Parliamo di:

Civil War II, una pagina sbiadita della Marvel

Un albo non entusiasmante e un Brian Michael Bendis poco ispirato portano alla conclusione Civil War II e lo scontro tra Iron Man e Capitan Marvel..

La conclusione di Civil War II è un’altra pagina sbiadita nella storia recente della , già da tempo vittima di una colossale mancanza di idee e di pianificazione per quanto riguarda i propri grandi eventi (a parte forse Secret Wars) che questa saga non fa altro che confermare una volta di più.

Civil War II, una pagina sbiadita della MarvelLa colpa principale è di un poco ispirato e lontano anni luce dai fasti di Alias, Daredevil e della prima versione di Ultimate Spider-Man, il quale negli otto numeri dell’evento non ha mai tentato di costruire attorno allo scontro tra Capitan Marvel e Iron Man argomentazioni serie e interessanti, capaci davvero di dividere la comunità dei supereroi e, di conseguenza, affascinare anche i lettori, così come fece la prima Civil War.

Lo sceneggiatore anche in questo ultimo numero si è limitato infatti a portare il confronto unicamente sul piano della fisicità, inscenando tra l’altro una risoluzione narrativa per il personaggio dell’Inumano Ulysses che serve al solo scopo di pubblicizzare futuri eventi e storyline della Casa delle Idee. L’ascensione del personaggio a divinità superiore e la sua repentina scomparsa in un paio di pagine, dopo avere sconvolto per alcuni mesi l’Universo Marvel, pare infatti essere un modo per non fornire risposte alle tante domande scaturite dai poteri del giovane Inumano: le visioni del futuro erano scatenate dalle sue convinzioni personali? Da situazioni emotive o di stress? Erano solo profilazione o qualcos’altro?

A questo Bendis sceglie semplicemente di non rispondere, molto probabilmente perchè dopo avere posto la saga su fondamenta ideologiche debolissime (soprattutto nei confronti di Capitan Marvel) ha dimostrato e confermato nuovamente una totale mancanza di condivisione con il lavoro di numerosi autori delle varie testate che nei tie-in legati a CW2 hanno cercato di sviluppare in profondità le deboli tematiche da lui presentate, alcuni con una intelligenza narrativa ammirevole (vedasi il bravo Nick Spencer sulle testate dedicate a Capitan America). Anche in questo numero le argomentazioni dietro le azioni dell’alter ego di Carol Danvers sono inesistenti, spinte più che altro da un malcelato senso di leadership che però il personaggio non riesce mai ad avere.

Lo stesso dicasi per le spiegazioni inerenti le condizioni di Tony Stark alla fine dell’albo, totalmente incomprensibili e messe in bocca a un Hank McCoy mai così scientificamente poco credibile. In questo caso è chiaro l’intento di introdurre il più velocemente possibile la nuova Iron Man Riri Wiliams, scegliendo però di farlo anche qui in maniera del tutto superficiale e sacrificando la possibilità di fornire dettagli necessari ai lettori, per comprendere le motivazioni dietro lo stato comatoso dell’eroe miliardario.

Civil War II, una pagina sbiadita della Marvel

Criticità finale, l’epilogo con il confronto tra il presidente USA e Carol Danvers che Bendis, non contento di aver caratterizzato quest’ultima in maniera irrazionale per tutta la saga, spingendola ad agire solo in base a un impulso repressivo nei confronti dello schieramento avverso, fa addirittura elogiare dall’inquilino della Casa Bianca.

In tutto questo si salvano alla fine soltanto i disegni di David Marquez, che riesce appieno a rendere tangibile lo scontro tra Capitan Marvel e Iron Man grazie anche a un paio di splash page in cui a essere protagonista è non solo la fisicità del combattimento, ma anche i volti sconvolti di altri eroi, riuscendo a caratterizzarli con il suo tratto molto più di quato abbia fatto Bendis con i dialoghi.
In questo albo viene oltremodo coadiuvato dalle tavole di Mark Bagley, Adam Kubert, Leinil Francis Yu e vari altri che riescono con la loro bravura a fornire uno sguardo interessante alle storie che verranno.

Abbiamo parlato di:
Civil War II #8 (Marvel Miniserie #183)
Brian Michael Bendis, David Marquez, Justin Ponsor
Traduzione di Fabio Gamberini
, maggio 2017
48 pagine, brossurato, colori – 3,00 €
ISSN: 9771124230901

1 Commento

1 Commento

  1. Fosco

    6 giugno 2017 a 18:40

    Bell’articolo e analisi pienamente corretta. Caratterizzazione di Carol fatta proprio senza basi, alla quale si oppone un Tony che manca della convinzione vista nella prima CW. Io non aspetto altro che Legacy sperando che oltre ai classici personaggi torni anche un po’ di ispirazione agli scrittori

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