
Per tale motivo ogni capitolo di Inferno presenta nelle sue pagine un numero così corposo di avvenimenti, colpi di scena e rivelazioni che la lettura diventa una specie di corsa sulle montagne russe, divertente e appassionante, ma che necessita sempre di un secondo giro per essere goduta nei minimi particolari.
Il secondo albo della miniserie, che vede il testimone dei disegni passare da Valerio Schiti a Stefano Caselli per i colori sempre di David Curiel, forse racchiude la forma più vicina a quella che avrebbe dovuto essere nei piani originali la conclusione pensata da Hickman per la sua gestione mutante.
Assistiamo a come la potenza di un amore tra due esseri umani mini alle fondamenta il sogno krakoano che Xavier, Magneto e Moira McTaggert hanno basato sin dall’inizio sull’omissione della verità e, al contempo, come le macchine – nelle figure di Nimrod e Omega Sentinel – stiano davvero assurgendo al ruolo prefigurato in HoXPoX. Tutto ciò avviene in una narrazione sì compressa, ma ricca di ribaltamenti di prospettiva e punti di vista che illuminano in modi nuovi e diversi quanto finora raccontato.
Anche Caselli è chiamato a fare un lavoro sulle tavole che richiami l’impostazione data da Larraz e Silva nelle miniserie originarie di questo attuale corso mutante, sia nella riproposizione di alcune sequenze, sia nella composizione delle tavole in elementi quali i contorni e gli spazi tra le singole vignette. Ma, a prescindere da questo aspetto, lo stile plastico dell’artista italiano regala pagine ricche di attenzione ai dettagli e alla recitazione dei personaggi, alle quali Curiel dona una colorazione efficace che si innesta sulla palette “maestra” creata da Marte Gracia, sempre in HoXPoX.
Abbiamo parlato di:
Inferno #3 (Marvel Miniserie #254)
Jonathan Hickman, Stefano Caselli, David Curiel
Traduzione di Fabio Gamberini
Panini Comics, gennaio 2022
48 pagine, spillato, colori – 5,00 €
ISSN: 977112423000020254








