Frieren, oltre la fine del viaggio: il percorso di elaborazione di un lutto

Frieren, oltre la fine del viaggio: il percorso di elaborazione di un lutto

Nel setting di uno slice of life fantasy, come sarà la vita dell'elfa Frieren ora che la sua avventura con la Compagnia dell'Eroe è giunta al termine e la pace è stata ristabilita?

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“Io non so niente di lui… ci ho viaggiato solo per dieci anni. Sapevo che gli umani non vivono a lungo, perché non ho cercato di conoscerlo meglio?”

La vita di un’elfa è notevolmente più lunga di quella di un essere umano: e Frieren, al funerale dell’eroe Himmel, lo realizza improvvisamente sulla sua pelle, amareggiandosi di non aver tentato di conoscerlo meglio.

Frieren, la protagonista dell’omonima opera, è la maga elfa che ha fatto parte del gruppo che, dopo dieci anni di peripezie e sfide, è riuscito a sconfiggere il Re Demone, ristabilendo la pace nel mondo. Con lei, il guerriero nano Eisen, il sacerdote Heiter e il leader del gruppetto, l’eroe Himmel.

Frieren2Normalmente, portare a termine un’avventura di queste proporzioni rappresenta il più grande evento della propria vita, il coronamento di sforzi e fatiche, finalizzati a entrare nella storia e vivere tranquillamente, soddisfatti e realizzati, il resto della propria vita. E fin qui nulla di strano: ma il sottotitolo dell’opera è “Oltre la fine del viaggio”. Quindi che cosa accade quando il viaggio eroico si conclude?

È proprio questa la domanda che si pone Kanehito Yamada, che si occupa dei testi dell’opera, mentre vediamo ai disegni Tsukasa AbeL’opera, infatti, non segue il viaggio dell’eroeHimmel, ma parte già dalla sua conclusione: l’avventura è finita, gli eroi sono di ritorno alla capitale, dove vengono accolti con sontuosi festeggiamenti. Ed è in questo momento che ognuno prende la sua strada, dandosi appuntamento 50 anni dopo per vedere nuovamente insieme la tradizionale cinquantennale pioggia di meteore.

Passato mezzo secolo, l’elfa Frieren fa ritorno nella capitale per mantenere la promessa fatta ai suoi amici. Tuttavia, la città è molto cambiata, le attività umane si sono evolute molto rapidamente. E anche i suoi amici sono cambiati: Himmel e Heiter sono ormai anziani, e persino il nano Eisen inizia a risentire del peso degli anni.

Poco dopo aver assistito nuovamente tutti insieme alla pioggia di meteore, l’eroe Himmel muore. Ed è questo l’evento fondamentale che risveglia qualcosa in Frieren che, forse per la prima volta nella sua vita, si ritrova ad affrontare un lutto, innescando il processo di elaborazione che ne consegue: si ritrova quindi a dover riflettere sulle conseguenze del suo viaggio. È vero che per lei è durato poco, ma gli eventi in esso contenuti sono molto più importanti di quanto pensato inizialmente. Ha ora consapevolezza di non aver colto completamente il senso del viaggio con la Compagnia dell’Eroe e si pone l’obiettivo di comprendere quel che le è sfuggito, capire meglio gli umani e, soprattutto, conoscere meglio Himmel.

Frieren3Questo lutto, tuttavia, porta con sé una forte energia positiva e costruttiva, che dona motivazione e forza alla protagonista. Infatti Frieren, per dare pieno significato alle avventure vissute con Himmel e gli altri due compagni, deve riaffrontare il viaggio svolto con loro. Il ricordo di ciò che è stata la loro avventura ma, soprattutto, la volontà di comprenderla appieno, dona all’elfa la capacità di vivere il presente con una consapevolezza e un senso ancora più forti.

Rivivere il viaggio allo scopo di ricordarne le imprese ma, soprattutto, di osservare le conseguenze delle loro azioni. Quali erano le motivazioni dei suoi compagni? Per quale ragione erano così determinati a dedicare gran parte della loro vita allo scopo? E da tutto ciò, Frieren che lezione può trarne?

Al suo fianco in questo nuovo viaggio, in quella che potremmo definire la Compagnia di Frieren, vi sono gli apprendisti dei suoi due vecchi compagni Heiter e Eisen: la giovane e talentuosa maga Fern e l’altrettanto giovane e potente guerriero Stark.

Ed è proprio nel rapporto con i suoi due nuovi compagni, e soprattutto con Fern che diventa sua apprendista, che Frieren può sperare – questa volta con la ferma volontà di riuscirci – di comprendere come vivono e agiscono gli umani, quali sono le loro esigenze, quali sono le loro motivazioni.

Fern è una presenza fondamentale per Frieren, per renderla sotto certi aspetti più “umana”. Seppur riluttante ad accettarla come sua apprendista, e acconsentendo alla richiesta solo in seguito a uno stratagemma di Heiter, sviluppa con lei quasi il rapporto esistente fra un genitore e un figlio, vedendola crescere e portandola con sé, quando ormai adolescente, alla morte del sacerdote Heiter, il secondo dei suoi compagni a cui deve dire addio.

Frieren5Proprio per questo, l’opera potrebbe essere definita uno slice of life fantasy, oltre a uno shonen atipico.
La protagonista è infatti potentissima, non vi sono avversari in grado di sconfiggerla, e quindi non è necessario che ci sia una significativa evoluzione delle sue capacità combattive. Tuttavia, un’evoluzione c’è: Frieren impara man mano sempre più nel corso dell’opera l’importanza del tempo, acquisendo sempre più sensibilità ed empatia, iniziando a comprendere sempre di più gli esseri umani nel corso di questo suo nuovo viaggio: e tutte le volte che Frieren intende gestire in modo eccessivamente lento il tempo è Fern, con grande decisione, a ricordarle che non è infinito, ribaltando quasi il ruolo genitoriale.
Ed è uno slice of life fantasy perché le battaglie, soprattutto nella prima parte dell’opera, rappresentano un focus secondario, mentre il focus principale è sul viaggio del gruppetto: la narrazione si concentra molto quindi sul dialogo con gli abitanti dei villaggi, con le bivaccate intorno al fuoco, la ricerca di una magia, l’approvvigionamento, la gestione della risicata economia della combriccola, ma anche la trasmissione della visione della magia da maestra e allieva, ecc.

