Darwyn Cooke, il segno di una nostalgia invincibile

Darwyn Cooke, il segno di una nostalgia invincibile
Darwyn Cooke, recentemente scomparso, è ritenuto il maestro di uno stile rétro, ispirato alla Golden e Silver Age del supereroismo americano. Una definizione che tuttavia andava stretta all'autore, come dimostrano anche le sue scelte per questa recente antologia.

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, scomparso nel 2016, è stato uno dei più interessanti autori del fumetto americano contemporaneo. Nato nel 1962, la sua carriera è iniziata nel 1985 per la , per la quale lavorò al DC Animated Universe, occupandosi soprattutto di The New Batman Adventures, oltre a qualche episodio di Superman.

Nel 1999, realizzò la sequenza di apertura per Batman Beyond, trasposizione di Batman nel futuro: una serie animata considerata relativamente matura per gli standard occidentali. Nel 2000, la graphic novel Batman Ego segnò il definitivo ritorno al fumetto: l’autore si occuperà del rilancio di Catwoman (2001) e soprattutto di quello che è considerato il suo capolavoro, The New Frontier (2004).

Qui, in modo compiuto, il segno sviluppato da Cooke nell’animazione – una colta rielaborazione degli stilemi del fumetto supereroico tra Golden e Silver Age – trova una sua perfetta applicazione: la rilettura moderna, post-decostruzione fumettistica, delle vicende dei supereroi DC tra anni ’50 e ’60. Si crea un elegante contrasto tra il segno, sapientemente stilizzato ed essenziale, apparentemente “infantilizzante”, e le tematiche ormai pienamente adulte – nel senso di mature e consapevoli, ma senza gratuiti eccessi di sesso o violenza.

Questo volume che celebra, giustamente, Darwyn Cooke come “gran maestro” del fumetto americano, raccoglie storie molto varie: sono presenti brevi storie con Superman, Batman, Flash, Hawkman e altri, ma troviamo anche numerose storie slegate dall’universo supereroico DC. Come l’autore stesso chiarisce nella prefazione al volume (del 2015, a un anno dalla precoce scomparsa), esso non ha il carattere organico che caratterizza spesso tali raccolte, dato che le opere più significative dell’autore sono già state pubblicate in volume, a partire appunto da New Frontier e dai cicli sui supereroi più noti. Qui si trovano opere minori, che hanno però permesso a Cooke di spaziare su scelte stilistiche differenti da quelle cui è solitamente associato.

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Particolarmente interessante a tale proposito è una storia seminale come The private eye, breve  racconto muto degli esordi (1985), nel segno dei “crime comics”. Già molto matura nella gestione di tavola e nel segno – l’autore è appena ventenne – ma ancora lontana dalla sintesi più adulta, e più puramente imitativa del segno classico anni ’60 (l’autore cita apertamente, nella prefazione, un rimando a Steranko).

Questa passione per il noir resta un tratto dominante in molte delle storie non supereroiche presentate qui. Comunque, in generale, si apprezza la capacità dell’autore di inventare soluzioni brillanti e impegnative, sia che si tratti di storie e illustrazioni importanti sia che ci si trovi di fronte a storie medie o addirittura dei “marginalia”, che Cooke anzi sfrutta per qualche variazione del suo stile tipico.

Il vasto pubblico probabilmente può apprezzare soprattutto la rilettura degli universi supereroici più noti, come nel caso di Batman, l’ambito cui Cooke si è maggiormente applicato; e così i lettori di The New Frontier per i frammenti connessi all’opera simbolo.

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Ma forse è ancora più interessante cogliere l’interpretazione matura dell’autore di storie non-supereroiche. Human Values è ad esempio l’omaggio dell’autore all’11 settembre; Climate Change, su testi di Dan Abnett, immagina le conseguenze della distruzione del mondo usando non i toni apocalittici, ma quelli melanconici che sono più tipici di Cooke. Rilevante anche L’ultimo sipario, approccio al western, sviluppato con grande competenza nell’evocazione dell’opportuna atmosfera.

Un volume, quindi, che conferma l’indubbia maestria di Darwyn Cooke: anche se, certo, più un libro per gli appassionati, che possono così integrare la loro conoscenza dell’autore, che un punto di partenza per un primo approccio, per il quale risultano forse più utili cicli chiusi, innanzitutto The New Frontier.

L’opera è interessante soprattutto per quanto riguarda la piena comprensione dello stile: Darwyn Cooke, nella premessa, chiarisce la sua volontà di mostrare la sua varietà, insofferente a etichette restrittive di “autore retrò”.

Ciò risulta indubbiamente dimostrato, come detto: e, tuttavia, sia pure con tecniche, montaggi e segni diversi messi in gioco, nelle varie storie permane un senso unificante di nostalgia, di melanconia, anche quando non sembra essere portato dalla storia, ma appunto solo dall’interpretazione del disegno. Un “effetto alone”, forse, della fama di Cooke: oppure una componente inestriscabile della sua arte, che supera ovviamente la pura citazione e diviene la cifra più profonda dello stile dell’autore.

Abbiamo parlato di:
Darwyn Cooke, i grandi maestri
Darwyn Cooke
, 2019
416 pagine, cartonato, a colori – 39,95 €
ISBN: 8833048799

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