I clichè di Venom, oltre Warner e Marvel Studios

I clichè di Venom, oltre Warner e Marvel Studios
In questa puntata: un'analisi del trailer del sequel di Venom e le realtà che puntano a costruire franchise cinematografici oltre Marvel Studios e Warner.

: La furia di Carnage

Con la diffusione, nei giorni scorsi, del primo trailer ufficiale di Venom: La furia di Carnage la Sony ha iniziato la campagna promozionale del sequel da tempo rimandato a causa della pandemia da Covid-19. Il trailer presenta maggiormente la figura di Kletus Casady (Woody Harrelson), che già avevamo intravisto nella sequenza dopo i titoli di coda del primo capitolo, e sembra farci intendere una ormai completa simbiosi tra Eddie Brock (Tom Hardy) e l’alieno, accentuando gli elementi comici e confermando una direzione ormai presa dalla Sony per il franchise, che avevamo evidenziato già poco dopo l’uscita del Venom di Ruben Fleischer.
La major infatti pare avere imboccato la strada dei clichè narrativi anche per il sequel, con una promozione che punta in primis sulle capacità dei due attori, ma che sembrano lasciare tutto in superficie in quanto a caratterizzazione, e in cui la ripetitività appare come una decisione presa per avere una certezza numerica al box office. Una strada in discesa che è legittima, ma che lascia l’amaro in bocca per quanto riguarda un franchise che è riuscito certamente a camminare con le proprie gambe (diventando un successo al botteghino Usa e mondiale) ma che soffre di un annacquamento psicologico e narrativo che il personaggio non meritava, e non merita.

In questo senso, a una prima visione del trailer appare chiaro come l’apporto di per una svolta narrativa sia (apparentemente) rimasto sulla carta, in quanto anche quel poco che abbiamo visto riflette in maniera abbastanza confusa la tematica dell’anti-eroe (elemento questo già trattato superficialmente nel primo film) e un confronto con Carnage che al momento non si capisce su che basi possa poggiare oltre l’aspetto puramente action, unico elemento su cui possiamo aspettarci qualcosa di più.

E’ ovvio comunque che un trailer come questo possa generare aspettative decisamente diverse tra il pubblico, e anche tra gli addetti ai lavori. Nei giorni scorsi, in un articolo di Richard Newby su The Hollywood Reporter, veniva sottolineato che, anche se Venom punta su aspetti decisamente ironici, il tutto sia permesso dall’assenza di un legame narrativo con , che lascia il personaggio e il suo franchise liberi di avere toni e atteggiamenti meno seri rispetto alle origini fumettistiche.

Mentre un film di Venom senza la connessione con Spider-Man può essere sembrato una scelta strana quando venne inizialmente annunciato, è chiaro che il personaggio può certamente prosperare da solo senza certi limiti tonali associati ad altri personaggi, il che è anche la bellezza dei fumetti. Venom può essere esplorato come un one-man che fa i conti con i suoi impulsi suicidi di fronte all’esistenzialismo cosmico e alla paternità, come lo scrittore ha affrontato nella sua fenomenale run su Venom che si concluderà a giugno, oppure può riguardare le difficoltà di trovare un pasto decente quando c’è un parassita alieno che vive dentro di te. Venom, proprio come il simbionte che costituisce il suo essere, è elastico e flessibile e sembra consentire al genere dei film di supereroi contemporanei di ampliarsi ancora di più.

Se questo ragionamento può essere considerato comprensibile, non è accettabile però dal punto di vista del quadro generale riguardante i film di supereroi o tratti dai fumetti. Se i Marvel Studios hanno optato per un cinema che punta in primis su una struttura che cerca di privilegiare ogni aspetto dell’opera filmica (con rare eccezioni), ci si chiede come mai la Sony (detentrice di un enorme portfolio collegato a Spider-Man) punti a ridimensionare la qualità complessiva dei suoi film concentrandosi soltanto verso un mero risultato economico. E’ vero che bisognerà aspettare perlomeno fino a luglio per un nuovo trailer che ci possa fornire uno sguardo più ampio e differente nei confronti di Venom: La furia di Carnage, ma al momento la sensazione è che la Sony si sia seduta sugli allori.

venom_hardy2

Oltre Warner e Marvel Studios

Warner Bros. e Marvel Studios e le società editoriali a esse collegate, ovvero DC Entertainment e , sono al momento le fonti principali degli adattamenti e del mercato cinematografico USA. Ma come noto, altre realtà si stanno facendo avanti, come ad esempio la Valiant che con l’uscita di Bloodshot lo scorso anno ha iniziato la costruzione (in verità ancora da intravedere) di un universo condiviso sulla falsariga di quelli DC e Marvel sul grande schermo.
Secondo un lungo reportage di The Hollywood Reporter, pubblicato di recente, sia Valiant che altre realtà come Aftershock o stanno ampliando il loro peso per quanto concerne il settore multimediale inteso come cinema e televisione, soprattutto portando avanti più collaborazioni con soggetti e personalità di Hollywood.
Il fatto per una casa editrice di pubblicare un fumetto non apre infatti le possibilità di essere opzionati da una major o uno studios cinematografico, e quindi gli editori stanno sviluppando franchise direttamente con attori di un  certo peso, come ad esempio BRZRKR di Boom Studios, serie co-creata da Keanu Reeves, al fine di produrre proprietà intellettuale per lo sviluppo di film e TV, stipulando così accordi di produzione senza nemmeno aver pubblicato un fumetto, o avendolo pubblicato da poco tempo. Questo modo di agire è stato nel 2019 l’elemento fondamentale dell’accordo tra Paramount e Atlas Comics, una nuova società che utilizza la proprietà intellettuale di un editore defunto degli anni ’70 con lo stesso nome, anche se in questo caso la partnership deve ancora produrre risultati concreti e tangibili.

Lo strapotere di giganti quali la Marvel Comics in campo editoriale si riflette anche in problemi quando si tratta di realizzare adattamenti, in quanto molte delle properties opzionate da major che non siano Marvel Studios o Warner ci mettono nel complesso almeno quattro anni per arrivare a una effettiva vita in live-action. Esempi in merito sono proprio gli adattamenti targati Valiant come , rimasto in sviluppo alla Sony per quattro anni prima di essere ceduto alla Paramount nel 2019, ma che ancora dopo due anni rimane nel limbo produttivo.
Secondo la rivista di spettacolo, al momento le opzioni migliori rimangono quelle delle piattaforme streaming quali Netflix e Amazon, che hanno dimostrato una velocità e una certa concretezza nella produzione di serial e film tratti dai fumetti quali , e il recente Jupiter’s Legacy anche e nonostante la pandemia in corso.

Harbinger_Star Comics

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su