First Issue #11 – Le novità a stelle e strisce

First Issue #11 – Le novità a stelle e strisce
L’inizio dell’era Legacy alla Marvel, il Batman di Sean Murphy e tanto altro nel nuovo appuntamento con First Issue.

Ogni mercoledì in USA esce quasi un centinaio di albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica bisettimanale de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! Allacciate le cinture e preparatevi a un nuovo viaggio nel variegato e produttivo mondo del fumetto americano: in questa puntata ci occuperemo delle nuove uscite pubblicate i primi due mercoledì di ottobre 4 e 11.

L’era Legacy è ufficialmente cominciata nella Casa delle Idee e mentre molte delle testate storiche ritornano alla loro “antica” numerazione antecedente al Marvel Now, iniziano a uscire anche nuove serie.
Cominciamo con due esordi, per il momento:

Il nostro Federico Beghin si è però concentrato sul debutto di una nuova miniserie legata al Punitore, che vede Garth Ennis al ritorno sui testi del personaggio.

The Punisher: the platoon #1

Non aspettatevi il teschio sul petto, le strade di New York, il ritmo sostenuto e le carneficine del Punitore, perché in The Punisher: the platoon Garth Ennis e Goran Parlov ripercorrono – forse fuori tempo massimo – i passi di un giovane Frank Castle, atipico e leggermente smarrito tenente alla sua prima missione in Vietnam. Lo sceneggiatore collega questa miniserie di sei capitoli a Born e Valley Forge, Valley Forge, due volumi della sua lunga gestione dedicata all’antieroe, ripescandone l’ambientazione e un personaggio in particolare: lo scrittore Michael Goodwin.
Nell’incipit, Parlov sceglie di adottare il punto di vista di quest’uomo deciso a indagare il passato di Castle, annullando la distanza tra il lettore e il nucleo della vicenda che si sviluppa in un lungo flashback. Successivamente la visuale cambia, ma non viene meno la scansione orizzontale delle tavole, con vignette molto sviluppate in lunghezza ma non in altezza. Tale impaginazione, senza sacrificare la dinamica recitazione degli attori, funge da metronomo per regolare l’avanzata del plotone di Castle in un Vietnam caratterizzato dal verde della foresta, declinato efficacemente dalla colorista Jordie Bellaire. Il gioco di ombre creato dall’elmo indossato dal tenente contribuisce a renderne imperscrutabile l’animo, quasi una metafora della difficile decrittazione della direzione che intende intraprendere Ennis con questa nuova storia sul passato del Punitore, per il momento non troppo avvincente.

Continua in casa DC la pubblicazione degli one-shot tie in collegati all’evento Dark Nights – Metal, ognuno dedicato a una incarnazione di Batman del Dark Multiverse. Questa è la volta di Batman – The Dawnbreaker scritto da Sam Humpries con disegni di Ethan Van Sciver e colori di Jason Wright.

L’attenzione di tutti però, in queste due settimane passate, era concentrata sull’esordio della miniserie sempre dedicata al Cavaliere Oscuro interamente realizzata da Sean Murphy. L’ha letta e ce ne parla Andrea Gagliardi.

Batman - White Knight #1

Se c’è un disegnatore adatto a rappresentare Gotham City è Sean Murphy. Post-industriale, evoluta e decadente, moderna e gotica al tempo stesso. L’anima di Batman proiettata sulla metropoli in cui vive.
In questa storia “alternativa” (in altri tempi l’avremmo chiamata Elseworld) rispetto al Batman convenzionale ci troviamo di fronte a personaggi familiari ma calati in contesti differenti e con sfumature differenti.
Come già fatto da altri prima di lui, Murphy analizza il rapporto tra Joker e Batman ribaltando i ruoli: un Batman decisamente meno equilibrato del solito e un Joker che riacquista, almeno apparentemente, la sanità mentale.
L’autore è cosciente di dover presentare al lettore un mondo e dei personaggi relativamente nuovi e per questo abbandona il canonico “show, don’t tell” per utilizzare un registro narrativo più verboso ma ben calibrato alla necessità: mostra E racconta. Se infatti lo svolgimento della storia passa per gran parte dallo storytelling visivo, il cosiddetto world building viene veicolato dai dialoghi: un buon lavoro di complementarità tra parola scritta e disegni che mette in luce le capacità narrative di Murphy soprattutto nella messa in scena e nella recitazione dei personaggi. Il tutto favorito da un tratto più pulito e leggibile rispetto a prove precedenti.
Un primo numero che serve a mettere le carte in tavola e necessita forse di un’abbondante dose di sospensione dell’incredulità ma che sicuramente desta interesse.

