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Il futuro degli eroi Marvel/Netflix, gli anti-eroi e il merchandise

Una intera puntata dedicata agli anti-eroi di Netflix e del film Suicide Squad, con analisi sul futuro, sul merchandise e il marketing , oltre ad altre piccole news...
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Marvel/Netflix

Mentre Marvel’s Jessica Jones continua a riscuotere un forte consenso da parte di pubblico e critica, in una intervista concessa nei giorni scorsi a CBR, , capo di Marvel Television, ha avuto modo di parlare del futuro degli eroi Marvel su Netflix e del modo in cui si sta lavorando per rendere questi serial sempre più emozionanti e coinvolgenti.

Vi è un grande progetto su dove vogliamo andare con questi personaggi, le storie che vogliamo raccontare, e gli showrunner che partecipano a questa avventura sanno di stare lavorando su un grande arazzo, nella stessa maniera in cui lo sanno i registi. Questo è ciò che significa la responsabilità alla Marvel, fare in modo che le storie che stiamo raccontando siano nuove e fresche, e, allo stesso tempo, continuino ad espandersi.

Per noi, tutto inizia con una domanda molto semplice: che cosa è un eroe? Ogni singolo personaggio delle storie che stiamo raccontando, che si tratti di Phil Coulson, direttore dello SHIELD; dell’agente Carter, una donna che sta cercando di emergere in un mondo prettamente maschile; a un avvocato cieco che sta cercando di salvare il suo quartiere; a una donna che sta cercando, in molti modi, di salvare se stessa; al primo supereroe afro-americano che proviene dalle strade…. È importante che abbiamo l’opportunità di utilizzare i nostri personaggi per raccontare storie di vita reale.
Storie che facciano pensare le persone al mondo in cui sono. Io credo che ci sia un’altra cosa che abbiamo davvero toccato con “Jessica Jones.” Il suo rapporto con Kilgrave e quello che è successo a lei e come cerca di riprendersi da questo è qualcosa di cui vale la pena discutere, e in molti modi, Netflix è un’arena praticamente nuova di zecca per farlo. Io credo che sia per questo che un sacco di gente sta rispondendo positivamente a questa serie.

Ogni volta che ci si apre al mondo e si permette alle persone di avere conversazioni su eventi sociali in corso, questo è sempre stato qualcosa che la Marvel ha fatto. Che si tratti di razze, o di droga, o sentirsi impotenti nella società, questi sono i problemi che rendono i fumetti molto di più di quello che alcune persone pensano, ovvero che siano “Biff, bam, Boom” o solamente letteratura per l’infanzia. E questo non vuol dire che non ci sia spazio per il divertimento. Quando ho scritto “Hulk”, una delle cose che ho amato di quel fumetto era che fosse divertente. Siamo tornati a “Hulk spacca”, e abbiamo vissuto in quel mondo. Ma quando ho raccontato la storia di “Hulk: Grigio,” si trattava di una storia molto personale di un uomo che non vive in un mondo in bianco e nero. Vive in un mondo grigio. Alcune persone lo hanno visto come un mostro, e alcune persone lo hanno visto come un eroe. Come si fa a trattare con questo? E qual è la metafora, alla fine della giornata?

Penso che una delle cose che separa la Marvel dagli altri supereroi, è che la sua narrazione vive nel mondo reale. Non abbiamo le città con nomi fittizi. Tutto si svolge a New York. Hell’s Kitchen è un luogo reale. Le strade e i viali di cui parliamo sono cose reali. La gente entra in veri taxi e in cabine telefoniche reali.
Questo non vuol dire che non abbiamo macchine che volano, e che non ci si possa divertire con questo, ma tutto ha bisogno di iniziare in un posto reale, da cui poi iniziare a costruire. Se un pubblico deve accettare il fatto che ci sono persone con poteri che vanno in giro in costume, il pubblico ha anche bisogno di capire che, “Oh, è un mondo reale. Come sarebbe se queste cose succedessero?” In un mondo che, in questo momento, può essere molto confuso, e in cui ci sono alcuni veri cattivi là fuori, se siamo in grado di raccontare storie che ispirano le persone, questa non può che essere una buona cosa.

