Neri Cortopassi immagina “Lo Spazio Bianco”

Neri Cortopassi immagina “Lo Spazio Bianco”
Cos'è “lo spazio bianco”? Com'è possibile riempirlo? La risposta a queste domande è affidata in questa puntata alla fumettista e illustratrice Neri Cortopassi.

Quale concetto migliore per esaltare l’inventiva di un artista? Quale tema più liberamente interpretabile dello spazio bianco può esistere, a parte forse il suo opposto, l’oscurità?

Per questo abbiamo dato vita a uno spazio dove gli autori possano dare forma alle proprie idee e interpretazioni e, allo stesso tempo, a una piccola celebrazione del nostro sito, che intorno al concetto di “spazio bianco” è nato e che vedeva nel contorno vuoto delle vignette un non-luogo “dove i fumetti sono tutti uguali”.

Ospite di questa puntata è Neri Cortopassi con la sua  illustrazione “Deliri d(‘)istanti”Buona visione.

Deliri d(‘)istanti

Lo spazio bianco è una pagina di ricordi, di emozioni a cui non si presta attenzione nel momento in cui le viviamo, ma che col passare del tempo tornano prepotentemente a prendere possesso del nostro cuore, lacerandolo in schegge di frasi, di versi, di appunti, di veloci schizzi d’inchiostro – Neri Cortopassi

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Neri Cortopassi

Neri Cortopassi nasce a Firenze il 01/02/1995. Dopo aver frequentato il liceo artistico Leon Battista Alberti si iscrive alla facoltà di Storia e tutela dei Beni Archivistici e Librari dell’Università degli Studi di Firenze, laureandosi nel 2018. Si iscrive poi alla TheSign Comics and Arts Academy di Firenze e quello che sta per iniziare sarà il suo terzo e ultimo anno da studente del corso di Fumetto. Nel 2019 esce il suo primo fumetto di cui cura sceneggiatura e disegni, Maximilien Blanc, edito da GonZo Editore. Siccome non ha mai pace, è al lavoro già sul prossimo, Magnalia, per il collettivo Ehm Autoproduzioni ed ha all’attivo una collaborazione per il blog Muitoevoli. Le sue storie spesso nascono da chiacchierate davanti all’asciugatrice, lezioni di francese improvvisate con la sua partner, passeggiate nei parchi… Tutto, a suo dire, può essere d’ispirazione. Se poi, in questo “tutto”, può esserci qualche velato riferimento ai primi del novecento, allora va decisamente in brodo di giuggiole. Non ditegli di modificare il suo orologio biologico “particolarmente da allodola” perché tanto non vi darebbe retta e alle sei del mattino lo potete vedere già col cervello in azione a pensare ai suoi personaggi. Aspira a lavorare per il mercato francese.

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