Predator “Life and Death”: nella giungla tutti possono sentirti urlare

Predator “Life and Death”: nella giungla tutti possono sentirti urlare
Ritornano i feroci alieni yautja in una nuova miniserie dell'Alien Universe in un racconto scritto da Dan Abnett e disegnato da Brian Albert Thies caratterizzato da una immediata fruibilità ma schiacciato da un pesante senso di déja-vu.

predator-cover-ridotta_Recensioni Nel 1987 un feroce alieno della razza yautja approda sulla Terra in un punto imprecisato della giungla dell’America Centrale. È l’inizio di una possibile invasione. All’appuntamento con la storia si presenta il maggiore Alan “Dutch” Schaefer (Arnold Schwarzenegger), militare dei corpi speciali avvezzi a operazioni clandestine e non convenzionali durante la guerra del Vietnam. In centosette minuti cinematografici la partita si chiude a favore della razza umana, con buona pace degli ettari di jungla andati in fumo. La pellicola, girata con un budget di 15 milioni di dollari, diventa un successo commerciale e ascrive Predator nella lista del fanta-horror di riferimento, insieme ad Alien (1979) e  Prometheus (2012) di Ridley Scott.

Predator – Life and Death segue il precedente Fire and Stone e rappresenta un nuovo arco narrativo, all’interno di un più ampio crossover edito da Dark Horse. L’intento è quello di collegare gli spazi fantascientifici di Alien, Predator e Prometheus, garantendo nuova linfa al franchise del cosiddetto Alien Universe.

Coordinate temporali: Sono passati quarantatré anni dal film Alien e un anno dagli eventi narrati in Fire and Stone. La nave da combattimento USCM Hasdrubal, infarcita di marines coloniali, entra nell’orbita del pianeta Tartarus per svolgere una indagine di conformità. A bordo, un rappresentante della compagnia di estrazioni minerarie Wyland-Yutani titolare dei diritti di sfruttamento sulle risorse del pianeta. Il sospetto è che una compagnia rivale utilizzi minatori clandestini per depredare il pianeta.

Quello che segue è molto prevedibile. Marines dal grilletto facile e ansiosi di combattere, Predator interessati a una misteriosa astronave che sembra abbandonata sulla superficie del pianeta, sono lo sbocco di una storia all’insegna della prevedibilità. Il confortevole senso di déja-vu (sono già stato qui, conosco le dinamiche di questa narrazione) che avvolge il lettore fin dalle battute iniziali, digrada repentinamente nella sensazione di trovarsi davanti semplice lettura di genere.

Preadtor-02_Recensioni Dan Abnett (fu Aquaman e Guardiani della Galassia) consegna un compito privo di colore, giocando con i topoi del genere senza mai imprimere una impronta personale, con totale assenza di possibili variazioni sul tema. Tenendo come punto di riferimento l’atmosfera e le dinamiche delle pellicole cinematografiche, la sceneggiatura si dimostra immediatamente fruibile, rimanendo però ciecamente fedele alle aspettative. Ogni personaggio resta così prigioniero dei cliché, realizzando una performance sostanzialmente priva di personalità. Gli stessi dialoghi e le dinamiche interpersonali non vanno mai al di là del previsto, consegnandoci personaggi afflitti da una bidimensionalità evidente. Impalpabili e rarefatti nel loro stare sulla scena.

Sotto l’aspetto visivo anche le matite ruvide e grezze di Brian Albert Thies non regalano molte sorprese. Mandate a memoria le linee guida del franchise, il disegnatore si adagia su inquadrature ed espressioni mai realmente caratterizzanti, “bucando” completamente la rappresentazione dello strisciante senso di pericolo che dovrebbe dipanarsi per la lunghezza del filo narrativo. Quel che resta, forse, è l’indomita austerità del capitano Paget, una donna che seppur tratteggiata velocemente, tradisce una soggettività inaspettata.
Rain Beredo regala un colorazione convincente alla storia, giocando con le sfumature per illustrarci luci e ombre di un pianeta alieno.

Con un nuovo evento cinematografico come The Predator (ottobre 2018), continua la pubblicazione italiana dell’Alien Universe proposto da Dark Horse in terra americana.
La lettura mostra tutte le pecche che spesso affliggono i puzzle narrativi dei crossover, risultando ulteriormente deludente per semplicità e scarsa inventiva. L’azione e le “complicazioni” (che sono il sale degli snodi narrativi) sono eccessivamente sbilanciati a favore della prima, quasi a rallentare lo scorrere della narrazione in attesa di un futuro capitolo nel quale il tutto sarà compiuto.

Abbiamo parlato di:
Predator – Life and Death
Dan Abnett, Brian Albert Thies, Rain Beredo
Traduzione di Stefano Menchetti
SaldaPress, 2018
104 pagine, brossurato, a colori – 12,90 €
ISBN: 9788869194337

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