Cronache

Tutti i fumetti di Angoulême

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Tutti i fumetti di Angoulême - angouleme-43Il festival di Angoulême, come ogni grande evento, è una fiera dalle molte facce, almeno tante quante ne può contare il fumetto. La più analizzata, nelle ultime settimane, è stata quella che ha portato a non nominare neanche una fumettista nella rosa di candidati al Gran Prix della città: nel 2016, il comitato incaricato ha ritenuto che nessuna autrice fosse meritevole di ricevere un premio alla carriera, scatenando le proteste di associazioni, lettori, autrici e autori – le stesse persone che si sono sentite prese in giro quando, durante la cerimonia di assegnazione dei Fauves d’Or ai migliori fumetti dell’anno, il presentatore ha annunciato una lista di falsi vincitori, in uno scherzo decisamente mal riuscito. C’è poi la faccia che porta a organizzare un evento internazionale in una ex-cittadina industriale in cui i mezzi pubblici terminano alle 20; ma soprattutto, ad Angoulême ci sono le tante facce che rappresentano gran parte del fumetto europeo.

Tutti i fumetti di Angoulême - monde-des-bulles

Nonostante tutte le possibili critiche, Angoulême rimane infatti il festival che più di ogni altro in Europa sa dare spazio a tutti i tipi di fumetto e di lettori. L’edizione appena conclusa, con la premiazione di Here di Richard McGuire come fumetto dell’anno e la grande mostra dedicata al classico della Nona Arte Morris, sembra averlo confermato. Dal 28 al 31 gennaio i fumetti popolari e quelli alternativi, gli stranieri e i francesi, gli sperimentatori formali e sostanziali hanno condiviso stand e attenzioni: Angoulême 2016 non ha saputo rispondere adeguatamente alle critiche lanciate, ma ha lasciato che i fatti tentassero di rimediare alle parole. Una buona parte del programma di incontri ha riguardato così tavole rotonde dedicate alla condizione delle donne nel fumetto; ma soprattutto, i padiglioni e le mostre hanno confermato la loro apertura a molte delle tendenze contemporanee.

Tutti i fumetti di Angoulême - Thomas-e-Manon

Lo spazio Le Monde des Bulles ha accolto come ogni anno gli editori maggiori, in spazi tanto ampi da ricordare più delle librerie che degli stand. Gli autori, fra cui David Prudhomme, Don Rosa, Pénélope Bagieu e molti altri, si sono dedicati a lunghe sessioni di dediche in spazi ordinatamente affiancati, mentre famiglie e appassionati compravano l’ultima uscita e si mettevano in fila. Al Nouveau Monde sono stati invece radunati gli editori più piccoli, gli indipendenti e gli stranieri: uno spazio più stretto, ma incredibilmente più colorato e vivace. Le autoproduzioni italiane sono state affiancate alle spagnole, i classici dei quotidiani statunitensi hanno fronteggiato le opere di rottura dell’Association. Si è discusso del fumetto senza pagine (ma con vignette da rimontare a piacimento) delle edizioni Polystyrène e del progetto BD2, con storie da leggere necessariamente in due, del collettivo Rutabaga.

Le microedizioni visionarie del FOFF (festival alternativo di fumetti e musica) hanno completato il quadro, ma per assistere da vicino alla stampa di un’autoproduzione non era in realtà necessario allontanarsi dal festival. L’Atelier Risographie, fra le mostre ufficiali, ha permesso infatti di assistere in diretta alla realizzazione della fanzine Dôme, a cura di Breakdown Press e di Lagon.

Tutti i fumetti di Angoulême - Hugo-Pratt

In generale, le mostre di Angoulême si sono confermate varie e divulgative, con abbondanti didascalie – purtroppo solo in francese – adatte anche ai meno esperti. Archiviata la delusione per l’attesa mostra su Otomo, rivelatasi una raccolta di omaggi altrui ad Akira, è stato un piacere immergersi fra gli acquerelli originali e le poesie amate da Hugo Pratt, e scoprire che un classico come Lucky Luke di Morris può condividere le sale del Musèe de la BD con l’ultra contemporaneo Last Man di Bastien Vives, Balak e Mickaël Sanlaville. La prima mostra ha esposto (ed esporrà fino a settembre) tavole originali, studi sulla composizione e sulle inquadrature; la seconda si è affidata invece a pannelli, videogiochi ed effetti speciali per raccontare un universo fantascientifico e per lo più ignoto agli over 18.

Dall’altro lato del fiume, le mostre toccavano l’arte di Jean-Christophe Menu (fra i fondatori dell’Association), l’opera sugli adolescenti di Pauline Aubry e i giovani talenti partecipanti al concorso annuale; ma soprattutto, il progetto Shapereader di Ilan Manouach, sperimentazione visuale priva della vista: in sostanza, un fumetto astratto tattile, pensato per i vedenti come per i ciechi. Quante sensazioni può trasmettere un polpastrello, tramite righe, cerchi concentrici o semplici triangoli in rilievo? E, più in generale, quante forme può avere un fumetto?

Tutti i fumetti di Angoulême - Shapereader

Angoulême sembra possedere molte di queste possibilità, o meglio, di essere in grado di attirare autori, pubblico ed editori intenzionati a esplorarle, leggerle, pubblicarle. Purtroppo, i fatti più recenti hanno minato la credibilità dell’organizzazione: per garantire la partecipazione futura degli stessi visitatori sarà necessario nei prossimi anni un aumento di trasparenza e professionalità – anche se la perdita di Angoulême sarebbe una sconfitta per i lettori e il mercato, ma soprattutto per il fumetto stesso, che lì trova il luogo per dialogare di forme e contenuti, di un linguaggio ancora giovane ma già fin troppo settorializzato.

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