
Per quanto mi riguarda, ho trovato lo svolgimento non particolarmente perspicuo, soprattutto riguardo al mistero degli omicidi e alla sua risoluzione. Tali vicende non risultano appassionare e divertire quanto le bizzarre situazioni dello strampalato gruppo di artisti, che durante le loro indagini clandestine, si muovono goffi come attori di un film muto. Bertozzi non li sceglie a caso: i personaggi di cui racconta si distinguevano all’epoca per la loro stravaganza. Sono tuttora celebri le loro imprese, come il tentativo di Apollinaire di rubare la Gioconda dal Louvre! L’autore mostra i suoi momenti migliori raffigurando Picasso e Braque in situazioni di vita quotidiana e mostrandone le conversazioni. Non mi sembra troppo azzardato suggerire un parallelismo tra l’autore e lo storico dell’arte e biografo Giorgio Vasari (1511-1574): sull’esempio del metodo adottato dall’autore delle Vite, Bertozzi racconta aneddotti e situazioni riguardanti i due artisti che sembrerebbero a prima vista insignificanti, ma che in realtà ci rivelano il pensiero dei due e la genesi delle loro teorie. Vediamo così rappresentato il primo incontro tra Braque e Ricasso, oppure in seguito li vediamo al circo, alle prese con gli schizzi dei trapezisti, che tanti artisti del tempo amavano fare. Le loro conversazioni in treno o al caffé ci mostrano anche l’evoluzione di teorie cubiste. Oppure ascoltiamo Picasso sostenere più di una volta la sua passione per i primi fumetti.

A prima vista potrebbe sembrare inadeguata la scelta di rappresentare le vicende di artisti innovatori ed anticonformisti racchiuse in quattro vignette di dimensione costante, senza mai introdurre un elemento grafico aggressivo. Preferirei invece pensare a queste come alla cornice di un quadro. Bertozzi può essersi dato non tanto dei limiti espressivi quanto piuttosto un area delimitata su cui agire e sperimentare, come fanno anche i personaggi della sua storia alle prese con i limiti fisici della tela. L’atmosfera divertente che pervade tutta la storia rende il titolo appetibile non soltanto per chi già conosce bene la vita e l’arte dei protagonisti. Ribadisco pero’ che difetti nell’opera ce ne sono: la trama principale zoppica, non ci rende partecipi ed interessati a quello che dovrebbe essere il filo conduttore della storia: l’enigma degli omicidi. Il lettore finisce davvero per essere più affascinato dagli intermezzi che non dalla vicenda portante. La risoluzione finale poi è semplice, quasi scontata e forse un po’ sbrigativa. Qui l’elemento fantastico prende quasi il sopravvento e sembra servire a Bertozzi per chiudere brevemente la storia con una gran sarabanda finale.
Chi Vuole Uccidere Picasso inaugura comunque benissimo l’arrivo nel mercato fumettistico della casa editrice Guanda che già da anni si era distinta nell’ambito letterario per titoli interessanti e per una grafica altrettanto curata e preziosa: si pensi alle numerose copertine ad opera di Mattotti che impreziosiscono il loro catalogo.
Riferimenti.
Guanda: www.guanda.it
Nick Bertozzi, sito ufficiale: www.nickbertozzi.com
Pablo Picasso su wikipedia italia: it.wikipedia.org/wiki/Picasso
Giorges Braque su wikipedia italia: it.wikipedia.org/wiki/Braque
Il cubismo su wikipedia italia: it.wikipedia.org/wiki/Cubismo
Vasari su wikipedia italia: it.wikipedia.org/wiki/Vasari
