Parliamo di:

Barokko di Paolo Bacilieri, hard boiled nel nord-est d’Italia

Torna Barokko, personaggio di Paolo Bacilieri: un bellissimo ritratto, crudele e affettuoso al tempo stesso, di una Italia sospesa tra consumismo e miseria.
Articolo aggiornato il 28/09/2017

Quando nel 1988 fu pubblicata sulla rivista Comic art la prima storia di Barokko di , pensai che finalmente qualcuno aveva il coraggio di sporcarsi le mani con le bassezze del nostro paese, uscendo dai classici stereotopi, ed anzi cercando di ritrarne le desolatezze del vivere quotidiano.
Con plot che erano lontani parenti della lezione hard boiled americana, trasportati nella contemporaneità del nord est italiano, l’autore veronese, con la peculiarità del suo segno e del suo raccontare, diede una scossa al fumetto nostrano.

Barokko di Paolo Bacilieri, hard boiled nel nord-est d'ItaliaRiletti 15 anni dopo, l’impressione positiva che ebbi all’epoca non si è affievolita, anzi si è decisamente rafforzata. Questo volume, edito dalla benemerita , che sempre più sta meritando il premio come miglior casa editrice vinto al Comicon di Napoli del 2004, ha la capacità di far comprendere a fondo l’evoluzione dell’autore che sarebbe poi approdato alla corte di Bonelli con Napoleone.

Si dipana di pagina in pagina una grandissima abilità tecnica, già presente nei suoi esordi e che qui diventa strabiliante, coadiuvata da un montaggio fatto di molte vignette per tavola, sempre dettagliatissime, quasi tendenti a sfinire l’occhio del lettore. Non iperrealistiche, ma dotate di una profondità di argomentazioni stilistiche purtroppo raramente riviste, in seguito, da altri autori italiani. Primi piani mozzafiato, ma sporchi e a volte grotteschi; nature morte di squallidi appartamenti stravissuti; ampi squarci orizzontali su periferici parcheggi di supermercati, nascenti paesaggi di una deindustrializzazione allora galoppante.

Quello che più meraviglia è la riuscita rappresentazione di un’Italia, e delle sue comparse, all’epoca rampante (siamo alla fine degli anni 80), inebriata com’era dal craxismo e già molto decadente nei costumi e nelle idee che la muovevano. A distanza di anni, ora che tutto questo, se vogliamo, è imploso o solamente peggiorato (circondati come siamo da grandi fratelli, fattorie e guerre perenni), questi suoi ritratti così duri, spietati e sinceri, ma nel contempo affettuosi, funzionano ancora. Funziona la descrizione di un paese cattivo, difficile ed arrogante, dove anche le persone più pure non hanno la capacità di trovare la strada per sperare in un futuro decente. Funziona la dettagliata descrizione della moda dell’epoca, del modo di parlare e di atteggiarsi, delle pettinature, all’interno di un consumismo crescente che in seguito ci avrebbe travolto.
Quest’estetica fatta di una moltitudine di particolari (vedasi a pag. 121, la pallottola che sparata da un carabiniere trapassa, vignetta per vignetta, una latta di zuppa Campbell’s, una confezione di detersivo, una di vinavil, e così via, prima di colpire, casualmente, il bersaglio) ridefinisce il discorso sulla cultura popolare all’interno del fumetto italiano.

Barokko di Paolo Bacilieri, hard boiled nel nord-est d'Italia

Una riedizione di un’arte pop che rimanda decisamente alla lezione di Warhol e soci: l’uso (o abuso) delle omanotopee “che raccontano una nevrosi metalinguistica, condivisa all’epoca dall’autore” (come dice bene il buon Davide Brolli nella bella introduzione al volume) e la la propensione a nobilitare l’essenza degli oggetti comuni (guardate la bella tavola a pag. 176 all’interno dello schetchbook in coda al volume) all’interno del racconto. Racconto scandito, come un respiro o un battito di ciglia, vignetta per vignetta (una bottiglia di cola con mela, un wc, un trapano appoggiato su delle piastrelle, una gruccia con cravatta che spunta da un armadio, una caffettiera, ecc.), senza dimenticare pero’ qual’é il centro intimo della storia. Come a voler ribadire che non si può spiegare la rabbia e la disperazione se attorno non si descrive lo spazio, e ciò che in esso è contenuto, nel quale questi sentimenti possono crescere.

