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Cronache

Sarah’s Scribbles: per chi “non si sente mai adulto abbastanza”

Al Napoli Comicon 2016, Sarah Andersen ci ha raccontato di sé e delle sue strisce, dandoci qualche anticipazione sul lavoro futuro.

Sarah’s Scribbles: per chi “non si sente mai adulto abbastanza”

Il 23 aprile, presso la Sala Incontri Cartoni Magici del , si è tenuto l’incontro con Sarah Andersen, l’autrice delle popolari strisce a fumetti Sarah’s Scribbles portate in Italia da Beccogiallo con il titolo di Crescere, che palle!.

Ad affiancare la giovane fumettista, Federico Zaghis, di Beccogiallo Editore, e Rosanna Scarpato, amministratrice della pagina Facebook italiana dedicata alle strisce di Sarah.

L’incontro-intervista si è aperto con le domande di Rosanna Scarpato, alle quali sono seguite le curiosità del nutrito pubblico di giovani e giovanissimi (ricordiamo che le file per avere un autografo di Sarah sono state davvero impressionanti).

La giovane fumettista ha risposto con gentilezza ed entusiasmo alle domande sulla sua carriera: ha raccontato come la sua passione, coltivata da sempre, si sia trasformata in lavoro solo di recente, quando ha potuto constatare che le vignette pubblicate inizialmente su Facebook solo per gli amici piacevano a moltissime persone.

Sarah è rimasta estremamente sorpresa dal successo internazionale (non avrebbe mai sognato di arrivare fino in Italia): la sua opera è stata tradotta in moltissime lingue e il fatto che sia stato proprio il Russo la prima lingua nella quale le sue strisce sono state tradotte, l’ha colpita particolarmente, poiché credeva che si trattasse di una cultura molto distante da quella americana. La calorosa partecipazione del pubblico, che si è affollato ogni giorno allo stand Beccogiallo, testimonia invece l’universalità dell’opera di Sarah.

Sarah’s Scribbles: per chi “non si sente mai adulto abbastanza”

Sulle possibilità future del suo lavoro, l’autrice ci ha anticipato di avere solo due mesi, dalla fine del “tour italiano”, per terminare il suo secondo libro. Inoltre, Sarah non mette limiti alle possibilità e, alla domanda sull’opportunità di “animare” le sue strisce ha risposto “certo, ma…i doppiatori?”.

Diversi i quesiti sull’“amico” coniglietto Sunshine, confidente della protagonista della striscia: l’autrice ha anticipato che, essendo entrato un gatto nella sua vita reale, a breve comparirà anche in quella a fumetti.

Proprio sulla coincidenza tra vita reale e vita a fumetti, tra persona e personaggio, Sarah è stata molto decisa nel ribadire non solo di assomigliarle, ma proprio di essere la sua protagonista: “I really am that person, this character is definetely me (Sono davvero quella persona, quel personaggio sono assolutamente io)”. Le storie nascono da situazioni di stress reale, “partono da me”, ha detto Sarah, poi lei ci lavora su, per rendere un’esperienza privata e personale qualcosa che possa avere un carattere di universalità, all’interno del quale tutti si possano riconoscere.

Sarah’s Scribbles: per chi “non si sente mai adulto abbastanza”

Tra le molte domande poste da un pubblico folto e partecipativo, alcune anche sul suo soggiorno in Italia, che Sarah descrive come piacevole e “molto più facile” (rispetto a casa sua): qui sono tutti più gentili, più accoglienti e vivere è più semplice, commenta sorridente.

Le è stato inoltre chiesto se, con la fama e gli impegni recenti, la sua vita sia cambiata e come pensa di riuscire a conservare quelle caratteristiche che contraddistinguono la sua protagonista, pigra e molto timida (talvolta anche un po’ misantropa). La domanda ha assunto i toni di un quesito sul senso stesso della crescita e sulle sensazioni di Sarah rispetto al proprio “diventare grande”? La giovane autrice ha sorriso e consolato il suo pubblico in merito alla sua crescita personale: sebbene effettivamente le cose cambino, “parlando con gli adulti ti rendi conto che nessuno si sente mai adulto abbastanza”.

Due quesiti sono toccati anche a Rosanna Scarpato e a Federico Zaghis. Alla domanda sul come abbia conosciuto Sarah e deciso di amministrare la sua pagina italiana, Rosanna ha risposto come il tutto sia nato da una richiesta pubblicata dalla fumettista stessa, in cerca traduttrici. Una collaborazione iniziata con molta naturalezza e spontaneità. L’editore invece ha risposto al dubbio di una ragazza del pubblico, sulla traduzione del titolo del libro. Tradotto letteralmente, il titolo sarebbe dovuto essere L’età adulta è un mito, ma Crescere, che palle! è stato scelto perché più allegro, vivace, provocatorio.

L’incontro si è chiuso con un intervento di Sarah che, timidamente, ha voluto prendere la parola mentre già il pubblico si alzava per andarsene. La giovanissima autrice ha ringraziato tutti di cuore, per la presenza e per il calore dimostratole.

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