Home > Articoli > Recensioni > Grendel: Bianco, Nero & Rosso

Grendel: Bianco, Nero & Rosso

Grendel: Bianco, Nero & Rosso - immagine1-673In una edizione lussuosa e massiccia, torna in fumetteria , il personaggio creato da Matt Wagner che in Italia è noto più per le mini a lui dedicate che per la serie principale, ed ha goduto di una presentazione parziale e carente. Il difetto principale, tanto per togliere di torno una isolata nota negativa dell’albo, è proprio il veder narrati brevi episodi di Hunter Rose (l’originale Grendel), ad un pubblico che di questo personaggio conosce la storia solo grazie ad editoriali e note. Ed a vedere da questo volume, è un peccato…

Hunter Rose, sotto lo pseudonimo ed il costume di Grendel, è un ragazzo dotato di abilità fuori dal comune, sia intellettuali che fisiche, grazie alle quali riesce a primeggiare in cio’ che vuole, purche’ rappresenti per lui una sfida. Con i metodi del ricatto, dell’omicidio, della paura, scala i vertici della della malavita organizzata, e per il proprio interesse compie le sue personalissime vendette. Un personaggio tutt’altro che positivo, eppure che non manca un fascino ed un carisma che lo rendono interessante agli occhi del lettore, e capace di slanci di amore verso la figlia adottiva e verso la donna che lo ha segnato e che rimane sua musa nonostante la morte.

Questi racconti della serie Bianco, Nero e Rosso, sono brevi episodi, realizzati ognuno da un disegnatore diverso, inseriti nella storia di Grendel, dalla sua giovinezza al culmine della sua carriera criminale. Leggendo i nomi degli artisti coinvolti c’e’ da perdere la testa: Dean Motter (Terminal City), Mike Allred (Madman), Ho Che Anderson (Pop Life), Tim Bradstreet (Human Target), (Concrete), Guy Davis (Sandman Mystery Theatre), D’Israeli (Future Shocks per 2000 A.D.), Duncan Fegredo (Jay e Silent Bob), Jay Geldhof (The Lost), Teddy Kristansen (House of Secrets), John Paul Leon (Earth X), (Kabuky), Jason Martin (Quicksilver), Bernie Mireault (Jam), C. Scott Morse (Soulwind), Troy Nixey (Batman), Arnold e Jacob Pander (Exquisite Corpse), Jason Pearson (Body Bags), Woodrow Phoenix (SugarBuzz!), Tim Sale (Superman For All Season, Spiderman: Blue), Stan Shaw (Beauty & the Beast), (Tom Strong).

Un elenco da vertigini, con autori dotati di stili diversissimi tra loro, che Wagner cerca di sfruttare in maniera intelligente, concentrandosi sui punti di forza di ognuno. Ecco quindi un Tim Sale intimistico e con le sue tipiche atmosfere da film anni 50, un sensualissimo David Mack, l’inquietudine del tratto dei fratelli Pandev, le pin-up di Bradstreet, le fosche tinte horror di Guy Davis. Alternando tipi di storie, ritmi e stili diversi, Wagner esalta le capacità del suo personaggio spaziando dal noir al pulp, dal malinconico al cinico, giustificando ed esaltando il tocco di ogni disegnatore.

Rimane come detto il senso di incompiuto: di Grendel abbiamo gustato antipasti e dolci, ma mai la portata principale. Un vuoto che andrebbe colmato presto.


In collaborazione con ComicUs

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.