
Michael Meador, direttore del National Nanotechnology Coordination Office, in un’intervista rilasciata a Nature Nanotechnology a un certo punto afferma:
Infine c’è l’istruzione. Il direttore aggiunto dell’NNCO, Lisa Friedersdorf, ha intrapreso questa direzione. Stiamo lavorando con gli stati USA sull’inserimento della nanotecnologia nei loro curricula per gli alunni dall’asilo fino alla scuola secondaria. E più in generale stiamo cercando di trovare modi per stimolare l’interesse degli studenti nella nanotecnologia. Ad esempio, abbiamo lavorato con la National Science Foundation (NSF) e con l’NBC Learn per sviluppare una serie di sei video chiamati Nanotechnology: Super Small Science. Più recentemente, sempre in collaborazione con l’NSF, abbiamo lanciato un concorso per studenti chiamato Generation Nano: Small Science, Superheroes, dove l’obiettivo è sviluppare un modo in cui la nanotecnologia possa aiutare un supereroe ((Friedersdorf, Lisa E., and Quinn A. Spadola. “Nanoheroes assemble.” Nature nanotechnology 11, no. 5 (2016): 488-488. doi:10.1038/nnano.2016.75)). Siamo ovviamente molto eccitati riguardo ciò, specialmente per il fatto di aver ottenuto l’approvazione dell’icona dei comic book Stan Lee
Generation Nano è dunque un progetto per avvicinare gli adolescenti alla scienza e in particolare alla nanotecnologia.
A tal proposito scrive la Friedersdorf insieme con Quinn Spadola:
La nanotecnologia e i supereroi sono una combinazione naturale. Le proprietà straordinarie che esistono alla nanoscala permettono i guanti da arrampicata ispirati al geco, i mantelli per l’insivisibilità, e i materiali forti e leggeri ideali per costumi e veicoli ((Vedi, ad esempio Come costruire lo scudo di Capitan America)). Con la popolarità di fumetti e film di supereroi, abbiamo pensato a un concorso che avesse il potenziale per suscitare il tipo di curiosità che avrebbe spinto gli appassionati studenti delle scuole superiori ad approfondire e imparare molto di più sulle nanotecnologie. Inoltre, speravamo che la combinazione di supermateriali e supereroi avrebbe raggiunto gli studenti che normalmente non esplorano la scienza nel loro tempo libero. E un piccolo spirito competitivo non ha mai fatto male.
Da un lato gli studenti si avvicinano al mondo della scienza, in grado di rendere possibili molte delle meraviglie presenti nel mondo dei supereroi, dall’altro stimolano l’immaginazione e si preparano a un modo di pensare utile per la risoluzione di problemi non necessariamente scientifici: un’ottima ricetta per rendere più solide le basi educative dei giovani del futuro.
La nanotecnologia è la vera scienza dell’immaginazione – Stan Lee