Nomen omen: international urban fantasy

Nomen omen: international urban fantasy
Sullo sfondo di una New York innevata, Marco B. Bucci e Jacopo Camagni danno il loro meglio nel volume introduttivo dell’attesa miniserie “Nomen Omen” targata Panini Comics.

Nomen_Recensioni Total eclipse of the heart è il titolo del primo dei tre volumi che compongono il ciclo iniziale di Nomen Omen. L’opera è stata presentata a Lucca Comics 2017, a un anno esatto dal suo annuncio, ma il progetto ha radici più lontane, essendo stato concepito dagli autori nella sua forma embrionale già nel 2009.

Si tratta di un racconto che rientra nel filone dello urban fantasy, con protagonista la giovane Becky, newyorchese la cui acromatopsia (l’incapacità di distinguere i colori) non le impedisce di vivere una vita normale, anche se ben presto si trova a dover fronteggiare una minaccia da un essere ultraterreno, le cui conseguenze la portano a rivelazioni su un mondo parallelo al nostro e a porsi interrogativi sulla sua stessa natura.

In questo primo volume Marco B. Bucci delinea i tratti di un fantasy urbano ambientato in un universo ricco di riferimenti all’immaginario della mitologia celtica, collocando i diversi tasselli all’interno della narrazione attraverso delle lunghe sequenze di dialogo tra Becky, Fer e Lady Fatalia.
Se da un lato questi fitti scambi fra i personaggi hanno il pregio di fornire un quadro sufficientemente chiaro su un universo narrativo piuttosto articolato, dall’altro finiscono per appesantire l’impianto generale, un po’ macchinoso da seguire soprattutto nella parte centrale del volume.

Non si tratta comunque di un difetto che infici la qualità dell’opera, ma semplicemente di un modo di presentare gli eventi che decide di sacrificare il ritmo del racconto a favore di una mole elevata di informazioni fornite al lettore. La scrittura di Bucci può comunque vantare dialoghi dallo stile ficcante e diretto (ma la particolare forma dei balloon non convince del tutto), una caratterizzazione che fa emergere delle personalità ben strutturate e numerosi riferimenti e rimandi, oltre alle leggende e al folklore celtici, alla cultura pop e alle arti in generale.

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L’ambientazione urbana scelta come sfondo delle avventure di Becky si sublima attraverso le matite di Jacopo Camagni, autore perfetto per un progetto pensato per un pubblico internazionale, in primo luogo per la fama che si è costruito in America grazie ai suoi lavori per la Marvel, e poi per lo stile grafico vero e proprio, caratterizzato com’è da diverse influenze e capace di catturare l’interesse di un pubblico vasto e dai gusti eterogenei.

È interessante per esempio il riuscito connubio fra la composizione delle tavole, affine al fumetto tipicamente supereroistico, e il tratteggio delle fisionomie più vicino invece al manga, il tutto condito da una cura maniacale per la definizione delle ambientazioni urbane: edifici come la Columbia Greenhouse Nursery School, ma anche lo Skyline Diner dalla cui panoramica prende le mosse l’avventura, sono riprodotti fedelmente.

La recitazione dei personaggi risulta sempre convincente, grazie a una resa sempre precisa tanto delle anatomie e delle pose, quanto delle mimiche.

A livello registico, Camagni sceglie di concentrarsi spesso sui particolari e anche nelle scene di dialogo in diverse occasioni utilizza punti di vista insoliti. Emblematica la tavola di pagina 4: otto vignette che descrivono perfettamente una scena conviviale. Nelle prime quattro, nei primissimi piani dei commensali, l’occhio dell’autore non si concentra sui volti dei personaggi bensì sulle bocche e sulle mani, a evidenziarne le gestualità; nelle successive quattro vignette, per suggerire il trascorrere del tempo, viene utilizzata un’inquadratura dall’alto della torta di compleanno di Becky che man mano viene consumata.

Le scene di combattimento risultano poi molto coinvolgenti grazie all’uso di prospettive accidentali molto spinte e con movimenti dei personaggi particolarmente energici che trasmettono dinamicità. Vincente anche la scelta di utilizzare il colore come elemento funzionale alla storia e non, come accade in certi casi, come mera scelta stilistica. Man mano che la protagonista si addentra nei meandri del mistero che la riguarda, i colori vengono impiegati in maniera sempre più massiccia, sottolineando i punti di contatto tra i diversi piani dimensionali.

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La realizzazione delle sequenze oniriche e è stata affidata a Fabio Mancini, capace di dare corpo in maniera convincente a questo elemento narrativo. Le sue tavole sono un piacevole intermezzo che fa da contraltare allo stile cinetico di Camagni, introducendo figure tratteggiate con delicatezza e colorate con tinte pastello, che emergono dagli sfondi molto scuri restituendo alla perfezione le atmosfere del sogno.

Tirando le somme, il fumetto appare riuscito in tutte le sue componenti e ha tutte le carte in regola per far si che l’opera possa incontrare favori da più parti, così come nelle intenzioni degli autori e anche della Panini, che ha scommesso molto sul progetto.

Abbiamo parlato di:
Nomen omen vol. 1 – Total eclipse of the heart
Marco B. Bucci, Jacopo Camagni, Fabio Mancini
, 2017
96 pagine, cartonato, colori – 14,00 €
ISBN: 9788891230225

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