L’utilizzo delle omanotopee a volte diventa così strabordante e invade la tavola con soluzioni grafiche e narrative ardite e folgoranti. Ricorda un po’ Andrea Pazienza, questo suo far esplodere la pagina di vulcanicità artistica; ma anche quel suo ritrarre i suoi personaggi così efficacemente, senza mediazioni, ricorda la lezione dell’autore di Zanardi e Pompeo (quest’ultimo omaggiato nell’ultima tavola di Tragicomixage, pag. 84).

Barokko di Paolo Bacilieri, hard boiled nel nord-est d'Italia

Come dicevo, le storie hanno un vago sapore di hard boiled ante-litteram: Barokko è un detective, più o meno scalcinato, che pero’ già nella seconda storia è costretto (o meglio viene trascinato), per sbarcare il lunario, a fare parte di una banda di rapinatori. Vive, cioé, in quella zona grigia dove tutto si confonde e dove si muovono le tragiche comparse delle sue storie, costrette dalle avversità della vita a varcare continuamente il confine tra legalità e illecito, moralità e devianza sociale.
Mai un innocente, mai un puro; e se c’é, è destinato all’autodistruzione. Barokko naviga a vista in questa periferia umana, e, pur nascondendosi dietro zigomi da boxeurs e incarichi da gorilla, forse è l’unico interprete sincero in questa accozzaglia di grotteschi parvenue, quasi fosse una cartina tornasole di un’italianità in disfacimento.

Punto di forza di questo volume è quello di offrire uno sguardo abbastanza esaustivo sull’evoluzione di quest’artista e del suo personaggio, in un arco di tempo di quattro anni (1988/92), con l’aggiunta in appendice, quasi una bonus-track, di un racconto mai terminato. In queste pagine, a volte solamente abbozzate, a volte, qua e là, ottimamente finite, Bacilieri devia dal narrare metropolitano e sterza verso una struttura più vicina alla lezione del maestro Hugo Pratt (come ammette lui stesso nelle note che accompagnano questa storia); quasi un’anteprima del suo lavoro su Napoleone.
Anche la tavola muta, si rinnova, passando ad una costruzione più ariosa, come se accompagnasse Barokko nell’uscire dall’urbanizzazione per entrare in un mondo di spazi aperti, fatto di parchi e di alberi. Quasi a suggerire il salto di fantasia che l’autore si prefiggeva, ma che per Barokko, come dice nelle note, presto ha finito per rinnegare.

Barokko di Paolo Bacilieri, hard boiled nel nord-est d'ItaliaSe proprio vogliamo muovere una critica a questo bel volume, possiamo non essere d’accordo con le sue dimensioni, un po’ troppo piccole per delle tavole che apparvero in origine su una rivista di grande formato come Comic Art e che qui risultano, forse, un po’ sacrificate, troppo soffocate, piene come sono di dettagli. Detto questo, capisco l’esigenza di contenere i costi per presentare un prodotto che, a naso, non è propriamente di largo consumo (ahimé) in questo asfittico mercato italiano. Di contro il volume è ottimamente redatto e confezionato con una cura non sempre usuale qui da noi. In più, nella prefazione, Davide Brolli dice cose più intelligenti di quelle che io non riusciro’ mai scrivere; quindi leggetela e traetene giovamento.

In conclusione, Barokko di Paolo Bacilleri è un capolavoro.
Non ho paura di usare questa definizione, perché già all’epoca della sua prima pubblicazione ero di quest’avviso. Oggi riconfermo quest’opinione anche alla luce di tutto quello che è stato pubblicato in seguito in Italia, anche dallo stesso Bacilieri, del quale qui si hanno sott’occhio le radici che hanno generato l’autore che i lettori di Napoleone conoscono.

Ecco, questo vorrei; che tutti i lettori del personaggio bonelliano comprassero questo volume. Chiedo troppo? O forse devo pensare che Paolo Bacilieri dai lettori di Napoleone è considerato un corpo estraneo, alieno, che si sopporta e forse poco si capisce?
In un mercato italiano ideale non dico che Barokko dovrebbe vendere quanto Napoleone (ovviamente c’é di mezzo il prezzo non certo popolare, non esce in edicola, ecc. ecc.), ma che almeno non passi inosservato e si ritagli lo spazio che si merita, questo sì.
Ribadisco: comprate Barokko!
È necessario. Per voi.

Abbiamo parlato di:
Barokko
Paolo Bacilieri
Black Velvet editrice, 2004
192 pagine, brossurato, bianco e nero –  14,00€

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio