La storia sulla ricerca delle dimensioni dell’universo parte da lontano, precisamente da Archimede che, utilizzando la sabbia, valutò tale distanza in circa 10000 volte il raggio della Terra. Questo risultato ci dice due cose: innanzitutto che Archimede era ben conscio della sfericità della Terra, cosa nota già ai tempi degli antichi greci, e che, soprattutto, la sua stima era poco più bassa della metà dell’effettiva distanza Terra-Sole. All’epoca, infatti, si riteneva che tutto l’universo fosse contenuto all’interno di questa porzione di spazio.
Per cui la storia della ricerca delle dimensioni dell’universo è, innanzitutto, una storia sulla determinazione della distanza dalla nostra stella. Solo in seguito, quando ci rendemmo conto di essere parte di una galassia, ovvero un insieme di stelle gravitazionalmente legate una all’altra, ci si pose il problema del contenuto dell’universo: pensate che fino al 1925 molti astronomi pensavano che l’universo coincidesse con la sola Via Lattea, un po’ come Archimede e gli antichi greci che pensavano all’universo come al solo Sistema Solare.
L’infografica che segue, dove faccio una breve carrellata della storia di queste misure, è stata e potete anche trovarla su deviantart:
Le dimensioni dell’universo
La storia sulla ricerca delle dimensioni dell’universo parte da lontano, precisamente da Archimede che, utilizzando la sabbia, valutò tale distanza in circa 10000 volte il raggio della Terra. Questo risultato ci dice due cose: innanzitutto che Archimede era ben conscio della sfericità della Terra, cosa nota già ai tempi degli antichi greci, e che, soprattutto, la sua stima era poco più bassa della metà dell’effettiva distanza Terra-Sole. All’epoca, infatti, si riteneva che tutto l’universo fosse contenuto all’interno di questa porzione di spazio. Per cui la storia della ricerca delle dimensioni dell’universo è, innanzitutto, una storia sulla determinazione della distanza dalla


