
Se l’impatto visuale annuncia (minaccia?) una certa infantilizzazione, immergendosi nella lettura, scopriamo che il racconto si fonda su manierismi. Le parolacce e i commenti cinici, l’eterna silk cut pendente all’angolo della bocca, il trench e l’espressione disincantata, gli sguardi e le parole indirizzate al lettore: questo il repertorio che, in assenza di una sfida che coinvolga ed emozioni, finisce per invadere la scena. È come se il racconto si preoccupasse di dichiarare continuamente “John Constantine, John Constantine“, confondendo l’identità del personaggio con i suoi segni caratteristici. Certo, ci sono demoni e creature da chissà dove, Swamp Thing e (in una comparsata imbarazzante) la JLA, ma alla fine ci troviamo in mezzo a storielle innocue, con momenti zoppicanti (lo scontro col demone Nybbas riesce ad essere contemporaneamente lungo e frettoloso).
Chiuso l’albo resta la luce delle tavole con protagonisti Swamp Thing e Mercury (ah, il viso della ragazza!). Di Londra nessuna traccia. Ed è un ulteriore spreco.
Paradossalmente, siamo di fronte a un vero e proprio inizio: si chiama “John Constantine” ed è per tutti, ragazzini compresi.
Abbiamo parlato di:
Hellbalzer Rinascita #1
Simon Oliver, Moritat
Traduzione di Nicolò Cavicchi
RW Lion, maggio 2017
96 pagine, spillato, colori – 9,95 €
ISBN: 9788893516563

