Topolino #3275 non “vive” solo delle celebrazioni del novantesimo compleanno di Topolino, ma anche dello storico incontro tra Fantomius e Paperinik. Ottenuto grazie a una abbastanza improbabile macchina del tempo portatile ideata da Copernico Pitagorico, l’incontro tra i due paperi mascherati prevede anche una sfida al limite dell’impossibile: penetrare nel Deposito di Paperon de’ Paperoni. Per fortuna il sistema d’allarme del Deposito è stato progettato da Archimede Pitagorico, che così fornisce supporto ai due vendicatori. Fantomius, però, nel corso della sua saga, ha comunque dovuto affrontare dei sistemi di allarme, ma come erano tali sistemi alla sua epoca, gli anni Trenta del XX secolo?
L’invenzione di Pope era abbastanza semplice, ma relativamente efficace per un’epoca in cui i ladri non avevano ancora incontrato antifurti elettrici. In pratica porte e finestre erano collegate come unità indipendenti di un circuito in parallelo ((Per chi lo ha scordato, un circuito in parallelo è un circuito in cui gli elementi sono posti su percorsi paralleli uno all’altro)). Se una delle porte esterne (nel caso ce ne fosse più d’una) o una delle finestre veniva aperta, il circuito elettrico veniva chiuso, provocando la vibrazione dei magneti collegati. Tale vibrazione elettromagnetica veniva trasmessa a un martelletto che iniziava a colpire una piccola campana, generando così un allarme in tutta la casa. Il problema, per il ladro, era che chiudere la porta o la finestra non interrompeva il circuito, e dunque il suono della campana, ma bisognava spegnere l’allarme utilizzando un interruttore generale.
Quattro anni più tardi, nel 1857, il brevetto venne acquistato da Edwin Holmes al prezzo di 1500 dollari. Holmes iniziò la vendita degli allarmi a partire dal 1858 e, insieme con il figlio Thomas, apportò una serie di modifiche al sistema, la più importante delle quali la realizzazione di una rete telefonica apposita (ovviamente con il supporto delle società telefoniche locali) che permettesse di raccogliere le segnalazioni dai sistemi di allarme per poi smistarle alle forze dell’ordine.
Le grandi novità nei sistemi di allarme elettronici, arrivarono solo nel tardo XX secolo (a partire dagli anni Settanta), quindi, all’incirca, questo era il sistema d’allarme con cui Fantomius aveva generalmente a che fare nelle sue imprese.
L’antifurto ai tempi di Fantomius
Topolino #3275 non “vive” solo delle celebrazioni del novantesimo compleanno di Topolino, ma anche dello storico incontro tra Fantomius e Paperinik. Ottenuto grazie a una abbastanza improbabile macchina del tempo portatile ideata da Copernico Pitagorico, l’incontro tra i due paperi mascherati prevede anche una sfida al limite dell’impossibile: penetrare nel Deposito di Paperon de’ Paperoni. Per fortuna il sistema d’allarme del Deposito è stato progettato da Archimede Pitagorico, che così fornisce supporto ai due vendicatori. Fantomius, però, nel corso della sua saga, ha comunque dovuto affrontare dei sistemi di allarme, ma come erano tali sistemi alla sua epoca, gli anni

