Cronache Tedesche: Irmina di Barbara Yelin

Cronache Tedesche: Irmina di Barbara Yelin
Barbara Yelin racconta la storia di una donna emancipata, cambiata per sempre dal dramma del nazismo. Un racconto duro e onesto, un viaggio personale che diventa documento importante per capire le ragioni del “popolo silenzioso” dietro ogni regime totalitario.

Con questa recensione inizia una serie di approfondimenti che vuole presentare alcuni degli autori e delle opere più interessanti del fumetto tedesco contemporaneo. La scelta delle storie non segue alcun ordine cronologico e non vuole presentare pietre miliari, bensì riportare l’esperienza della scoperta di un mondo (quello del fumetto teutonico) in gran parte sconosciuto in Italia. Ed è un grande piacere poter iniziare con un’opera da poco pubblicata in Italia da , ovvero il pluripremiato Irmina della brava Barbara Yelin.

Chi è Barbara Yelin?

BarbaraYelin_Recensioni

Barbara Yelin, tedesca di Monaco di Baviera, è attiva nel campo del fumetto dagli inizi del 2000. Dopo essersi laureata in illustrazione all’Università di Scienze Applicate di Amburgo, nel 2004 fa il suo esordio nel mercato francese con il racconto illustrato Le viseteur e il fumetto Le Retard (Actes Sud/L’An 2). Nonostante lo stile ancora acerbo e molto influenzato dalla tradizione dell’Espressionismo tedesco, la Yelin mette in mostra caratteristiche che avrebbe maturato in seguito, in particolare l’uso di un tratteggio abbondante, un segno rapido ed energico, l’attenzione al linguaggio dei corpi e alle espressioni facciali.

Dopo la pubblicazione di alcune storie sulla rivista SPRING, creata da lei e altre illustratrici, nel 2010 arriva il suo secondo graphic novel, questa volta per la tedesca Reprodukt. Gift, scritto da Peer Meter, racconta la storia della serial killer Gesche Gottfried, attiva a Brema durante la prima metà del 1800: un’opera importante per l’artista bavarese, che da qui in poi si specializza in graphic novel biografiche o basate su storie vere.
Nel 2012 inizia la sua collaborazione con il giornale Frankfurter Rundschau, ma è nel 2014 che conosce la fama internazionale grazie a Irmina, opera che le vale il Max und Moritz Preis 2016 (gli Eisner del fumetto tedesco) per la miglior artista di lingua tedesca e una candidatura agli Eisner Awards 2017 come miglior fumetto Europeo.

Nel 2015 realizza con lo scrittore Thomas von Steinaecker la webserie, poi pubblicata da Reprodukt nel 2017, Der Sommer ihres Lebens (L’estate della sua vita), un racconto che indaga sul senso della vita, dei ricordi e della felicità. Sempre per Reprodukt, nel 2016, in collaborazione con il Goethe Institut Israele e l’autore David Polonsky, pubblica Vor allem eins: Dir selbst sei treu – die Schauspielerin Channa Maron (Prima di tutto: sii fedele a te stessa), storia dell’attrice israeliana Channa Maron. Oltre alle sue graphic novel, pubblica vignette e strips sul Tagesspiegel. Inoltre, come molti suoi colleghi fumettisti tedeschi, viaggia nel mondo sia in veste di comic-reporter che come visiting professor per insegnare illustrazione, fumetto e comunicazione visuale.

Irmina, ovvero il volto comune dietro il totalitarismo

Irmina_72dpi_Recensioni

Anni ’30. Irmina è una brillante ragazza berlinese, uno spirito libero con il sogno di viaggiare e imparare. Il posto che vorrebbe riservarle la società le sta stretto e per questo si reca in Inghilterra, per studiare e guadagnarsi da vivere per conto proprio. A una festa elegante conosce Howard, un giovane delle Barbados, tra i primi studenti di colore a studiare a Oxford. Tra i due emigranti nasce qualcosa di intimo e profondo, un’affinità culturale e poetica. Ma la situazione politica in Germania cambia radicalmente e Irmina viene richiamata a casa.

Con la promessa di ritornare da Howard, la ragazza torna a Berlino e la sua vita cambia per sempre: l’ascesa del Nazismo e la guerra trasformano la ragazza in una donna disillusa e pragmatica, che si volta dall’altra parte per sopravvivere, sola e con un figlio, alla guerra e alla povertà. Nel 1983, l’anziana Irmina riceve una lettera inaspettata dal suo passato, che la costringe ad affrontare le sue potenzialità inespresse e drammi del passato.