Gli Anti-eroi e il merchandise

Con il successo di Marvel’s Jessica Jones, l’attenzione sempre più forte del pubblico verso le nuove serie targate Netflix, e l’arrivo nelle sale cinematografiche del film , la Marvel sembra sempre più guardare agli anti-eroi del proprio portfolio come un elemento da sfruttare appieno nel merchandise e nella vendita al dettaglio. Una nuova campagna promozionale basata su questi personaggi inizierà infatti nelle prime settimane del 2016, con alcune specifiche linee che saranno lanciate a rotazione in alcuni negozi, per poi culminare in un marketing molto più grosso nel gennaio 2016 che avrà tra i suoi obiettivi primari gli adolescenti e gli adulti.
Più tardi nel corso dell’anno, l’attività riprenderà ancora di più con il debutto della seconda stagione di Daredevil, che includerà tra l’altro la comparsa, per la prima volta in televisione in versione live-action, del Punitore.

Il nostro obiettivo è quello di fare conoscere questi personaggi ed esplorare tutte le opportunità per incrementare i ricavi ed estenderli al di là dei nostri franchise di base, puntando a nuovi segmenti di consumatori – ha dichiarato Paul Gitter, vicepresidente senior settore licenze di Disney Consumer Products – L’entusiasmo che sta fermentando su tutta la linea non solo dfa parte dei fan, ma anche da concessionari e rivenditori, è travolgente e non vediamo l’ora di vedere la reazione a questa impressionante linea di prodotti.

Il programma di licensing offre una vasta gamma di prodotti per adulti, che vanno dall’abbigliamento agli oggetti da collezione e le action figures. I fan avranno la possibilità di costruire delle collezioni complete per la prima volta con oggetti da collezione provenienti da Diamond Select, Funko, Sideshow, Kotobukiya e NECA.
Inoltre, Hasbro aggiungerà alcune figure da collezione Marvel Legends, e Hot Wheels diffonderà veicoli da collezione basati sui vari personaggi dal prossimo autunno. Mad Engine, C-Life, Ibrido, Freeze, Silver Buffalo, e Bioworld lanceranno ognuna una robusta linea di prodotti tra cui abbigliamento da uomo e donna, accessori, calzature, borse, prodotti per la casa e molto altro. I programmi di merchandising saranno arrotondati con offerte aggiuntive, tra cui peluche da collezione, articoli di cancelleria, elettronica di consumo e molte altre novità, così come edizioni da collezione di fumetti Marvel Comics con narrate le origini dei vari eroi.
I Rivenditori stanno anche lavorando sulla vendita online e un supporto online per questo programma. A partire da gennaio, Target sarà caratterizzato da un display della Funko che punterà i riflettori su alcuni pupazzetti Bobbleheads di Daredevil, Punisher e Deadpool.
Nel mese di febbraio, inoltre, Hot Topic lancerà una campagna online incentrata su Deadpool che comprenderà il coinvolgimento dei fan tramite l’utilizzo dei social media.
Altri rivenditori, tra cui Wal-Mart, JC Penney, Spencer, Party City e Kohl forniranno le vendite online mentre Amazon espanderà la propria offerta di giocattoli e abbigliamento e CafePress lancerà un apposito negozio online su Jessica Jones offrendo merce unica per uomini e donne.

e il PG-13

Nelle scorse settimane vi sono state alcune polemiche circa le dichiarazioni rilasciate dal produttore Charles Roven a Collider, che confermavano che la pellicola diretta da sarebbe uscita nelle sale con una classificazione PG-13, ovvero quella che permette ai bambini di vedere il film se accompagnati da un adulto, che copre di solito il 90% dei prodotti in uscita nei cinema americani.
A motivare questa decisione, come ricorda anche Scott Mendelson in un articolo di qualche giorno fa apparso su Forbes vi sono in primis ovvie ragioni di marketing, che precludono qualsiasi possibilità, fin dall’inizio, che Suicide Squad potesse in qualche modo aspirare a una classificazione “R”, ovvero “Vietata ai minori”.
Mendelson infatti sottolinea come, nonostante il fatto che i protagonisti della pellicola siano un team formato da criminali, si tratti pur sempre di un progetto realizzato per l’estate cinematografica americana, da sempre appannaggio di grandi titoli e blockbuster, che puntano alla più ampia fetta di pubblico.
Ma Suicide Squad non è solo questo. Il giornalista infatti evidenzia un particolare non da poco, ovvero il fatto che il film faccia parte di una continuity e di un universo condiviso che proprio nel 2016 muoverà i suoi primi passi, e che quindi una classificazione vicina a film come Fury e Sabotage (entrambi diretti da Ayer) avrebbe di certo danneggiato questo quadro generale.