Proprio per questo, la costruzione del mondo è molto solida, per quanto semplice attingendo appieno agli stilemi del genere fantasy, tanto letterario quanto soprattutto videoludico (gag ricorrente quella di Frieren che cade nella trappola dei mimic, ad esempio). Nel corso della loro avventura, la Compagnia di Frieren si trova ad attraversare molte città e molti villaggi, ripercorrendo il ricordo dell’eroe Himmel ma anche scoprendo la quotidianità umana, la cui società è molto cambiata in meno di un secolo, e talvolta anche i loro problemi di natura politica e amministrativa.

Ma il gruppo si trova anche ad affrontare i rimasugli dell’esercito del Re Demone. E Frieren odia profondamente i demoni, dal momento che questi hanno portato avanti una campagna genocida nei confronti degli elfi, distruggendo anche il suo villaggio. Li odia così profondamente che ha sviluppato la sua magia in modo da poterli ingannare e combattere in modo profondamente efficace, sopprimendo costantemente il mana così da venire da essi sottovalutata.

frieren6I demoni, così come intesi nell’opera, sono il risultato di secoli di evoluzione basata sull’inganno, portandoli infine a sviluppare capacità di linguaggio e aspetto umanoide, così da poter imbrogliare in modo più semplice gli esseri umani. Vedono il tempo allo stesso modo degli elfi avendo la loro stessa longevità, manifestano un’affinità naturale per la magia (che è alla base della gerarchia sociale all’interno della loro società), al punto da dissolversi in mana puro alla propria morte.
Oltre a essere per natura estremamente individualisti, la caratteristica principale dei demoni è che, pur manifestando in un certo qual modo delle emozioni, non riescono a comprendere quelle umane: anche i demoni più interessati alla convivenza con gli uomini hanno fallito nel compito, per via dei naturali istinti finalizzati a ucciderli e per profonde difficoltà di comprensione fra le due specie.

La specie demoniaca è di base un archetipo fantasy, ma ben inserita e rappresentata nell’opera, e dotata di una sua forte identità, anche in contrapposizione alle idee di Frieren e della società umana. Ed è proprio per questo interessante notare le interazioni con i demoni, sia nel presente che nel passato attraverso i flashback, le diverse personalità di ognuno di essi e i tentativi di inganno o di genuina convivenza.

Per espandere il valore dell’opera è importante considerare anche l’anime da essa tratto, andato in onda dall’autunno 2023  su Crunchyroll e recentemente conclusosi. Con un ritmo un po’ più tranquillo, un’animazione incredibilmente di qualità e straordinariamente fluida in praticamente tutti i suoi 28 episodi e un comparto sonoro che è già diventato iconico, lo studio Madhouse è stato in grado di effettuare una trasposizione perfetta del manga, concedendo più tempo ai momenti emozionali, alle interazioni fra i vari personaggi, consentendo una miglior immersione nel mondo e rendendo alcuni combattimenti, soprattutto nel finale, delle piccole opere d’arte. Nulla è stato sacrificato nel processo di adattamento, e con l’anime è stato anzi possibile attraversare alcuni passaggi della nuova e passata avventura di Frieren con una maggiore profondità.

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Per quanto riguarda invece il manga e la scrittura in generale, Kanehito Yamada è in grado di raccontare l’elaborazione di un lutto, con la malinconia e la tristezza che ne consegue, senza pesantezza; e piacevolissimi sono anche i rapporti leggeri e quotidiani fra Frieren, Fern, Stark e le persone con cui entrano in contatto. Anche i disegni di Tsukasa Abe sono perfettamente in linea con l’idea di voler trasmettere la quotidianità e l’ordinarietà, invece dell’avventura epica: lo stile sembra quasi banale, classico ed essenziale, anche nella disposizione delle vignette, ma profondamente piacevole, in grado di regalare anche delle tavole e soprattutto dei primi piani molto curati e strutturati. L’unica pecca sono forse le battaglie, che mancano talvolta di dinamismo e comprensione della scena. Da segnalare inoltre le pagine a colori, forse l’acme dello stile artistico di quest’opera, presenti in più parti dei volumi.

Il mondo di Frieren è ben dettagliato, permettendo di intraprendere un lungo viaggio insieme alla Compagnia di Frieren, ricordandoci che però di base stiamo assistendo e partecipando all’elaborazione di un lutto: situazione che, inevitabilmente, risuona qualche corda emotiva anche per il lettore e/o lo spettatore. L’opera ci invita infatti a riflettere sul tempo, che è limitato, e su come lo spendiamo, e sull’importanza di comprendere i nostri cari, passare del tempo con loro e cercare di comunicare riducendo al minimo le incomprensioni.

Abbiamo parlato di:
Frieren. Oltre la fine del viaggio  #1-11
Kanehito Yamada, Tsukasa Abe
Traduzione di Matteo Cremaschi
J-Pop, 2021-2023
Brossurato, bianco e nero con pagine a colori – 6,50 €

Frieren – Oltre la fine del viaggio
Soggetto originale di Kanehito Yamada
Regia di Keiichiro Saito
Sceneggiatura di Tomohiro Suzuki
Studio Madhouse, 2023-2024

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