Generazioni di supereroi: Blackhand Ironhead

Generazioni di supereroi: Blackhand Ironhead
David Lopez, già disegnatore per DC e Marvel, in veste di autore unico sceglie di raccontare la sua storia di supereroi e di scontri generazionali, con due protagoniste in lotta per liberarsi delle colpe del padre.

Il concetto di generazioni e di eredità è da sempre stato uno dei temi ricorrenti degli universi supereroistici, caratteristica fondante di alcuni personaggi e potenziale escamotage editoriale per giustificare la presenza decennale degli stessi personaggi in un mondo che sembra procedere a una diversa velocità rispetto al loro invecchiamento. Per Marvel e DC questi stratagemmi, se da una parte non hanno quasi mai avuto una rilevanza tale da sostituire definitivamente i personaggi principali, dall’altra sono stati al centro di eventi e rimodellazioni dei due universi, per esempio con i recenti Legacy e Rebirth, o con passaggi di testimone temporanei ma utili per generare attenzione o svecchiare almeno provvisoriamente una testata.
Il tema invece è centrale in altre opere supereroistiche non vincolate dalla complessità di due universi con decenni di storia sulle spalle; esempi in tal senso si possono trovare in Invincible di Robert Kirkman, serie recentemente giunta alla sua naturale conclusione, ma se ne trovano riferimenti in molte altre opere, da Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons ad Astro City di Kurt Busiek fino in tempi più recenti a Black Hammer di Jeff Lemire e Dean Ormston.

Il contesto del racconto scritto e disegnato da (Catwoman, New Mutants, Capitan Marvel) ci porta in un futuro nel quale i supercriminali sono stati sconfitti e, in conseguenza della pace instaurata dalla Fondazione, i supereroi hanno riposto quasi tutti i loro costumi. Per i più combattivi restano “le gabbie”, scontri sportivi tra super umani divenuti uno dei maggiori spettacoli d’intrattenimento. Quest’ultimo punto in realtà resta appena accennato e risulta sostanzialmente superfluo per lo sviluppo della trama e per l’economia dell’ambientazione, quasi fosse un residuo di idee non compiute.

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La storia invece si concentra sul lascito del leader della Fondazione, l’ex supereroe noto una volta come Blackhand, stroncato da un malore il giorno stesso in cui ne ha ceduto il controllo alla figlia Alexia. Quest’ultima, impulsiva e di indole più fumantina rispetto al genitore, in realtà non si trova d’accordo con l’idea stessa della Fondazione, credendo piuttosto nella necessità dei supereroi di tornare a salvare le persone e a usare i propri poteri per il bene, invece che restarsene a guardare. A complicare ancor di più la sua vita e a seminare i primi dubbi sul padre l’ingresso in scena della sorellastra Amy, figlia avuta assieme alla defunta nemesi di Blackhand, Ironhead.

Con un ritmo sempre sostenuto tra azione, cambi di scena e dialoghi – presenti in abbondanza ma senza risultare pedanti -, le due sorelle ritrovate pur, se con storie e caratteri tanto diversi, trovano il modo di collaborare e, nel più classico dei percorsi degli eroi, diventare adulte ma a modo loro, seguendo la loro strada e non quella tracciata loro dagli adulti. Se la storia nel suo complesso non nasconde particolari sorprese, sviluppandosi attraverso binari consolidate e prevedibili, e se alla fine il quadro generale dietro al passato dei vecchi supereroi non appare pienamente delineato, la buona caratterizzazione dei personaggi, la freschezza dei dialoghi e l’esuberanza dell’azione rendono il volume una lettura altamente godibile.

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A questo contribuiscono i disegni di Lopez che uniscono dinamicità, potenza e freschezza, con personaggi definiti da una linea nera netta e decisa, modulata per seguire in maniera dettagliata i volti e renderli fortemente espressivi. Un tratto prettamente realistico che riesce a sottolineare sia le scene più drammatiche che quelle dove non manca una punta di ironia, data soprattutto dalla improbabile coesistenza tra le due protagoniste e dall’esagerazione delle loro reazioni, ritratte con uno stile che scivola leggermente verso il caricaturale. Importanti per la resa finale i colori di Nayoung Kim, vivaci e credibili, con un buon uso di sfumature, ombre e luci che supportano la resa della tridimensionalità del disegno.

Il formato orizzontale del volume permette all’autore di giocare con il peso delle singole vignette sia sfruttandolo per scene che si sviluppano in larghezza ad abbracciare l’azione e l’ambientazione da un passo più indietro rispetto al fulcro, sia per dare più incisività alle vignette verticali che quando prendono tutta l’altezza della pagina guadagnano in drammaticità e colpo d’occhio; in una costruzione sostanzialmente regolare, Lopez inserisce alcune tavole in cui l’azione smonta la tavola con vignette tagliate in diagonale, per accentuare la frenesia e l’impeto.

Il volume è stato pubblicato in anteprima mondiale da raccogliendo gli episodi apparsi online sul portale Panel Syndicate fondato da Brian K. Vaughan e Marcos Martin, su cui questi ultimi hanno pubblicato tra l’altro The Private Eye (edito in Italia da Bao Publishing).

Abbiamo parlato di:
Blackhand Ironhead
David Lopez
Traduzione di Fabio Gamberini
Panini Comics, 2018
160 pagine, cartonato, colori – 22,00 €
ISBN: 9788891243638

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