Le altre novità da segnalare per l’editore di Burbank sono le seguenti:

  • Ragman #1 (di 6)
    Ray Fawkes, Inaki Miranda, Eva De La Cruz
  • The Wild Storm – Michael Cray #1
    Bryan Hill, N. Steven Harris, Dexter Vines, Steve Buccellato
  • Harley & Ivy Meet Betty and Veronica #1
    Paul Dini, Marc Andreyko, Laura Braga

Image Comic

La Image come al suo solito non lascia passare una settimana senza far uscire qualche nuovo numero uno (e un numero zero):

BOOM! Studios, , , Lion Forg, e Valiant Comics

BOOM! Studios fa esordire la prima puntata del terzo tassello che James Tynion IV ed Erik Donovan stanno portando avanti sull’apocalisse e la fine del genere umano. Ha letto l’albo e ce ne parla Simone Rastelli.

Eugenic #1

Eugenic, miniserie in tre numeri di James Tynion IV e Erik Donovan – supportati dai colori di Dee Cunniffe -, si propone come una terza ipotesi di fine della specie umana, dopo Memetic (2015) e Cognetic (2016), elaborata dalla coppia statunitense (e delle quali parleremo in futuro in uno specifico approfondimento). All’origine di questa apocalisse un virus che dal 2025 inizia a sterminare l’umanità, in particolare inducendo aborti. Dopo 13 anni di disperazione la compagnia farmaceutica Gonring-Cole sintetizza un vaccino, che dovrebbe consentire ai feti di sopravvivere: tuttavia, distribuito fra grandi aspettative e scontri, fa precipitare la situazione in maniera (apparentemente) irreversibile.
Costruito intorno a due scene densissime di parlato e pressoché privo di azione, il racconto di Eugenic si muove lento e con un senso di inesorabilità che è l’ingrediente primo dell’inquietudine che induce nel lettore. A colpire emotivamente non è infatti tanto l’aspetto dei nuovi bambini (che annunciano la specie dei Numans) o la rappresentazione dello sfacelo di corpi indotta dal virus, quanto l’esposizione dettagliata di che cosa sia questa nuova specie e di quali speranze incarni. I Numans risultano una scelta, spiazzante e folle, che chiude un ragionamento sulla malvagità umana, seguendo un procedere razionale avvolto nella paranoia.
Cupo e claustrofobico, con un approccio visuale che si mantiene lontano da qualsiasi naturalismo e privilegia l’espressività dei volti rispetto al dettaglio degli ambienti, questo primo episodio chiude annunciando un balzo in avanti del racconto di due secoli. L’aspettativa è quella di scoprire se i Numans sono riusciti a realizzare le speranze annunciate e come sia evoluto il loro rapporto con gli esseri umani.

Lion Forge aggiunge un’altra serie al suo universo Catalyst:

Dynamite Entertainment presenta due nuove serie, tra cui la propria controparte del crossover tra Batman e The Shadow, facendolo seguire alla miniserie appena conclusa in casa DC Comics:

Nuova uscita anche per IDW Publishing:

Due nuovi uscite con nomi di personaggi eccellenti – il secondo dei quali creato da Simon e Kirby – per Titan Comics:

Chiudiamo con la Valiant Comics e con uno one-shot:

Esclusive

Dulcis in fundo non poteva mancare la recensione di una delle esclusive digitali della piattaforma Comixology, sempre firmata da Simone Rastelli.

Centuries of Dust #1

Fantascienza classica, un racconto che potrebbe venire direttamente dagli anni ’50 del secolo scorso. Un’astronave con un equipaggio risvegliato dopo un sonno criogenico di cinquantasei anni e un mese: otto superstiti casuali di un incidente che ha ucciso i loro compagni. Tornati alla veglia senza memoria e con la sola assistenza di un’A.I. androide che dispensa istruzioni e consigli. Non sempre trasparenti, come nel caso di alcune aree dichiarate off-limits senza ragioni convincenti. Ambienti immensi, pieni di luce e vuoti attraverso i quali i sopravvissuti si muovono recuperando le proprie abilità tecniche e i propri ricordi scritti. Rotta della nave non chiara, missione originale non chiara, eventi in corso non chiari. Che cosa può esserci di più classico?
Se passate sopra la resa un po’ sgraziata dei volti, gli scarni dettagli degli sfondi, la stranezza di vedere persone che, dopo un’immobilità di oltre mezzo secolo sono subito in grado di muoversi (ma qui forse non è detto siamo di fronte a un difetto di scrittura) e siete appassionati del genere, Centuries of Dust di Jake Ekiss ha tutti i ganci narrativi per catturarvi. Il racconto scorre preciso, costruendo a poco a poco la tensione attraverso passaggi canonici e nondimeno efficaci: l’attività extraveicolare per riparare un guasto, alcune pause nei dialoghi con l’A.I. e l’enormità del mistero che avvolge lo scenario.
In questo primo albo si rimane sempre ben dentro i luoghi ricorrenti del genere, i personaggi restano ancora indistinti, le promesse riguardano più indagine e tensione che approfondimenti psicologici o forzature narrative al genere, ma Ekiss sembra in grado di costruire un racconto dove immergerci con piena soddisfazione.

Giunti alla fine, come al solito vi rinnoviamo l’appuntamento con la dodicesima puntata di First Issue il 1 novembre e già che ci siamo vi diamo già da ora appuntamento a mercoledì 25 ottobre con la seconda puntata del nostro spin-off First Issue Presenta.
Stay tuned!

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