Se fosse una pellicola un po’ più indipendente, avremmo visto Warner Bros./Time Warner lasciare che il complesso team-up di criminali formato da David Ayer uscisse con un rating “più difficile”, come per film del calibro di Fury e Sabotage. Sarebbe un modo fulmineo per differenziare l’universo cinematgrafico DC Comics dal corso “ogni capitolo è soprattutto divertimento per tutta la famiglia” del Marvel Cinematic Universe così come dall’Universo filmico degli X-Men. E presumendo che il film costi un po’ meno rispetto allo standard di 170-225 milioni di dollari, la Warner potrebbe teoricamente avere spazio per muoversi un po’ con la consapevolezza che la maggior parte del pubblico saranno in ogni caso spettatori più anziani. Detto questo, Suicide Squad non sarà una pellicola autonoma ma piuttosto un importante tassello della nuova continuità.

Il giornalista ricorda inoltre come uno dei personaggi più conosciuti della pellicola, ovvero la Harley Quinn interpretata da , possa essere il fulcro centrale della campagna di merchandise, difficile da avviare se il film fosse stato predisposto per una classificazione più ristretta.
Rispetto a progetti come il Deadpool della Fox, che uscirà con una classificazione “R” ma che alla fine non è al centro della costruzione di un unverso condiviso, sembrando perlopiù un film realizzato appositamente per i fan, la posta in gioco dettata da Suicide Squad è invece molto alta per la Warner Bros. Si tratta infatti del secondo film (non contando Man of Steel) a presentare al pubblico i tasselli di un universo più ampio, ma anche il primo vero lungometraggio dell’estate americana che non ha avuto problemi durante la produzione per la major, come invece è recentemente capitato a Tarzan e a Fantastic Beasts and Where to Find Them.
La classificazione PG-13 non toglie però la possibilità che la major possa costruire una campagna promozionale diretta a enfatizzare gli elementi oscuri e violenti dei personaggi presenti nella pellicola, anche se incorrerebbe nel rischio di spaventare i possibili fruitori primari, quei genitori che accompagnano i figli al cinema. La scommessa della major, che mostrerà un nuovo trailer del film apparentemente non prima del 2016, sarà quella di riuscire a mescolare questi due lati del marketing, permettendo a Suicide Squad di conquistare il pubblico e il botteghino.

Fan Film su Batman, Superman e Wonder Woman

Nei giorni scorsi è partita su Kickstarter una campagna per la raccolta fondi riguardante la realizzazione di Tomorrow Headline, fan film ispirato ai personaggi di Batman, Superman e Wonder Woman che mischierà elementi noir e supereroistici.
Il progetto sarà una lettera d’amore nei confronti dei film degli anni ’40, e sarà composto di tre cortometraggi in totale, tutti incentrati su generi diversi e supereroi.
Il primo, intitolato During Wartime, con protagonista Wonder Woman, seguirà la vicenda di un ex soldato dell’esercito che torna a casa dopo un infortunio e deve fare i conti con la sua fidanzata ancora impegnata sul campo di battaglia. The Dark Detective, sarà invece incentrato su un ex poliziotto in cerca di vendetta contro l’assassino che ha preso la vita del suo ex partner. Infine, Tomorrow Headline, inerente Superman, sarà una screwball comedy in cui due giornalisti cercano di risolvere una storia che potrebbe collegare 5 omicidi apparentemente casuali.

Il futuro degli eroi Marvel/Netflix, gli anti-eroi e il merchandise

Medusa

Nei giorni scorsi, intervenuta alla CTN Animation Expo, la regista Lauren Faust ha rivelato di non essere più coinvolta nella realizzazione di Medusa, nuovo film di animazione della Sony Pictures, annunciato nel 2014 e che sarebbe dovuto essere il debutto alla regia cinematografica della Faust, una veterana del settore da 20 anni che ha guadagnato ampi consensi per il rilancio del franchise My Little Pony.

Ho molto apprezzato il tempo trascorso a Sony Pictures Animation sono stata estremamente entusiasta dei progressi che il nostro incredibile team stava facendo su Medusa – ha detto la Faust  – Ma, come succede a tanti studios con tanti progetti, in definitiva abbiamo incontrato divergenze creative sulla direzione del progetto. Non so se Medusa è stato accantonato, ma non sto più lavorando su di esso o per la Sony.

Secondo fonti citate dal sito Cartoon Brew, il film sarebbe ancora in fase di lavorazione e il produttore Michelle Raimo Kouyate è ancora attaccata al progetto, per il quale la Sony Pictures Animation sta cercando al momento un nuovo regista.
Medusa è una re-immaginazione della mitologia greca, descritto dallo studio come “una intelligente, sincera commedia d’animazione”.

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