Attraverso la storia di Irmina, parzialmente ispirata a lettere e diari della propria nonna, Barbara Yelin percorre insieme al lettore un viaggio doloroso e intenso alla ricerca delle cause che si nascondono dietro all’indifferenza dell’uomo di fronte alle atrocità del potere. Un cammino reso coinvolgente e affascinante dalla costruzione meticolosa del personaggio principale, così umano nella sua fallibilità.

L’autrice sceglie un ritmo lento, una trama lineare e narrata con rigore cronologico per farci conoscere Irmina nel profondo, per farci affezionare a lei e soffrire insieme lei per ogni piccola sconfitta che la porta a diventare una donna completamente diversa. Irmina è intraprendente,  vuole riscattare la sua condizione di povertà con l’indipendenza e il lavoro, in un mondo patriarcale che vede le donne in una posizione subalterna. La volontà di affermarsi forgia un carattere duro, fortemente individualista e contraddittorio.

Fin dall’inizio vediamo crepe nella sua coerenza, in prima fila per proteggere Howard da attacchi razzisti, ma indifferente nei confronti dell’ascesa del Nazismo, valutato con distacco e superficialità. Le continue frustrazioni in campo lavorativo la fanno chiudere ancor più su sé stessa e acuiscono queste contraddizioni. Il sostanziale fastidio iniziale per il Nazismo (che, nella sua ottica ristretta, è semplicemente ciò che le impedisce di  tornare in Inghilterra) diventa sostegno passivo dopo il matrimonio con un fervente sostenitore, che le prospetta una prosperità futura di cui tutti potranno giovare. L’accettazione diventa poi totale con la nascita del figlio, la guerra e la lotta per la sopravvivenza. L’ultima parte, ambientata nel presente, conclude il viaggio di Irmina, che si ritrova non solo di fronte al suo passato, ma anche di fronte a quello che sarebbe potuto essere e che per molti motivi non è stato.

Irmina1_Recensioni

Irmina risulta dunque un’opera stratificata, che affronta vari temi di storia ed attualità, dal ruolo della donna nella società di ieri come oggi all’annoso dibattito sul ruolo più o meno attivo del popolo tedesco nelle efferatezze del nazismo, tema ampiamente discusso nell’interessante postfazione dal Dr. Alexander Korb, consulente storico del libro.

Ma Barbara Yelin non vuole né condannare, né tantomeno riabilitare la protagonista o il popolo a cui appartiene. La sua volontà è capire e mostrare come gli uomini possano affrontare e accettare le scelte più brutali del potere, le svolte più drammatiche della Storia. Per fare questo, l’autrice sfida il lettore con una storia provocatoria e crudelmente onesta, che fa leva, oltre che su contenuti storici fondati, su emozioni e personaggi credibili.

Irmina_2_Recensioni La creazione di questa credibilità passa attraverso i disegni eterei ed energici della Yelin, che seguono l’evoluzione di Irmina in ogni fase della sua vita. Il segno risente in molti passaggi dell’influenza della pittura espressionista tedesca, soprattutto di Kirchner e Schmidt-Rottluff. In particolare i volti vengono definiti da un tratto sintetico, che passa dalle linee dolci dei momenti più leggeri e rilassati a quelle più geometriche, dure e spesse dei momenti più tesi del racconto.
L’autrice dimostra inoltre la sua grande capacità compositiva e il controllo degli spazi narrativi, scegliendo le inquadrature migliori e sfruttando gli spazi bianchi tra (e nelle) vignette per esaltare particolari momenti narrativi.

Fondamentali in questo contesto sono i colori: pastelli, matite e acquerelli vengono stesi con gettate improvvise e disomogenee, che lasciano intravedere al di sotto la struttura portante della tavola e gli schizzi che definiscono persone e oggetti. Questo dona al fumetto un’energia primitiva, che si trasforma da incorporea e poetica nei momenti più lievi a densa e materica nei passaggi più drammatici, come nella scena dell’incendio della Sinagoga o delle requisizioni dei beni degli ebrei.
Il colore è inoltre fondamentale nel rappresentare le ambientazioni che definiscono la vita di Irmina: dalla Londra fumosa, resa leggera dagli amori giovanili alla claustrofobicità della Berlino nazista devastata dalle bombe, fino alla natura incontrastata delle Barbados, tanto accoglienti e splendenti nelle ore diurne, quanto buie e fredde nella notte in cui viene assalita da visioni di un passato doloroso e perduto.

Irmina è un’opera importante, che parla della fragilità umana e dell’indifferenza. Una storia su un passato complesso e drammatico che diventa specchio del nostro fragile e indifferente presente.

Abbiamo parlato di:
Irmina – Quando la guerra ti cambia la pelle
Barbara Yelin
Traduzione di Anna Zuliani
Rizzoli Lizard – 2019
288 pagine, cartonato, a colori – 25,00 €
ISBN: 9788817093859

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su