Ricordo ancora il rispetto con cui uno dei miei professori nel corso di laurea in fisica, quello stesso che poi sarebbe diventato il mio relatore per la tesi di laurea, parlava della signora Wu, Wu Jianxiong, o come nella versione occidentale Chien-Shiung Wu.
La cosa potrebbe avere un che di incredibile, se consideriamo che il professore cui mi riferisco era un fisico teorico, mentre la signora Wu era una fisica sperimentale. Il risultato che aveva ottenuto, però, era di rilevanza essenziale per la fisica: la conservazione della parità, in fisica, indica che un determinato sistema, o una certa grandezza fisica, risulta invariato se si invertono le coordinate spaziali (ovvero se si cambia il segno delle coordinate). Wu Jianxiong, in un esperimento in cui venivano utilizzati dei nuclei di cobalto, scoprì che la quantità di elettroni prodotti non era simmetrica, mostrando così una situazione in cui la parità non è conservata.
Un risultato da Premio Nobel, verrebbe da dire, solo che nel 1975, ovvero 19 anni dopo l’esperimento della fisica cinese, a venire premiati con il Nobel per la fisica furono Tsung-Dao Lee e Chen Ning Yang, i fisici teorici che ebbero l’idea di non-conservazione della parità e proposero l’esperimento. A parziale riparazione del torto subito dall’Accademia delle Scienze svedese, a Wu Jianxiong venne assegnato il primo Premio Wolf per la fisica, nel 1978. Sta di fatto che la signora Wu è l’ennesimo esempio di scienziata che è stata scavalcata da colleghi maschi, una cosa che vale la pena ricordare in questa Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza.
Le vignette sono tratte dalla biografia a fumetti di Chien-Shiung Wu nella serie “In science we trust” di Andy Warner su Tinyview.

