
Corto, ospite nella capitale tedesca dell’amico scrittore e giornalista Joseph Roth, scopre per caso della morte del suo vecchio compagno di avventure Jeremiah Steiner e, sulle tracce dei responsabili, finisce coinvolto in una trama di spie comuniste e (proto)naziste, a caccia di un mazzo di carte esoterico in un intrigo nel quale nessuno è ciò che sembra, sullo sfondo di una sempre più traballante Repubblica di Weimar. Tra jazz club strabordanti di eccessi notturni e piazze gremite per comizi politici interrotti da picchiatori nazisti della prima ora, il marinaio maltese, straniero senza documenti in terra straniera, arriva fino a Praga per svelare la verità sul mistero che avvolge la scomparsa di Steiner e che è legato a doppio filo alle sorti politiche della Germania.
Può darsi che sia un semplice caso, ma Notturno berlinese è la quarta opera a fumetti, pubblicata in Italia nella seconda metà del 2022, ad avere come sfondo la metropoli tedesca che, in vari momenti del XX secolo, è stata fulcro di eventi storici ed epocali.
Se in Hypericon di Manuele Fior, una Berlino anni ’90 in piena rivoluzione architettonica e culturale fa da sfondo alle vicende del fumetto, in Violette di marzo – primo tassello dell’adattamento a fumetti della trilogia berlinese del romanziere Joseph Kerr – il protagonista si muove nella capitale tedesca del 1936 oramai dominata dal pugno nazista. A queste si aggiunge la nuova avventura di Blake e Mortimer, Otto ore a Berlino, ambientata ai tempi della Guerra Fredda.
Canales e Pellejeiro scelgono il 1924 per la nuova avventura di Corto, da un lato perché il periodo degli anni Venti è stato poco battuto nelle avventure del personaggio realizzate da Hugo Pratt, di fatto lasciando più ampi spazi di manovra per i nuovi autori, e dall’altro probabilmente perché – viste le vicende storiche e politiche europee contemporanee – la sensazione generale che la storia possa ripetersi, seppur non identica, e che quegli anni siano straordinariamente vicini all’attuale epoca sono elementi sempre più radicati nell’humus culturale in cui siamo immersi.

La trama messa in campo però è ben lontana da qualsiasi forma di didascalismo o di racconto a tesi. I due autori sfruttano le caratteristiche canoniche date da Pratt al personaggio per un discorso che, dal particolare dell’avventura in oggetto, possa estendersi a concetti e pensieri più generali.
Il Corto Maltese di Canales e Pellejeiro è un uomo che sta per raggiungere i quarant’anni d’età, maturo e forse anche un po’ stanco di avventure. È un uomo “nato nel secolo scorso” come dice lui stesso a Lise, giovane spia comunista specchio di una generazione più giovane con la quale adesso il marinaio si deve confrontare. Nonostante gli anni che passano, però, Corto resta sempre fedele a sé stesso, ai suoi ideali come alla sua immagine: esattamente come faceva Pratt, il personaggio disegnato da Pellejeiro è “atemporale”, i suoi lineamenti inconfondibili sempre gli stessi.
L’individualismo che connota il Corto di Canales è riflesso dei suoi ideali, in primis la difesa della libertà e degli amici, perché l’amicizia è valore inestimabile. Ma quell’individualismo è anche desiderio di non omologazione alla società di massa, alla spinta di fare tutti la stessa cosa, di pensarla tutti allo stesso modo che proprio in quegli anni Venti iniziava a svilupparsi e che ancora oggi, e sempre di più, è uno dei tratti connotanti la nostra società.
Canales e Pellejeiro mostrano questo aspetto del carattere del protagonista in una tavola dall’assoluta efficacia visiva. In una piazza gremita di folla per un comizio del presidente della Repubblica di Weimar, sotto una pioggia battente, Corto decide di chiudere il suo ombrello proprio per distinguersi dalla massificazione, rappresentata da una vignetta a fondo pagina completamente riempita di ombrelli.

Notturno berlinese è un racconto tutto sommato compresso e veloce, 70 pagine che corrono sul ritmo sostenuto degli avvenimenti che si succedono l’uno dopo l’altro, con sequenze scandite in media da un paio di tavole ciascuna. Pellejeiro si affida alla classica griglia alla francese di quattro strisce, lavorando sulla dimensione delle singole vignette per aumentare o diminuire la velocità dell’azione. I primi piani dei personaggi sono quasi sempre il fulcro delle vignette, disegnati con una linea sottile e pochi ma sufficienti tratti essenziali. I neri pieni, macchie di china, hanno il compito di regalare tridimensionalità ad ambienti e figure e a connotare silhouette come quella inconfondibile di Corto. Proprio il protagonista è rappresentato con quel tratto ormai diventato, dopo quattro albi, canonico: il rimando allo stile di Pratt è evidente, soprattutto nella morbidezza e modulazione del tratto, eppure al contempo quello di Pellejeiro è un Corto del tutto personale.

Dopo i primi tre albi firmati da Canales e Pellejeiro questo Notturno berlinese potrebbe essere l’inizio di una seconda trilogia dei due autori spagnoli, alla scoperta di un Corto Maltese alle prese con un mondo che si avvia verso il baratro. Di sicuro, c’è la conferma che il personaggio creato da Pratt si è dimostrato capace di vivere di vita propria, di sopravvivere alla dipartita del suo creatore (come lo stesso auspicava) e di avere ancora potenzialità narrative tutte da esplorare e raccontare.
Abbiamo parlato di:
Corto Maltese – Notturno berlinese
Juan Díaz Canales, Rubén Pellejero
Traduzione di Enrico Zigoni
Rizzoli Lizard, 2022
96 pagine, cartonato, a colori – 20,00 €
ISBN: 9788817159029








