Ottimi i disegni di Goran Parlov, che ricorda molto Jorge Zaffino, altro disegnatore dallo stile europeo cimentatosi col Punisher, puliti e graffianti allo stesso tempo e decisamente adeguati a rappresentare il mondo dei cannibali.
Abbiamo parlato di: Marvel Universe VS The Punisher (Special Events #74) Jonathan Maberry, Goran Parlov Traduzione di Fabio Gamberini Panini Comics, 2011 96 pagine, brossurato, colori – 4,30€ ISBN: 978-0785143550
Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.