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I Cavalieri dello Zodiaco episode G#2 ( Manga Legend # 57)

Articolo aggiornato il 22/09/2017

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/ – 2,00euro
C’era naturalmente da aspettarselo, dato il primo numero, ma questa nuova serie mantiene tutte le promesse fatte al suo esordio. In contemporanea con il doppiaggio in Italiano della serie animata Ades, Planet Manga-Panini Comics ha pensato bene a pubblicare questa “serie G” dei cavalieri dello zodiaco, prequel incentrato sugli anni precedenti la serie classica e che analizza con attenzione la visione che il mondo “normale” ha di questi esseri così potenti. Cos’é il corpo dei cavalieri dello zodiaco? Chi li ha creati? Scopriamo da queste pagine che essi esistono da tempo immemore per proteggere l’umanità da forze più grandi di essa; si nascondo in , in un luogo chiamato “il santuario”, del quale nessun “normale” coglie l’esistenza. Qui vi possono accedere solo i cavalieri e i loro inservienti, formando una piccola comunità ove il tempo sembra essersi fermato più di due millenni fa. I cavalieri hanno diversi livelli di grado, 88 in tutto (anche se dalla serie classica già sappiamo esistere altre gerarchie) e i livelli più alti sono i 12 dei cavalieri d’oro, che si rifanno ai segni dello Zodiaco. Questi obbediscono direttamente agli ordini del grande sacerdote, portavoce terreno delle volontà della dea Athena, alla quale i 12 fanno direttamente capo. Ora, un grande potere si sta impadronendo del santuario e i cavalieri d’oro sono chiamati a raccolta. Scopriamo così che ben tre di loro mancano all’appello: Doko della Bilancia, al quale Athena in persona ha affidato un compito ormai da più di duecento anni (e che vedrà ultimarsi solo con la serie di Ade); Mur, impegnato in Jamir per la riparazione di alcune armature (é difficile, a questo punto, chiarire in che punto della storia ci troviamo: che stia già riparando le armature del pegaso e del dragone?); ed infine il cavaliere che presiede alla casa dei gemelli, da tempo scomparso. Noi lettori già sappiamo che Gemini uccise il grande sacerdote e prese il suo posto, ma è su questo mistero che si costruisce la storia (Fabio Postini).

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