Chris Reynolds, un Mondo Nuovo di misteri e incomunicabilità

Chris Reynolds, un Mondo Nuovo di misteri e incomunicabilità
“Un Mondo Nuovo” raccoglie i racconti realizzati in oltre 30 anni da Chris Reynolds: uno sguardo su un mondo onirico e misterioso, popolato da personaggi distanti e inconsapevoli. Una storia che si rivolge alle profondità sconosciute dell'animo umano.

Aprendo Un mondo nuovo – Fumetti dalla Mauretania, antologia di racconti dell’autore gallese Chris Reynolds curata dal collega e ammiratore e pubblicata in Italia da Tunuè, il lettore si trova davanti un’opera atipica, a tratti indecifrabile. La linea spessa, i contrasti netti tra bianco e nero, l’atmosfera rarefatta e indefinita: elementi che tornano in maniera preponderante in ogni racconto, a volte brevissimi come poesie, haiku senza metrica. Storie che sembrano appartenere tutte allo stesso mondo – anche per il ritorno di luoghi e personaggi – cambiato da una guerra tra umani e alieni non si sa bene come né quando. Forse non è nemmeno importante, visto come al contempo le storie sembrino essere sospese nel tempo e slegate tra loro.

Ogni racconto del volume, breve o lungo che sia, è pervaso da una calma quasi innaturale, come se “qualcosa” sia sul punto di succedere eppure non succeda mai, o come se questo “qualcosa” sia già accaduto e nessuno se ne sia accorto. I cambiamenti che sembrano pur avvenire, almeno nelle parole dei personaggi, passano inosservati, mentre un senso di malinconia e solitudine pervade protagonisti e lettori, lasciando la sensazione di essere perennemente osservati da forze esterne e insondabili (come sottolineato nell’interessante analisi di Matteo Gaspari nella brochure dedicata all’autore, ospite del Bilbolbul 2019).

Le storie sono pervase da un senso di inquietudine, colme di non detti, di particolari fuori posto che non vengono chiariti e che non sembrano nemmeno far parte della storia o aver un qualche senso al suo interno. I personaggi sembrano essere trascinati dagli eventi, anche quando prendono iniziativa, e non paiono preparati ad affrontare le situazioni in cui incappano, riuscendo ad apparire alieni anche all’interno di situazioni a loro volta dissociate dal reale, fuori sincrono, pedine inconsapevoli del proprio destino. In questo senso, anche le regole del tempo e dello spazio sono continuamente ribaltate e curvate, eppure tutto sembra normale: personaggi che dovrebbero essere morti ma che camminano tra i vivi, eventi che avvengono in un ordine cronologico ricorsivo e annodato su sé stesso (come nella storia di apertura The Dial). Tutto è diverso, tutto è nuovo in questo mondo, tutto è avvolto in un mistero inestricabile.

Unico tra i personaggi ad avere un ruolo diverso è Monitor, che sembra agire secondo uno schema che nessuno, nemmeno noi, può capire. Un personaggio che perde la sua identità a favore del ruolo, tanto da venir sostituito nel corso della serie da Jimmy, suo ammiratore e unico in grado di capire il suo scopo, senza che nessuno si faccia troppe domande. Il suo nascondersi dietro un casco mette in luce un’altra tematica strisciante in tutta l’opera: l’incomunicabilità tra persone, distillata nella sua figura. Questo personaggio è l’unico al mondo che sembra vedere oltre i misteri, che sembra aver percezione di relazioni passate e perdute, di cose che erano e che non sono più, ma che non può trasmettere a nessuno la sua conoscenza.

Mistero e incomunicabilità pervadono sia la poetica che il tratto peculiare dell’autore: righe spesse, quasi porose, che coprono i dettagli e rendono impossibile distinguere veramente un personaggio da un altro riducendo lineamenti ed espressioni a pochi, elementari segni. Vignette piccole e regolari, claustrofobiche, separate tra loro da ampi spazi e inadeguate a contenere tutto quello che sembra potrebbero mostrare, quasi l’autore si fosse trovato a inserire a forza i suoi disegni dentro quadri già definiti e immutabili. Un bianco e nero netto, dove le ombre celano più di quello che la luce tende a scoprire, in cui i personaggi emergono come sagome in controluce, spesso di spalle a guardare un panorama muto.

Quasi in contrasto, didascalie spesso prolisse, dal tono a tratti solenne, a metà strada tra pensieri dei personaggi e voce narrante, tra narratore onniscente e protagonisti all’oscuro di tutto. Ed è interessante notare come spesso il racconto proceda solo quando i personaggi non sono presenti, che le didascalie raccontino l’avanzare degli eventi mentre lo sguardo delle vignette si concentra su scene di natura incontaminata e indifferente, quasi come se la storia volesse fuggire da sé stessa e i personaggi volessero allontanarsi da una società incomprensibile, ricca di una tecnologia che appare già superata e ormai inutile, che ha tradito promesse mai avveratesi, per cercare un senso nuovo e diverso alla propria vita. Tutte queste scelte non fanno altro che incrementare quella sensazione di impossibilità di connettersi ad altri esseri umani, quelle distanze incolmabili dello spirito che sono le stesse distanze tra vignetta e vignetta, tra bianchi e neri inconciliabili e che mai si mescolano.

Quello che lasciano i fumetti di Chris Reynolds è la sensazione di aver gettato uno sguardo fin troppo lungo all’interno di sentimenti e sensazioni umane forti e dolorose, tanto complesse da non poter essere spiegate in maniera lineare ma solo attraverso metafore bislacche e storte. Si intuiscono messaggi quasi subliminali, ma che restano così fuori fuoco da far venire il dubbio se esistano veramente o se siano anch’esse elementi di un mondo nuovo, che non è nient’altro che quello creato dall’interpretazione del lettore.

Tutto questo rende la lettura di questo volume tutt’altro che semplice, quasi respingente, ma non per questa priva di fascino e attrattiva. Come davanti a un incidente, una parte di noi è attirata e incuriosita, affascinata quasi, pur vergognandocene in maniera cosciente. Eppure nei racconti di Reynold niente sembra incidentale, quanto piuttosto frutto di precise scelte stilistiche e di una precisa visione; l’autore sembra comunicare con il nostro inconscio, attraverso segni, ritmi di lettura, scelta di parole che superano il primo livello della nostra coscienza per arrivare a radici più antiche e selvagge.

Abbiamo parlato di:
Un mondo nuovo – Fumetti dalla Mauretania
Chris Reynolds
Traduzione di Matteo Gaspari
Tunuè, 2019
246 pagine, brossurato, bianco e nero – 17,00 €
ISBN: 9788867903689

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