Max Bunker Lo Spazio Bianco Romics

Semper voster: Max Bunker si racconta

19 Ottobre 2026
A Romics 2026 abbiamo intervistato Max Bunker, Romics d’Oro alla carriera, autore di Kriminal, Satanik e Alan Ford e fondatore della rivista Eureka.
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Per più di sessant’anni Max Bunker, pseudonimo di Luciano Secchi, attraverso le parole ha fabbricato immagini. In occasione del Romics d’Oro alla carriera gli abbiamo proposto proprio alcune immagini, chiedendogli di raccontarsi a partire da quelle. La videointervista integrale è sui nostri canali YouTube e Instagram; qui ne offriamo una sintesi, con le sue parole tra virgolette e il resto raccontato.

Gli inizi: da adattatore ad autore

Si parte riguardando assieme una vecchia copertina della rivista Flash Gordon che permette all’autore milanese di rievocare i suoi inizi di carriera, alla fine degli anni Cinquanta. Bunker adattava fumetti americani e Gordon era il suo preferito: “Avevo anche una piccola dote di fortuna: conoscevo bene l’inglese. A un certo punto traducevo io, li adattavo io. Gli americani avevano, ai tempi, il vizio di essere un po’ troppo lunghi, e io li tagliavo, ma cum grano salis…”

Il successo con Magnus

Con la creazione e l’ingresso nell’editoriale Corno, dopo gli adattamenti e gli esordi da scrittore di fumetti con Maschera Nera, arrivarono i grandi successi con Magnus: Kriminal e Satanik nel 1964, poi il boom di Alan Ford nel 1969. Il primo numero di Kriminal, ricorda Bunker, sorprese tutti: vendette tantissimo per gli standard dell’epoca e costrinse l’editore a ristamparlo in breve tempo. Bunker ci tiene a sottolineare il talento immenso di Magnus: il più grande disegnatore che ci sia mai stato, dice nella nostra intervista, dove ci concede anche un ricordo personale del loro lavorare assieme. Anche sulle tecniche di sceneggiatura che stanno dietro quelle pagine, Bunker ha riflettuto con noi, illustrando in video le peculiarità di quel modo di raccontare.

Eroi neri e benpensanti

Kriminal e Satanik furono da un lato un successo straordinario, dall’altro attirarono sugli autori le ire di magistratura e benpensanti. Da autore ed editore, Bunker ricorda comunque quelle battaglie legali e culturali con serena convinzione. La stessa con cui si difendeva allora davanti ai censori: i fumetti neri riflettevano quello che accadeva e accade nella vita, nel bene e nel male, dove sono molte più le zone di grigio esistenziale che le certezze morali.

La voce e l’istinto

L’innovazione nei contenuti si accompagnava a quella nella forma: Bunker si proiettava dentro le storie con una voce autoriale precisa, ironica e partecipe. Gli chiediamo come gli sia venuta l’idea di “dialogare” con i lettori attraverso le didascalie dentro le vignette. Con molto understatement, lo scrittore milanese rifiuta qualsiasi vezzo autoriale: “Quelle idee lì vengono così. A un certo punto è difficile dirlo, perché non è che uno decide: adesso faccio questa cosa…”

Quella sorta di dialogo narrativo lo usava anche Stan Lee nei fumetti Marvel. Ci pensiamo, mentre riguardiamo una foto che li ritrae insieme. Il legame nasce proprio dai fumetti Marvel: tra i primi a comprenderne il potenziale innovativo, Bunker contribuì a importarli in Italia. Da qui un’amicizia che ricorda nella nostra intervista. Lo incontrò per la prima volta a Lucca: “Era molto bravo, basterebbe dire che ha inventato l’Uomo Ragno… Invece dopo ne ha inventati anche tanti altri! Quando uno comincia a inventare, non si limita. Anch’io faccio sempre un sacco di roba.”

La stessa voglia di non limitarsi, dopo i successi di Kriminal, Satanik e dell’eterno Alan Ford, torna in tutti i personaggi, più o meno fortunati, con cui Max Bunker ha continuato la sua avventura nei decenni, come editore e come scrittore: Gesebel, MaxMagnus, Dennis Cobb, Kerry Kross, Beverly Kerr, Angel Dark, Petra…

Visto che in questa edizione di Romics è presente la mostra “T’immagini Pinocchio”, dedicata a diverse versioni del burattino, gli ricordiamo che anche lui, coadiuvato alle matite da Giampaolo Chies, ne produsse una futuribile e tecnologica negli anni Settanta, Pinocchio Super Robot. “Si. Mi è venuto bene, è molto bello. Serve fare di tanto in tanto qualcosa di nuovo: altrimenti, a un certo punto, si fanno sempre le stesse cose.” Lo dice compiaciuto e il fatto che ragioni ancora al presente la dice lunga sulla sua passione inesauribile per il mestiere di narratore.

Il resto, con le pause, le risate e le foto sfogliate una dopo l’altra, lo trovate nel video completo.

Intervista condotta dal vivo, sabato 3 ottobre 2026, a Romics.

Max Bunker

Max Bunker, pseudonimo di Luciano Secchi (Milano, 1939), è tra i protagonisti del fumetto popolare italiano. Nel 1960 ha co-fondato l’Editoriale Corno, la casa editrice che ha contribuito a portare in Italia i fumetti Marvel. Con il disegnatore Magnus (Roberto Raviola) ha creato Kriminal e Satanik (1964), tra le serie più note del fumetto nero italiano, e nel 1969 Alan Ford, che è ancora in edicola dopo oltre mezzo secolo.
Il suo ruolo non si esaurisce nella scrittura. Nel 1967 ha fondato la rivista “Eureka”, di cui è stato direttore editoriale per 222 dei primi 240 numeri: la seconda rivista italiana interamente dedicata al fumetto dopo “Linus”, di cui ha costituito  una sorta di variante più pop. Ospitava fumetti stranieri e articoli di critica, e fu la casa di MaxMagnus, altro fumetto memorabile nata nel 1968 dal sodalizio con Magnus.
Tra le altre sue creazioni a fumetti: Maschera Nera (1962), Dennis Cobb (1965), Gesebel (1966), Fouché e Daniel (1973), Angel Dark (1990) e Kerry Kross (1994). Alla chiusura della Corno, nel 1984, ha fondato la Max Bunker Press. Nel 2026 ha affidato la scrittura di Alan Ford al figlio Riccardo. Ha sempre amato rivolgersi ai lettori, firmando la posta con una formula latineggiante: “Semper voster, Max”.

Marco D'Angelo

Marco D'Angelo

(Roma, 1974) Laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi in Semiotica del Fumetto. Ha tenuto seminari sul fumetto in Italia e Svizzera e svolto attività di docenza per l’Istituto Europeo di Design e per la Scuola Internazionale di Comics.
E' stato soggettista/sceneggiatore per due serie d'animazione trasmesse dalla RAI ("Clic & Kat", "I Saurini e i viaggi del meteorite nero "). Su instagram lo trovate come @sonostorie

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