La prima edizione della 24 Hour Italy Comics si è tenuta alla Scuola del Fumetto di Milano, nei giorni 1 e 2 Ottobre 2005.
Che onore avere un maestro del fumetto come Massimo Giacon alla prima 24HIC! E lui ci ha accompagnato assieme a uno dei suoi personaggi apparsi anche su XL di Repubblica: Zomboy!
























Un commento di Giacon
Il commento di Massimo Giacon
(18/10/2005 – 11.30)In questi ultimi 10 giorni mi sono costantemente collegato al sito per vedere i materiali, le foto, le considerazioni dei partecipanti e di chi ha organizzato
E’ stata una bellissima esperienza. E’ stata un’esperienza faticosa, a volte snervante, ma bellissima, una di quelle cose belle e un po’ private, tanto che leggere che la cosa si ripeterà in altre città e nei prossimi anni quasi mi ingelosisce.
Mi ingelosisce perché è come quando segui un musicista o un regista da molti anni, e sai che sono pochi a conoscerlo, poi quando diventa patrimonio di tutti ti senti come se avessero improvvisamente fatto irruzione nella tua cameretta. Forse perché siamo stati i primi in Italia, credo che ancora per qualche giorno i partecipanti all’evento si sentiranno dei pionieri, degli esploratori di un nuovo pianeta in cui si producono storie di 24 pagine in un giorno, senza copione e senza schizzi preparatori.
In un mondo ideale esisterebbe una rivista mensile di 400 pagine (e più), che pubblicherebbe (e pagherebbe) storie prodotte in un giorno da autori temerari, e i suddetti autori lavorerebbero solo 24 ore al mese (ma continuative).Devo dire un’altra cosa, che alla fine di quella giornata faticosa ho amato tutto:
ho amato la mia piccola storia, che mano a mano che andavo avanti diventava qualcosa di comprensibile, ho amato l’incoraggiamento dei miei compagni di fatica, che facevano il tifo per me e mi sostenevano, anche se ci eravamo visti per la prima volta alle 14 di Sabato, e ho amato le persone.
Nel nostro mondo di disegni abbiamo una visione abbastanza distorta degli altri, si pensa che chi fa ricerca disprezzi i lavoro di chi lavora per Bonelli e Disney, e viceversa, ma non è così, Truffaut amava il lavoro di Hawks o Hitchcock, che all’epoca erano considerati degli artigiani piuttosto bassi da parte della critica più paludata, e un regista trash come John Waters adora Pasolini.
Per me le discriminanti tra un lavoro buono e uno cattivo non c’entrano con lo stile, o con la parrocchia scelta, è semmai un problema di passione, di professionalità e di quello che comunemente si chiama amor proprio.
Io l’amor proprio l’ho visto durante tutta la manifestazione, era facile portare avanti un progetto lavorando al risparmio, e invece tutti si sono impegnati, tutti alla fine hanno cercato di fare qualcosa che non fosse al di sotto delle proprie capacità, e quando hanno fatto i furbi (vedi Castelli, Faraci e Riboldi), l’han fatto con gran stile.Ora sono molto curioso di veder i lavori degli altri, visto che alla fine ho solo sbirciato qui è lì, ma non ho letto nulla, per cui molte domande mi sono rimaste in testa:
– era davvero così spiscioso ” L’UOMO MOLTEPLICE” di Diego Cajelli? Tutti quelli che lo leggevano si piegavano in due lanciando alti guaiti, ed io ero troppo impegnato con il mio Zom-Boy per godermelo.
– di cosa parlava la storia di Toffolo? sembrava una specie di mènage a trois, ma era anche un teatrino, e le anatomie erano così morbide…
– com’era la storia di Castelli? Come è riuscito a produrre 37 pagine in 8 ore?
– come finiva la sequenza di Enea Riboldi?
– e la storia muta di Bertelè?
– le vignette fatte a casaccio da Rosenzweig sembravano alla fine del lavoro stare insieme miracolosamente, ma perché?
– di cosa parlava la storia tenebrosa di Ponticelli?
– Carmine di Giandomenico ha fatto 24 pagine pazzesche in tempo record, poi ho visto che ci stava rimettendo le mani incollando del nastro adesivo da pacchi, sarà riuscito a rovinarle con le sue mani?E come saranno le storie di tutti quelli che non sono riuscito a sbirciare?
Comunque se mi chiamate l’anno prossimo non la rifaccio.
Massimo Giacon
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Biografia
Massimo Giacon, nato a Padova nel 1961, è emerso sulle pagine di storiche riviste come “Frigidaire”, “Alter”, “Dolce Vita”, “Cyborg” e “Nova Express”. Nel 1985 ha iniziato a collaborare con Ettore Sottsass, proseguendo l’attività di designer con Olivetti, Alessi, Swatch, Philips. Dopo un decennio di progetti musicali (con Trax, Spirocheta Pergoli, I Nipoti del Faraone), dal 1996 ha intrapreso una carriera musicale da solista. Giacon ha disegnato, tra l’altro, Amami e Il mondo così com’è, scritti da Tiziano Scarpa, La quarta necessità, su sceneggiatura di Daniele Luttazzi, Ed è subito serial, un fumetto sulle serie televisive dal passato a oggi, ed Ettore, dedicato a Sottsass. Ha collaborato con “XL”, il supplemento di “Repubblica”. Attualmente insegna a Milano presso lo IED (Istituto europeo di design), disegna e scrive per “linus” ed espone in gallerie e spazi culturali in Italia e nel mondo.
(tratta da www.feltrinellieditore.it/autori/giaconmassimo)


